Un proverbio anonimo dice “Il mondo è più luminoso dietro un sorriso”, ma ci sono posti al mondo che, anche se pieni di sorrisi, non potranno mai essere luminosi. Uno di questi è “L’Isola delle Bambole”, fra i più tetri e macabri al mondo, nonostante sia popolata di bambole sorridenti. Peccato che, nonostante il sorriso, i loro corpi siano decadenti, i loro occhi spesso mancanti e le loro teste popolate dagli insetti dell’isola che cercano un rifugio.

Sotto, bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

La Isla de las Munecas, come la chiamano i locali, è situata nel lago Teshuil a circa 28 chilometri a sud di Città del Messico, ed è diventata recentemente famosa tra gli esploratori dell’ignoto e del macabro, per le centinaia di bambole appese ai rami dei suoi alberi.

Per quale motivo, l’isola è popolata solamente da bambole impiccate?

La leggenda narra che Don Julian Santana Barrera, il custode dell’isola, un giorno trovò sulla riva della spiaggia una bambina annegata in circostanze misteriose. Don Julian rimase sconvolto perché non potè fare nulla per salvarla.

Il giorno seguente, trovò una bambola che galleggiava poco distante da dove aveva rinvenuto la bambina, immaginò le appartenesse, così decise di appenderla all’albero vicino al suo luogo di riposo, in segno di rispetto.

Bambole all’isola, fotografia di Sparta Palma condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Ma lo spirito della bambina era irrequieto, non apparteneva a quel luogo e iniziò a tormentare il povero Don Julian. Questi decise di raccogliere tutte le bambole che riusciva a trovare per mantenerlo quieto. Egli si allontanava dalla sua isola solo per rovistare nella spazzatura, alla ricerca di altri doni per lo spirito della bambina.

Addirittura, ne trovò una che gli ricordava talmente tanto la bimba, che decise di tenerla in casa con sè, la chiamò Agustinita

Presto però, realizzò che lo spirito della bambina si era impossessato delle bambole stesse, e che aveva sempre bisogno di nuovi giochi per rimanere tranquillo e non manifestarsi.

Sotto, La più antica bambola sulla Isla de las Muñecas, a Xochimilco, Città del Messico, fotografia di KatyaMSL via Wikipedia:

Gli abitanti delle isole circostanti iniziarono a notare qualcosa di strano, così chiesero a Don Julian se potessero visitare l’isola. Lui acconsentiva senza problemi, così i visitatori gli portavano altre bambole in omaggio per ringraziarlo della sua gentilezza, o come baratto per la frutta e la verdura coltivate sull’isola.

Bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Si dice che Don Julian, all’apice del suo dolore e della sua pazzia, abbia iniziato a coltivare la terra in modo da sfamare le sue bambole e chi dice che fosse guidato da una strana forza che con il tempo lo cambiò profondamente.

Don Julian continuò a prendersi cura delle sue bambole fino al 2001, anno della sua morte. C’è chi dice sia annegato ma sta di fatto che fu trovato esattamente dove rinvenne il corpo della bambina.

Bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Oggi, i visitatori che vi si recano in pellegrinaggio alla Isla non sono solo curiosi ed esploratori, ma anche persone che lasciano offerte e chiedono benedizioni e miracoli allo spirito della bambina, diventata una sorta di divinità da invocare in caso di bisogno.

Ci sono diverse chiavi di lettura per interpretare questa storia.

Bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Si può scegliere quella più negativa e scontata, immaginando l’Isola come un luogo demoniaco e pregno di presenze negative, oppure si può scegliere quella più positiva e luminosa, immaginandola come un luogo di celebrazione, dove finalmente lo spirito di una bambina ha trovato pace e potrà giocare con le sue bambole per l’eternità, insieme a qualcuno che si prenderà sempre cura di lei.

Bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Bambole all’isola, fotografia di Wa17gs condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Eugenia Varaldo
Eugenia Varaldo

Sono una studentessa di scienze della comunicazione. Durante il mio percorso scolastico al Liceo delle Scienze Sociali e Comunicazione ho avuto il piacere di vedere pubblicati una mia indagine nel libro “Nel Cibo La Vita”, ed un’intervista all’interno della raccolta de “I Quaderni Savonesi”. Vincitrice per due anni consecutivi del concorso letterario indetto dalla regione Liguria “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi a garantire i diritti dei popoli”. Appassionata di occulto, paranormale ed arte funeraria dell’epoca vittoriana. Inguaribile nerd, con un amore per la fantascienza e Star Wars che dura da tutta una vita.