Già quel soprannome, Lupa di Francia, la dice tutta sul carattere battagliero di Isabella di Francia, che smentisce ancora una volta l’immagine di principesse e regine medievali chiuse in un castello ad ascoltare i versi di poeti che esaltano l’amor cortese. In realtà, Isabella ama molto i racconti su re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda, e condivide questa passione con il suo amante, Roger Mortimer, conte di March.

Di Roger Mortimer parleremo un po’ più avanti, ma intanto si può dire su di lui qualche curiosità davvero interessante, giusto per inquadrare l’epoca. Un’epoca in cui le leggende arturiane non sono solo racconti di fantasia, ma sono considerate una realtà lontana che lascia le sue tracce nel presente. Mortimer ha, tra i suoi antenati, i principi del Galles, e questo è già un collegamento con Re Artù. In più, un’antica profezia di Merlino aveva preannunciato che “un principe gallese a Londra sarà incoronato”. Il nonno di Roger, Lord Mortimer, nel 1279 organizza nel suo castello un grande torneo della “Tavola Rotonda”, a cui sono presenti i sovrani inglesi, Edoardo II e la moglie. Quel torneo non è solo una rievocazione dei tempi di Artù, ma serve a ricordare la discendenza arturiana dei Mortimer: vogliono dire che un giorno, qualcuno di loro, sarebbe salito sul trono inglese. La storia in realtà ci dice che questo non succede, anche se Roger Mortimer ci va molto vicino, proprio grazie a Isabella di Francia.

Isabella, nata nel 1295, è figlia di Filippo IV di Francia, detto Il Bello. E a quanto pare, Isabella prende dal padre: è molto bella, è intelligente e, come diremmo oggi, è una sveglia. Tutte doti che, nel corso del tempo, le cuciono addosso la fama di astuta manipolatrice. Quanto a carattere, Isabella non ha nulla da invidiare al padre, che è il sovrano più potente d’Europa, capace di sfidare il Pontefice (Bonifacio VIII) e di sopprimere, in un bagno di sangue, l’Ordine dei Cavalieri Templari. 

Isabella sposa, ovviamente per motivi dinastici, il suo secondo cugino, Edoardo II d’Inghilterra. Il matrimonio è concordato da tempo dai rispettivi padri, e sollecitato con forza da Bonifacio VIII (prima della rottura con Filippo IV), che tenta i tutti i modi di evitare una guerra tra Francia e Inghilterra, per motivi che sarebbe lungo spiegare (per questo vi rimando al video su Bonifacio VIII). A un certo punto il sovrano inglese ci ripensa e i due convolano a nozze nel 1308, dopo la morte di Edoardo I. Isabella ha all’incirca 12 anni (anche se il suo anno di nascita non è certo) ed Edoardo, anche lui di bellissimo aspetto, dieci di più. E’ bene specificare che questo all’epoca questo era assolutamente normale, non c’è nessuna stortura legale nel far sposare una bambina di 12 anni con un ragazzo di una ventina.

La principessa, che Edoardo stesso chiama “Isabella la Bella”, è descritta da un cronista come “la bellezza delle bellezze… nel regno se non in tutta Europa”. Eppure, tutta questa bellezza non le serve a molto, almeno con il marito. Isabella capisce che il suo matrimonio sarà complicato già il giorno delle nozze, quando Edoardo, durante il banchetto, anziché sedersi vicino a lei preferisce accomodarsi accanto a Piers Gaveston, “arrogante e pomposo” cavaliere guascone, odiato dalla nobiltà inglese per le sue origini modeste, e nominato conte di Cornovaglia (con gli annessi ricchi possedimenti) da Edoardo II, con grande scandalo della corte.

E pensare che era stato proprio Edoardo I a mettere Gaveston a fianco del figlio, nella speranza che lui, bravo cavaliere e uomo d’arme, riuscisse a risvegliargli interessi più virili di quelli dimostrati fino ad allora: al principe non piace cacciare né giostrare nei tornei cavallereschi e la guerra gli fa orrore; ama invece la musica, la poesia e perfino i lavori manuali. 

Il risultato non è quello sperato, perché Gaveston diventa l’ambiguo favorito di Edoardo, tanto che il padre deve allontanarlo da corte, tra le mille rimostranze del principe. La separazione dura poco, perché qualche mese dopo il vecchio sovrano muore, Edoardo II richiama subito Gaveston e, tanto per far capire quanto tiene a lui, lo nomina conte di Cornovaglia. La bellissima Isabella subisce quindi un affronto dal marito (il gesto offende tutti i parenti della sposa), che per di più regala i suoi gioielli al favorito, e lui, come niente fosse, li indossa in pubblico.

L’impopolarità di Gaveston cresce nel tempo tra i baroni inglesi, che pensano di ribellarsi al sovrano, foraggiati da Filippo il Bello, informato dalla figlia della sua incresciosa situazione. Isabella scrive di essere “la più misera delle mogli” perché Edoardo è “un completo estraneo nel mio letto”. Anche qui non si può non notare come la giovanissima ragazza parli evidentemente non per appetiti personali ma perché vuole assolvere presto al compito di ogni regina di quell’epoca: diventare madre dell’erede al trono.

Da secoli gli storici discutono sulla omosessualità, o bisessualità di Edoardo, senza trovare alcuna possibile conferma sul suo orientamento, o per lo meno sul tipo di relazione intrattenuto con i numerosi favoriti: platonica o carnale?

Sia come sia, alla fine, dal matrimonio con Isabella nascono quattro figli, mentre Gaveston viene prima esiliato in Irlanda, poi riammesso a corte dove, stranamente, Isabella lo accoglie senza troppi problemi. Chissà cos’era successo che noi non sappiamo e non possiamo immaginare. Nel 1312, dopo una disastrosa avventura contro la Scozia, i baroni insorgono e Isabella appoggia il marito, che è costretto a scappare. Gaveston, che si rifugia al Castello di Scarborough, viene giustiziato. Nello stesso anno nasce il figlio di Edoardo II e Isabella, che diventerà il futuro Edoardo III.

Dopo la morte del cavaliere guascone la situazione non migliora: i baroni sono sempre sul piede di guerra, gli scozzesi anche, mentre Isabella cerca l’appoggio della Francia, a sostegno del marito, che nel frattempo si è trovato un nuovo favorito, Hugh le Despenser, conte di Winchester. Per il re è proprio la persona giusta per vendicare la morte di Gaveston.

Perché lui (insieme al padre Hugh Despenser il vecchio), gli è rimasto fedele durante la ribellione dei baroni del 1312, guidata dal potentissimo conte Thomas di Lancaster, che poi farà una brutta fine, come del resto quasi tutti, in questa storia. D’altronde sono anni difficilissimi: Roberto I di Scozia sconfigge Edoardo II nella battaglia di Bannockburn, e Thomas Lancaster ne approfitta per dare addosso al re e prendere sempre più potere, perché ottiene la nomina a capo del consiglio reale.

Ci va di mezzo anche Isabella, perché Lancaster le toglie dei fondi e se la prende anche con alcuni suoi parenti. In più, quelli sono gli anni della Grande Carestia, che provoca un gran numero di morti, malattie e tutti gli orrori che si possono immaginare in una situazione del genere (tipo cannibalismo e infanticidio). Intanto, anche in tempi così duri, gli scozzesi continuano ad attaccare da nord, e riescono addirittura a prendersi l’Irlanda, per circa tre anni. Tutte queste calamità vengono interpretate dagli inglesi come una punizione divina per i “tempi malvagi di Edoardo II”. Ma lui continua per la sua strada e distribuisce ricchezze tra i suoi favoriti. Come Hugh le Despenser, che diventerà l’uomo più potente del regno. 

Se Isabella aveva sopportato il precedente favorito, questa volta proprio non ci sta. Despenser avido di ricchezze, violento e senza scrupoli. Dopo un breve periodo di esilio, ottenuto da Isabella grazie all’appoggio francese, il favorito del re torna a corte più arrogante che mai. Sono anni drammatici, di confische di terreni ingiustificate e di esecuzioni di intere famiglie.

Il conte di Lancaster viene giustiziato, per l’accusa di tradimento, proprio per ordine dei due Despencer. Intanto, Isabella inizia a temere per la sua stessa sorte. Despenser rifiuta di pagare la sua rendita, le confisca due castelli e forse, ma non c’è prova, alza le mani su di lei. Succede poi che la regina, durante una delle frequenti guerre con gli Scozzesi, scampa per un pelo alla loro cattura, dopo aver invocato invano l’aiuto del marito.

In quel frangente muoiono due delle sue dame di compagnia e lei decide finalmente che la misura è colma. Nel 1322 parte, da sola, per un viaggio di dieci mesi attraverso l’Inghilterra. Il marito non esita a confiscare le sue terre perché lei si rifiuta di giurare fedeltà ai Despenser, ai quali affida, per giunta, la custodia della loro figlia più piccola. Intanto anche Roger Mortimer (ricordate l’amante della bella Isabella?) si ribella ad Edoardo, perché i Despenser si sono presi molte delle sue proprietà. Il conte viene condannato a morte, ma poi finisce rinchiuso nella Torre di Londra. Il 1° agosto 1323 Mortimer riesce ad evadere in modo rocambolesco, e scappa in Francia.

Nel 1325 Isabella parte per la Francia, ufficialmente per trattare con il fratello Carlo IV, che si è ripreso i possedimenti di Edoardo nel continente. In realtà, la regina vuole trovare una soluzione ai suoi problemi con Edoardo e Hugh Despenser. Isabella si veste da vedova perché, dice, qualcuno si è messo tra lei e suo marito, il suo matrimonio è “nullo e vuoto”.

Il re inglese capisce che la permanenza di Isabella in Francia può essere pericolosa per lui: forse gli sono arrivate voci che lei sta radunando un piccolo esercito insieme a Roger Mortimer. Forse non lo tocca, se non nell’orgoglio, il fatto che Isabella sia diventata non solo alleata di Mortimer, ma anche la sua amante. Qualche storico afferma che la loro relazione fosse iniziata già in Inghilterra, ma è solo un’ipotesi. E’ vero, invece, che quella relazione è pericolosa per entrambi, perché all’epoca l’adulterio era punito con la morte. Ed è anche vero che non si tratta di un rapporto di convenienza – nato solo per contrastare Edoardo e Despencer – ma è una delle “grandi storie d’amore del Medioevo”. O almeno, così dice lo storico britannico Ian Mortimer (che chissà, forse sarà un lontano discendente di Roger Mortimer? Noi questo non lo sappiamo). 

Edoardo è molto preoccupato, e pretende dalla Francia che la moglie torni subito in Inghilterra, ma Carlo IV gli risponde:

“La regina è venuta di sua spontanea volontà e può tornare liberamente se lo desidera. Ma se preferisce rimanere qui, è mia sorella e mi rifiuto di espellerla”.

Isabella decide di tornare in Inghilterra, il 21 settembre 1326, insieme a Mortimer e a un piccolo esercito di mercenari. La loro vittoria è facile, perché Edoardo ha pochi amici, che lo abbandonano subito, mentre Isabella raccoglie alleati strada facendo.

I Despenser, padre e figlio, vengono prima processati e poi condannati a morte. Hugh Despenser padre viene impiccato il giorno seguente la sua cattura, mentre il figlio subisce una sorte più crudele. Ugo ci aveva provato a farsi morire di fame nella torre di Londra ma non c’era riuscito, e così a processo viene giudicato colpevole di sodomia, tradimento e furto, così finisce impiccato, sventrato e squartato. Il boia lo sventra e gli recide pene e testicoli, che gli vengono bruciati di fronte mentre è ancora vivo. Infine viene decapitato, e la sua testa finisce sui cancelli di Londra.

Edoardo, scappato in Galles e poi catturato, è comunque il legittimo re d’Inghilterra e marito di Isabella. Che fare di lui? Giustiziarlo è troppo rischioso, malgrado la sua scarsa popolarità. Viene allora deposto e condannato a rimanere agli arresti domiciliari per tutta la vita. Lui non riesce a credere di aver scampato la morte, e accetta di abdicare in favore del figlio. Poi finisce recluso nel Castello di Berkeley nel gennaio del 1327.

Nove mesi dopo giunge a corte la notizie della sua morte, sulla quale nascono, da subito, un’infinità di storie. Qualcuno dice che non è morto, ma esiliato in Europa, oppure fuggito e vissuto sotto falso nome in continente, mentre altri affermano che sia riuscito a scappare e abbia scelto una vita da eremita.

Chi invece crede alla sua morte incolpa la regina e Mortimer, addirittura si parla di una fine atroce, inflitta con un ferro rovente. L’ipotesi di un assassinio ordinato da Isabella e Mortimer non è da scartare: dopotutto era un modo per risolvere il problema rappresentato da Edoardo, che poteva trovare sostenitori tra chi trovava illegale la sua deposizione. Comunque siano andate le cose, Isabella assume la reggenza per conto del figlio Edoardo III, e regna con il fidato Mortimer per quattro anni. La situazione però è difficile, sia in patria sia nei possedimenti in Francia, e la coppia non governa con saggezza. Conducono campagne in Scozia e in Irlanda, che hanno l’unico risultato di impoverire la corona inglese e di far sedere sul trono di Scozia Robert Bruce. Si accaparrano beni e proprietà, con lui che si comporta sempre più come se fosse il re e non l’amante della regina.

Finisce che Edoardo III, ormai diciottenne, si stanca e organizza una congiura (anche se in realtà lui è l’erede al trono). Una notte lui e un gruppo di seguaci catturano Mortimer e Isabella che vengono fatti prigionieri, ma solo il conte viene giustiziato, nonostante la regina supplichi il figlio di risparmiarlo, famose le sue parole: “Gentile figlio, abbi pietà del dolce Mortimer”. Un po’ di pietà la dimostra, il giovane re, che si accontenta di farlo ammazzare, risparmiando al defunto lo squartamento e lo sventramento, previsto per i traditori.

Isabella invece viene confinata nel Castello di Windsor, dove vive molto comodamente e non in solitudine, per altri 27 anni, e con a disposizione la sua intera dote. Ha la sua corte, con tanto di menestrelli e poeti che la allietano, ed ha anche la possibilità di viaggiare in Inghilterra. Figli e nipoti le fanno visita e lei trova la voglia di studiare astrologia e geometria.

Muore il 22 agosto 1358, sepolta con il suo abito nuziale e il cuore del marito, come da sua espressa volontà. Forse la bellissima Isabella aveva amato, nonostante tutto, quel suo stravagante (per l’epoca) consorte…

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.

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