Come si modernizza un piccolo borgo con 500 anime, dove internet è ancora una parola “forestiera” e gli smartphone sono dei signori venuti dall’Est? Si potrebbe tentare la via dell’insegnamento, ma per rendere le cose più divertenti (e promuovere anche la località) è stato più proficuo utilizzare la street art per visualizzare nei luoghi del paese quelli che sono oggi dei “must” della tecnologia moderna. Facebook, Twitter, Whatsapp, Avast, Ebay, WeTransfer, Google, Youtube, Wikipedia e persino Tinder sono stati collocati nei luoghi fisici che queste aziende hanno sostituito nel resto del mondo (ma qui non ancora).

Per la parte creativa dell’operazione ci si è affidati a sei street artist di fama mondiale come Biancoshock, Hitnes, UNO e ICKS dall’Italia, ma anche David de la Mano dall’Ururguay e Pablo S. Herrero dalla Spagna, oltre alla molisana Alice Pasquini (in arte AliCè) che ha curato anche il CVTà Street Fest, il primo festival dell’arte di strada che ha trovato luogo proprio a Civitacampomarano. Il sindaco Paolo Manuele ha spiegato come sia fondamentale conciliare e contaminare un patrimonio architettonico importantissimo come quello del piccolo borgo molisano con l’arte moderna, in modo da portare il passato a vivere di vita propria anche nella nostra epoca.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...