L’internet “delle cose” ha ormai pervaso la vita di tutti noi. La realtà aumentata, gli store online in tempo reale, i supermercati senza casse, il mondo si sta evolvendo a una velocità impressionante, ma non è così per tutti.

Le nicchie di mercato per i prodotti meno redditizi per le grandi multinazionali, come ad esempio quello delle persone ipovedenti, non sono ancora state interessate da strabilianti innovazioni tecnologiche. Questo piccolo “buco” di innovazione è stato parzialmente colmato dalla startup di un ingegnere ipovedente, Kursat Ceylan, che in Turchia ha fondato un’azienda no-profit con lo specifico scopo di realizzare un bastone in grado di guidare i ciechi attraverso la città.

Il bastone di per sé è semplicissimo, ma è collegato a un device dalla forma simile a un joystick verticale che interagisce con l’utilizzatore. WeWalk interagisce con l’utente mediante i comandi vocali Voice Assistant e un trackpad, inoltre ha un complicato sistema di sensori che avverte in caso di camminata contro degli ostacoli che si trovano al di sopra del torace.

Combinati tutti insieme questi strumenti aiutano l’utente a una “piena partecipazione alla vita sociale della propria città”

Sotto, Kursat Ceylan, fra i fondatori dell’azienda, mostra il WeWalk:

 

Ceylan ha spiegato a CNN le ragioni del progetto Young Guru Academy (YGA), la no-profit turca dietro WeWALK: “In questi giorni parliamo di macchine volanti, ma i non vedenti usano un semplice bastone. Da cieco, quando sono alla stazione della metropolitana non so quale sia la mia uscita, non so quale autobus si stia avvicinando o quali negozi siano intorno a me. Questo tipo di informazioni possono essere fornite con WeWalk”.

Il progetto di grande interesse per gli ipovedenti, è solo il primo passo verso un’integrazione completa fra i servizi forniti attraverso la connettività internet e gli oggetti dedicati alle persone che non vedono. WeWalk è già disponibile per l’acquisto sul sito ufficiale al prezzo di 499 dollari.

Sotto, il video di presentazione di WeWalk:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...