E’ stato recentemente inaugurato il Messner Mountain Museum Corones, in Alto Adige, disegnato dall’Archistar internazionale Zaha Hadid. Inserito nella vetta del Monte Plan de Corones, a 2.275 metri sul livello del mare, l’edificio è circondato dalle cime alpine del Zillertal, dell’Ortles e delle Dolomiti. Fortemente voluto dal famoso scalatore Reinhold Messner, il sesto e ultimo Messner Mountain Museum esplora la tradizione, la storia e la disciplina dell’alpinismo. Messner, la prima persona a scalare tutte le 14 montagne del mondo più alte di 8.000 metri, e il primo a scalare l’Everest senza l’ausilio di ossigeno, descrive la sua visione del MMM Corones:

Il museo offre una vista al di là dei confini dell’Alto Adige su tutti i punti cardinali: dalle Dolomiti di Lienz a est e sull’Ortler a ovest, dal ghiacciaio della Marmolada a sud e a nord sulle Alpi dello Zillertal. Il museo è uno specchio sul mondo della mia infanzia, sul gruppo delle Odle, il contrafforte centrale del Heiligkreuzkofel (la salita più difficile di tutta la mia vita) e le montagne ghiacciate della Valle Aurina. Sul Plan de Corones presento lo sviluppo dell’alpinismo moderno e 250 anni di progressi per quanto riguarda l’attrezzatura e la tecnica. Parlo dei trionfi e delle tragedie sulle cime più famose del mondo, dal Cervino al Cerro Torre al K2, e indaghiamo sull’alpinismo con l’aiuto di reliquie, pensieri e opere d’arte, riflettendo sull’essenza della montagna al di fuori e all’interno del MMM Corones“.

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Zaha Hadid spiega l’idea del design del museo: “L’idea è che i visitatori possano scendere all’interno della montagna per esplorare le sue caverne e grotte, prima di emergere attraverso la parete sul lato opposto, sulla terrazza a strapiombo sulla valle e la sua spettacolare vista panoramica“.

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Riflettendo i colori più chiari e i toni delle cime calcaree frastagliate delle Dolomiti, i pannelli esterni sono realizzati in una tonalità chiara della fibra di cemento rinforzata con il vetro, mentre all’interno sono più scuri come la roccia che si trova nelle montagne. Una serie di scale, come cascate in un ruscello di montagna, collegano gli spazi espositivi del museo e articolano la visita degli utenti su tre livelli.

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Con una superficie di 1.000 metri quadrati, il museo è realizzato su più livelli per ridurre il proprio impatto. Durante la costruzione sono state scavate oltre 4.000 metri cubi di rocce, che sono state sostituire dalla struttura, che si trova così immersa all’interno del cuore della montagna. Le ampie vetrate permettono alla luce naturale di penetrare in tutti gli angoli all’interno del museo, consentendo ai visitatori di fruire della vista della montagna attraverso una serie di finestre panoramiche. Il cemento armato è stato realizzato in-situ, e le pareti in calcestruzzo hanno uno spessore di 40/50 centimetri, mentre il tetto raggiunge i 70 centimetri di spessore.

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L’opera completa il percorso di cultura e formazione fortemente voluto dal celebre alpinista italiano, che ha lasciato un segno indelebile nella formazione degli alpinisti italiani e di tutto il mondo.

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Fotografie di Werner Huthmacher.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...