Inabitabili: i 7 luoghi con il clima peggiore del mondo

Tutti gli esseri umani nascono e vivono sulla Terra. Con l’eccezione di qualche astronauta, nessun membro della nostra specie ha mai viaggiato più in alto di qualche decina di chilometri dalla sua superficie. Ogni persona che abbiamo mai conosciuto ha vissuto qui, nella superficie tra gli strati più caldi della crosta terrestre e l’alta atmosfera gelida. Quasi tutte le forme di vita conosciuta, o di cui si sospetta l’esistenza nell’universo, si è evoluta in questo piccolo spazio, e praticamente nessuna di esse potrà mai lasciarlo. Il pianeta Terra non è affatto male, naturalmente, soprattutto rispetto ad alcuni dei pianeti come Venere, ma non si può negare che alcuni esseri umani si siano dovuti adattare a vivere, bene o male, in ambienti molto ostili. Per sopravvivere l’uomo ha dovuto inventare la tecnologia, per riparare se stesso dalla natura, in molti dei posti in cui vive. Consci di questo, potrebbe essere divertente dare uno sguardo ad alcuni dei luoghi dal clima più estremo, abitati permanentemente, anche se é difficile capire perché siano stati scelti per viverci…

Il luogo più caldo: La Mecca, Arabia Saudita

La Mecca (Arabia Saudita) è il luogo abitato più caldo della Terra, secondo Weather Underground. Se 38 gradi possono già sembrare molti, si consideri che questa è la temperatura media alla Mecca nel mese di aprile, e durante i mesi estivi non é raro superare i 50 gradi. La città subisce un’invasione di fedeli musulmani nel mese sacro del Ramadan, che nel 2014 ha coinciso con il mese di luglio, dove la media é stata di 42 gradi, con punte superiori ai 50.

Il luogo più freddo: Grise Fiord in Canada

All’estremo opposto del sole cocente della Mecca, Grise Fiord, in Canada, è uno dei luogi abitati più freddi al mondo (il record spetta a Ojmjakon). Nella lingua Inuit locale, il luogo è conosciuto come Aujuittuq, o il “luogo che non si scioglie,” nome di grande ovvietà che spiega perfettamente il clima della zona. La temperatura può scendere abbondantemente sotto la soglia di gradi che il governo degli Stati Uniti considera sicura, prima di dichiarare lo stato di emergenza; la minima più bassa mai registrata ha toccato -62 gradi, mentre la massima é arrivata a 22 gradi. La popolazione di Grise Fiord è il risultato di un trasferimento forzato di Inuit, e tutto è accaduto nel lontano. . . 1955. Il governo canadese nel 2008 si è scusato per la violazione dei diritti umani, perpetrata spedendo un’ intera popolazione in un inferno ghiacciato.

Il luogo più arido: il deserto di Atacama in Cile

L’acqua di questa sorgente filtra da una falda acquifera sotterranea. Dal momento che viene dal profondo della roccia, é calda, e  bollendo attraverso l’arsenico diventa tossica. Ecco cosa Alonso de Ercilla aveva da dire circa il deserto di Atacama, nel 1569: “Verso Atacama, vicino alla costa deserta, si vede una terra senza uomini, dove non c’è un uccello, non una bestia, né un albero, né vegetazione.” Vicino a Calama, città nel deserto di Atacama in Cile, avrebbe piovuto un po’ l’anno dopo, ha testimoniato lo scrittore, ma poi non è più caduta una goccia d’acqua fino al 1971. L’Atacama è il luogo più arido del mondo: la combinazione di correnti oceaniche fredde e alte montagne fa si che possano passare secoli tra periodi significativi di pioggia, perché è fisicamente impossibile la formazione di nuvole. Alcune zone dell’Atacama hanno questo clima da prima della comparsa dei dinosauri, il che lo rende il deserto più antico del mondo.

Il luogo più piovoso: lo stato di Meghalaya in India

A parte alcuni bacini oceanici, Meghalaya, India, è il luogo più piovoso della Terra. La media annuale è di 1236 centimetri di precipitazioni in un mese, ma la cosa sorprendente é che  5842 centimetri  cadono durante il monsone di giugno. Tutto questo accade perché l’aria calda e umida del monsone che scorre sul Bangladesh, colpisce le colline Khasi, sopra Meghalaya, e lascia cadere la sua umidità, sotto forma di pioggia, in una sola volta, in un’area sorprendentemente piccola.  Tutte le strutture in legno marciscono abbastanza rapidamente a Meghalaya, così la popolazione locale costruisce ponti e scale sulle radici vive degli alberi della gomma, una struttura di questo tipo è abbastanza forte per il traffico pedonale e può durare oltre 500 anni.

Il luogo più ventoso: Wellington in Nuova Zelanda

Sulla Terra ci sono posti più ventosi di Wellington, ma la maggior parte di loro sono abitati da pinguini. A Wellington la velocità media del vento è di 29 km orari. In un anno che ha battuto tutti i record, la città ha avuto burrasche di vento per 233 giorni su 365, e le raffiche hanno raggiunto i 248 km orari.

Il luogo più alto: Il comune di Rinconada in Perù

La Rinconada, in Perù, è il più alto insediamento umano permanente. Oltre 30.000 persone vivono qui, ad un’altitudine di oltre 5.000 metri, con metà dell’atmosfera terrestre sotto di loro. Naturalmente, 30.000 persone non sono finite a vivere lì accidentalmente, in un luogo dove la temperatura media è di poco sopra lo zero: la città è costruita intorno ad una miniera d’oro. I minatori non ricevono salario, ma sono tenuti a lavorare 30 giorni al mese senza stipendio. Il trentunesimo giorno, qualsiasi cosa riescano ad estrarre, è la loro. Naturalmente non é sicuro che quello che portano via contenga poi dell’oro. Ma questo è un problema loro.

Il luogo più basso: Kibbutz Ein Gedi in Israele

Il Kibbutz Ein Gedi è, tecnicamente, il punto più basso della civiltà umana. Occupando uno spazio adiacente a una riserva naturale, che si estende dai 200 metri sotto il livello del mare, vicino alla riva del Mar Morto, fino ad arrivare ad un’altitudine di 400 metri, Ein Gedi è il luogo abitato più vicino al centro della Terra. E’ sorprendente quindi, trovare il posto così ben curato. L’insediamento moderno di Ein Gedi, iniziato come uno di quei progetti che volevano far fiorire il deserto, alla fine della seconda guerra mondiale, oggi ospita un kibbutz, un giardino botanico, e ha un fiorente settore agricolo. La costa del Mar Morto si trova un po’ più in  profondità della maggior parte delle miniere di rame, ed è in una fascia desertica, dove la temperatura media é di circa 32 gradi durante l’estate,  e praticamente senza pioggia tra aprile e ottobre.

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.