In Vacanza nei Sanatori di Epoca Sovietica

Nel 2015, durante un viaggio in Asia centrale, la scrittrice Maryam Omidi si è ritrovata a Dushanbe, capitale del Tagikistan. Nei pressi di Khoja Obi Garm visitò un sanatorio dell’epoca sovietica, specializzato nei “radon water treatments”.  Incuriosita da questa nuova realtà della quale fino a quel momento era completamente all’oscuro, iniziò una personale ricerca al fine di saperne di più “osservando l’architettura, i trattamenti e l’ospitalità…più leggevo sui sanatori, più ne rimanevo affascinata“.

Nel 2016, Omidi decise di portare il progetto su Kickstarter, sperando di raccogliere fondi in modo da permettere a lei e ad altri fotografi di viaggiare e documentare i sanatori in tutti i territori dell’ex Unione Sovietica. Il libro mostra il contesto storico in cui furono costruiti, e come ancor oggi ci siano sanatori in uso incontrando le persone che continuano a visitarli.

Il progetto ha attratto il sostegno di più di 800 utenti permettendo a Omidi e un team di sei fotografi (Olya Ivanova, Egor Rogalev e Dmitry Lookianov dalla Russia; Rene Fietzek dalla Germania; Michal Solarski dalla Polonia; e Claudine Doury dalla Francia) di viaggiare in più di trenta sanatori di dodici paesi dell’ex Unione Sovietica.

“È stato affascinante vedere come ciascun fotografo ha lavorato”, dice Omidi. “Alcuni hanno usato la tecnica digitale, mentre altri hanno lavorato con pellicole tradizionali. Alcuni preferivano visitare più sanatori in un breve lasso di tempo, mentre altri preferivano immergersi nel loro ambiente, facendo fotografie a un ritmo più lento e meditativo. Il processo creativo per ogni membro della squadra è variato notevolmente, e credo sia il testamento dei diversi tipi di creatività e di pensiero creativo in questo mondo”. Due anni dopo la sua prima visita ad un sanatorio, Omidi e il London Fueling publisher riuscirono così a pubblicare il libro “Holidays in Soviet Sanatoriums”.

Nel 1920 Lenin emise il decreto “sull’utilizzo della Crimea per il trattamento medico dei lavoratori”. Il Codice del Lavoro del 1922 formalizzò in seguito le vacanze obbligatorie. Nonostante i sanatori esistessero già nel periodo zarista, fu l’Unione sovietica a istituzionalizzarli durante il periodo del regime socialista, così molti di essi vennero sulla penisola della Crimea e intorno all’URSS. “I sanatori erano un connubio tra istituto medico e spa” – spiega Omidi – “I cittadini sovietici rimanevano nei sanatorio per almeno due settimane all’anno, completamente spesati dallo Stato, come parte dell’ideologia “lavorare duro-restare duri”.

Appena arrivati al sanatorio, gli ospiti consultavano un medico al fine di farsi prescrivere una serie di trattamenti. Nei primi anni dei sanatori, tutto era organizzato rigorosamente, anche il tempo per prendere il sole. “L’organizzazione consisteva in un calendario di diversi trattamenti ed esercizi, che nei primi giorni venivano sostenuti sostenuti in modo piuttosto rigido” – continua Omidi – “Anche se la cultura del sanatorio si è modificata nel tempo, negli anni Venti e Trenta i visitatori andavano senza le loro famiglie e non era concesso bere, ballare o fare troppo rumore. L’idea era che fosse un momento di riflessione contemplativa sugli ideali socialisti e un’opportunità per rigenerarsi prima di tornare al lavoro”.

L’idea era altresì che tutti avrebbero ottenuto i medesimi benefici dei sanatori, e che ciò avrebbe creato una forza lavoro più sana e produttiva. Con i buoni, chiamati putevki, gli ospiti potevano soggiornare gratuitamente o a un tasso agevolato, in una destinazione predeterminata. Tuttavia, questi ideali non sempre corrispondevano alla realtà. Scrive Omidi nell’introduzione del libro, “le sistemazioni migliori andavano a coloro che avevano soldi e conoscenze.” Alcuni sanatori, come ad Aurora di Kirghizistan, fecero un passo avanti per quanto riguarda questi trattamenti preferenziali, infatti l’edificio fu costruito nel 1979 in modo specifico per l’élite sovietica e contava oltre 350 dipendenti per soli 200 ospiti.

I sanatori vennero costruiti in tutta l’Unione Sovietica fino al momento del suo crollo, nel 1991, con la più vasta gamma di stili architettonici possibile. Khoja Obi Garm, il primo sito ad incuriosire Omidi era una brutale lastra di calcestruzzo incastonata nella Gissar Mountain Range. Ordzhonikidze, a Sochi, in Russia, è in stile neoclassico, con una fontana, una piscina e un cinema all’aperto, fu costruito nel 1936, all’epoca delle purghe di Stalin, e prense il nome proprio da un uomo di Stalin che poi morì in circostanze misteriose. Il Reshma, aperto nel 1987, è un monolite di mattoni rossi, vicino al fiume Volga, a circa 300 miglia a nord-est di Mosca, tra i suoi ospiti si annoverano cosmonauti e uomini colpiti dall’esposizione di radiazioni a Chernobyl.

Quasi tutti i sanatori presenti nel libro offrono ancora una serie di trattamenti, alcuni più insoliti di altri. Una voce particolarmente sorprendente è la National Speleotherapy Clinic appena fuori Minsk, Bielorussia. La speleoterapia è una forma di trattamento respiratorio che comporta la respirazione all’interno di una grotta. In questo caso, la grotta è una miniera di sale a circa 1.400 metri di profondità. Mentre offre alcune strutture in superficie, le sale di consultazione, le aree di attività e i dormitori sono tutte situate nella suddetta grotta. Secondo il libro, ogni anno vengono visitati più di 7.000 bambini e adulti.

Omidi è stata incredibilmente affascinata dal trattamento nel petrolio grezzo a Naftalan, in Azerbaigian, una “petroleum spa town”. L’olio trovato a Naftalan ha proprietà specifiche che, si suppone, portino benefici, anche se alcuni esperti sostengono che sia più probabilmente cancerogeno. “L’olio grezzo di diversi livelli di purezza viene utilizzato per tutto, dal bagno ai gargarismi” spiega Omidi. “Anche se sembra abbastanza lussuoso essere in una vasca da bagno piena di petrolio greggio, l’intera esperienza è abbastanza scivolosa, quindi non propriamente piacevole“.

Oggi, un soggiorno di una notte nel sanatorio di Naftalan costa circa 105 dollari. (Ci sono 11 sanatorium a Naftalan, ma solo uno che precede il 1991). Altri sanatori, come l’esclusiva Aurora in Kirghizistan, possono raggiungere i 200 dollari a notte durante l’estate. Secondo Omidi, alcuni visitatori oggi trattano i sanatori più come alberghi, per approfittare della loro vicinanza alle spiagge, per esempio. “Gli altri li prendono molto più seriamente, tornando ogni anno per trattare certi disturbi o sottoporsi ai trattamenti come misura di profilassi“.

Indipendentemente dalle ragioni di visita a un sanatorio, la “vacanza” è oggi un concetto diverso da quello della Russia sovietica. Come scrisse S. Antonov in una colonna di giornale del 1966:

Ricevo la mia vacanza una volta all’anno e cerco di non perdere un solo giorno di esso in inutilità.


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