Nell’ultimo articolo, abbiamo analizzato il film d’animazione “Inside out” che esplora il mondo delle emozioni in modo delicato ed efficace.

Oggi continuiamo questo nostro percorso attraverso le emozioni con “Inside out 2”.

Riley sta crescendo, è una ragazzina di tredici anni che si trova davanti a una nuova sfida: l’inizio del liceo. Tante cose stanno cambiando: ora ha due nuove amiche, Grace e Bree.

Al pannello di comando ci sono ancora le emozioni che avevamo incontrato nel primo film: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura, Disgusto, ma c’è una novità: un nuovo senso di sé, ovvero, la sua personalità. Raccoglie i suoi ricordi, i suoi ideali e la guida nel suo percorso. L’hockey, le amicizie, sembra andare tutto bene quando si presenta una sfida, o meglio, una tappa del percorso di crescita della ragazzina: l’adolescenza. È iniziato un nuovo capitolo della sua vita e anche il pannello di comando subisce delle trasformazioni, qualcosa sta cambiando. 

Se nel primo film l’evento spartiacque era stato il trasloco, qui è l’inizio dell’adolescenza a scatenare una serie di reazioni.

Questa fase coincide con un altro cambiamento: Riley andrà al liceo, ma scopre che le sue amiche hanno scelto una scuola diversa e questo lo rattrista.

Allo stesso tempo ha l’occasione di far parte della squadra di Hockey in cui gioca la beniamina della ragazzina. 

Ma attenzione, Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura, Disgusto si trovano ben presto a fare i conti con altre emozioni: Ansia, Imbarazzo, Invidia, Noia. 

Sarà poi Ansia a prendere il sopravvento, a portare la ragazzina a bloccarsi, a immaginare situazioni che non si sono ancora verificate, tutte proiezioni della mente.

Questi film offrono un contributo non indifferente in materia di sviluppo emotivo.

Innanzitutto le emozioni vengono presentate sottoforma di personaggi ognuno con la propria personalità e i suoi tratti distintivi. I dettagli, infatti, non sono lasciati al caso: il colore della pelle, dei capelli, il loro abbigliamento hanno alle spalle una struttura e uno studio psicologico e, per questi motivi, agli occhi dei bambini possono apparire come dei personaggi divertenti, a volte buffi, ma chi è esperto in materia sa che questo film riprende dei concetti chiave relativi allo studio delle emozioni.

Un aspetto che rende “Inside Out” e “Inside Out 2” diversi dagli altri film, oltre alla personificazione delle emozioni è il far comprendere in modo chiaro e diretto come queste lavorino insieme. All’inizio potrebbe sembrare che è solo Gioia ad avere il controllo, ma poi capiamo che non è così: spesso si tratta di un lavoro di squadra e questo viene reso esplicito dal lavoro che si svolge nel Quartier Generale, una rappresentazione di quello che succede, in questo caso, nella mente di una bambina/preadolescente/adolescente. Le emozioni non sono, quindi, qualcosa di astratto, ma hanno un nome, una faccia e delle proprie caratteristiche che le rendono uniche.

In questi film sono presenti molte tematiche interessanti. Sarebbe riduttivo dire che la sua visione ci aiuta a capire il funzionamento delle emozioni, possiamo dire però che ci aiutano a farci un’idea.

Alla fine, infatti, capiamo come nessuna di queste sia inutile, o abbia un ruolo secondario, ma anzi, se accompagnata alle altre, ci aiuta a stare bene. È normale essere tristi o arrabbiati, dobbiamo solo imparare ad accettare questi stati, ad esprimere ciò che proviamo e a capire che ci possono aiutare ad agire e a cambiare la situazione in cui ci troviamo. 

Le emozioni non vanno represse anche perché questa azione potrebbe avere effetti negativi sulla nostra quotidianità e sul rapporto con le altre persone.

Riassumendo, viste le tematiche di carattere psicologico che nasconde appare complesso da capire per i bambini più piccoli, soprattutto senza la presenza di un adulto. Per gli altri, può essere sicuramente una base da cui partire per conoscere il mondo delle emozioni, anche se variegato e alcuni aspetti della nostra mente sono ancora poco esplorati, anche in letteratura.

I film “Inside Out” e “Inside Out 2” vogliono farci capire qualcosa di fondamentale per la nostra vita: tutte le emozioni che proviamo sono importanti, sia quelle positive che quelle negative. Nella nostra esistenza ci saranno sempre dei momenti felici, dove è Gioia a prendere il posto al pannello di comando, in altri arriverà Tristezza e rovinerà tutto ciò che di bello è stato fatto. 

Quello che importa è imparare a riconoscere, esprimere ciò che proviamo senza avere paura e senza tentare di reprimerlo. Ognuna di queste emozioni agisce per il nostro bene, ci protegge da eventuali pericoli, situazioni dolorose, ci fa capire chi siamo veramente e ci aiuta a relazionarci con le altre persone. Solo quando queste lavorano insieme saremo felici.

Giunti fino a qui, troviamo utile citare le ultime righe del libro di “Inside Out”.

“Gioia e Tristezza adesso lavorano fianco a fianco. 

Hanno capito che Riley sarà felice solo se le Emozioni si aiuteranno l’una con l’altra, perché tutte sono importanti.”

Non possiamo guardare questi film e pretendere di capire il funzionamento delle emozioni, ma sicuramente possiamo farci un’idea e perché no, far crescere in noi la volontà di fermarci a riflettere su cosa sono, cosa proviamo in determinati momenti della giornata, come influiscono sulle nostre azioni e nel rapporto con le altre persone.

Non abbiamo ancora finito di disquisire a proposito delle emozioni, infatti, nel prossimo articolo analizzeremo, passo passo, le emozioni presenti nei due film e in che modo sono state “umanizzate” per fornire un quadro completo, chiaro e diretto, in grado di aiutare lo spettatore a comprendere, empatizzare e rendere personale i messaggi. Buona lettura, quindi, e al prossimo articolo.

A cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni

Haidi Segrada

Haidi Segrada. È Esperta in glottodidattica infantile, counselor pedagogico e formatrice. Esperta in comunicazione pedagogica. Si occupa della supervisione pedagogica e didattica in diverse scuole e strutture educative, sia pubbliche che private. Ha maturato un’esperienza pluriventennale nel mondo della scuola ricoprendo diversi ruoli: docente, consulente, coordinatrice e direttrice. Professore associato presso UniCampus HETG.
E' autrice di testi psicopedagogici e didattici come: “Organizzare l’educazione – profili di metodo nella scuola dell’infanzia”, “La comunicazione empatica nella scuola dell’infanzia”, “Mi prenderò cura di te”, “James the storyteller” e “ACA, Ascolto, Comunicazione, Azione”, co - autrice del manuale universitario “La pratica psicopedagogica: dalle teorie all’intervento educativo” edito da Mimesis. Ha scritto, inoltre, il testo di storia della pedagogia: “Impronte di storia della pedagogia dal settecento ad oggi” e “STEAM per l’infanzia. Esperienze e proposte operative”
Autrice delle raccolte di poesie “Il Tramonto all’Alba” e “Con il vento nel cuore”.
Autrice per Vanilla Magazine. 
Formatore Docente e Progettista certificata AIF (Associazione Italiana Formatori) è ideatrice del Marchio “A.C.A” – Metodo educativo – pedagogico e didattico.
E’ Presidente dell’Associazione “ACA - educazione in rete”.

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