Il “Veto” di Tolkien: la Storia dell’Avversione dell’Autore Inglese per Walt Disney

Nel 1981 venne pubblicato il volume “The Letters of J.R.R. Tolkien”, una raccolta di 354 lettere del creatore de “Il Signore degli Anelli” tra le cui righe si trova la testimonianza della profonda avversione che l’autore inglese provava per il lavoro del produttore statunitense Walt Disney. Il libro era scritto da Humphrey Carpenter e raccoglieva testimonianze di Tolkien scritte fra il 1914 e il 1973. Le lettere vennero pubblicate dopo la morte di Tolkien, avvenuta il 2 Settembre 1973, grazie anche alla collaborazione di Christopher, il più giovane figlio dello scrittore, che ha poi curato molte delle pubblicazioni postume, l’ultima in ordine di tempo “The Fall of Gondolin”.

Tra queste, una in particolare, indirizzata in occasione della lavorazione del libro “Lo Hobbit” agli editori inglesi di Tolkien, Allen & Unwin, mostra l’avversione che provava nei confronti del lavoro di Disney:

Potrebbe essere consigliabile, piuttosto che perdere l’interesse americano, lasciare che gli americani facciano ciò che sembra loro adeguato – finché è possibile […] porre il veto su qualsiasi cosa possa essere influenzato dagli studi cinematografici Disney (per il quale lavoro provo un odio sincero)”.

Nella lettera si faceva riferimento alla decisione su chi avesse dovuto illustrare le pagine de Lo Hobbit; qualche mese prima che il libro venisse pubblicato nel Regno Unito, nel Settembre del 1937, Allen&Unwin comunicarono allo scrittore dell’interesse di un editore americano per pubblicare il suo elaborato negli USA.

L’editore era inoltre provvisto di un ottimo illustratore professionista che avrebbe potuto arricchire le pagine del romanzo. Tolkien aveva disegnato egli stesso alcuni dei personaggi e dei paesaggi della storia, ai quali era grandemente affezionato, e si mostrò reticente ad influenze esterne.

In particolare espresse la volontà di vietare ogni coinvolgimento di Walt Disney

Come avvenuto per l’edizione inglese, avrebbe voluto contribuire alle illustrazioni di suo pugno, ma non avrebbe avuto abbastanza tempo. L’editore americano richiedeva altre quattro illustrazioni da integrare alle due mappe e agli altri quattro disegni in bianco e nero già disegnati dall’autore.

Così, egli disse che avrebbe “provato e disegnato almeno altre cinque o sei illustrazioni. Ci proverò, a patto che il tempo me lo consenta… Ma non posso promettere niente”.

Alla fine del Settembre del ’37, la Houghton Mifflin Harcourt Company di Boston (la casa editrice americana interessata), ricevette da Tolkien la versione definitiva dell’illustrazione che sarebbe divenuta la copertina della prima edizione del libro, “La Contea: Hobbiton attraverso l’acqua”. Precedentemente, avevano ricevuto altri due disegni, “Bilbo si sveglia col sole del mattino degli occhi”, “Rivendell” e “Conversazione con Smaug”, la futura seconda di copertina.

In un’altra delle lettere, indirizzata a Miss J. L. Curry, studentessa dell’Università di Stanford sua fan, nel 1964 (subito dopo l’uscita di Mary Poppins), Tolkien rivelò il perché odiasse così tanto il magnate dell’animazione:

(…) Riconosco il talento (di Walt Disney), ma mi è sempre sembrato irrimediabilmente corrotto. Sebbene nella maggior parte delle “produzioni” dei suoi studi ci siano passaggi ammirevoli o affascinanti, il loro effetto su di me è disgustoso. Alcuni mi hanno dato la nausea …” senza mai nominare direttamente Disney, appare chiaro si riferisca a lui in un passaggio successivo, quando lo etichetta come “Semplicemente un imbroglione: volenteroso e persino desideroso di frodare i meno esperti con inganni sufficientemente “legali” per tenerlo fuori di prigione”.

Facendo riferimento alle controversie avvenute con Pamela Lyndon Travers per l’adattamento animato di Mary Poppins, sembra plausibile il suo riferirsi proprio al produttore americano.

La volontà di J. R. R. Tolkien di non accostare le sue opere al nome di Disney è rimasta viva e perdurante; i grandi adattamenti cinematografici delle sue maggiori opere, “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli”, sono stati entrambi curati da aziende indipendenti, in particolar modo da New Line Cinema.

Fonte: Tolkiengateway.


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