“Aprire il vaso di Pandora” è una metafora comune nel linguaggio colloquiale moderno, e significa compiere un’azione apparentemente innocua ma che risulta avere delle conseguenze negative su numerosi soggetti. Nonostante la frase sia comunissima, non tutti conoscono la genesi di questa espressione, che deriva dalla mitologia greca.

Racconta Esiodo sia in “Teogonia” sia ne “Le opere e i giorni“, racconti risalenti all’VIII secolo avanti Cristo circa, che Zeus volesse vendicarsi del furto del fuoco divino da parte di Prometeo. Incatenò quindi il titano a una rupe, nella quale si recava un’aquila a mangiargli il fegato tutti i giorni, il quale si riformava magicamente di notte, causandogli un dolore senza fine.

Sotto, prometeo incatenato in un marmo di Nicolas-Sébastien Adam:

Per punire anche la creatura di Prometeo, il genere umano, creò una donna, Pandora, ordinando agli dèi di regalarle ogni valore positivo. Afrodite le diede la bellezza, Apollo il talento per la musica, Ermes l’astuzia e la curiosità, Atena le vesti. Zeus le consegnò un vaso, con l’ordine di non aprirlo, a nessun costo.

Πανδώρα – Pandora, deriva dalla composizione di pān e δῶρον, che significano rispettivamente “tutti” e “doni”

Prometeo venne liberato da Ercole, ma nel mentre Pandora aveva sposato il fratello del titano, Epimeteo, nonostante il consiglio fraterno (di Prometeo) fosse quello di non accettare doni dagli Dèi. I due ebbero una figlia, Pirra, che fu in seguito la genitrice delle donne del rinnovato genere umano, interamente sterminato dopo l’età dell’oro.

Un Pythos originario di Creta del 675 a.C.

Pandora, la quale non trattenne la propria curiosità nei confronti del contenuto del vaso, aprì il coperchio, e dalla giara uscirono tutti i mali del mondo:

La vecchiaia, la gelosia, la malattia, la pazzia e il vizio

Sotto, un Pythos attico del 430 a.C.:

In fondo al vaso rimase solo una componente, la speranza, che non riuscì ad uscire immediatamente. L’uomo, che prima di Pandora aveva vissuto prospero senza mali né morte, iniziò a soffrire la condizione terrena, e la terra divenne simile a un inferno. Infine, Pandora riaprì il vaso, facendo uscire Speranza, che non a caso viene detta “l’ultima a morire”.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...