Probabilmente è la stagione invernale la più adatta a rendere interessante, per gli amanti del genere, uno dei tanti itinerari insoliti della capitale inglese, il cosiddetto “Tour di Jack lo Squartatore”, che si snoda attraverso i luoghi che furono teatro degli efferati delitti del serial killer più famoso di tutti i tempi.

Forse perché la brumosa atmosfera della capitale inglese nelle rigide sere invernali rende più inquietante il percorso, o forse semplicemente perché il tour equivale anche a fare un viaggio nella Londra vittoriana, l’effetto notturno affascinante è assicurato

Sotto, Whitechapel Boulevard nel 1894, fotografia di pubblico dominio:

Di norma i tour che ripercorrono i vicoli bui in cui Jack the Ripper adescò ed assassinò le sue vittime partono nel tardo pomeriggio dalla stazione della metropolitana di Aldgate East, di fronte alla Whitechapel Art Gallery, nel quartiere di Whitechapel nell’East End, l’area orientale ai confini della City. Gli omicidi – almeno i cinque a lui attribuiti ufficialmente, perché molti altri sono di controversa attribuzione – che ebbero luogo nell’autunno del 1888 avvennero, infatti, proprio in tale distretto.

Sotto, la stazione di Aldgate East. Fotografia di Sunil060902 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

All’epoca l’Inghilterra era un paese potente, saldamente ai vertici mondiali in campo finanziario, industriale, culturale e scientifico, alla guida di un vasto impero coloniale.
Londra, il cuore pulsante dell’impero, era la città più popolosa e multiculturale d’Europa, ma era anche una capitale profondamente contraddittoria per la coesistenza di residenze signorili dalle raffinate architetture, intervallate da parchi eleganti, contrapposte a bassifondi (slums) sovrappopolati, in cui la mortalità infantile era elevatissima, le condizioni igienico-sanitarie inadeguate e l’alcolismo e la prostituzione piaghe endemiche provocate dal generale stato di degrado.

Non è tuttavia possibile gettare luce sullo scenario dei terribili eventi di quei mesi, senza conoscere le condizioni di estrema povertà in cui viveva parte della popolazione londinese degli slums. La crescente urbanizzazione aveva infatti favorito l’immigrazione nella capitale di una massa enorme di inglesi, di irlandesi e di stranieri che spesso vivevano ai limiti della legalità ed ai margini della sussistenza.

La grande disponibilità di manodopera aveva contribuito, nel tardo Ottocento, a provocare un abbassamento dei salari con la conseguente necessità di contribuire al ménage familiare anche da parte di bambini, che era comune vedere impiegati come spazzacamini, garzoni, netturbini o lustrascarpe. La popolazione delle aree più disagiate, come quella dell’East End, viveva, se fortunata, in minuscoli appartamenti, mentre i più poveri si ammassavano in condomini sovraffollati.

Spessissimo per ripararsi dal rigido clima londinese si ricorreva all’affitto di posti letto per la notte in stanze che potevano contenere fino a 40 persone, in cui la promiscuità regnava sovrana e si viveva in condizioni igieniche e di sicurezza precarie. I posti letto corrispondevano a delle casse da morto (nel senso più letterale del termine) collocate l’una accanto all’altra, che all’epoca dei delitti dell’efferato assassino seriale costavano quattro pence a notte.

Essendo l’alcolismo una piaga endemica per la maggioranza della popolazione, indipendentemente dal sesso, e costando una pinta al pub esattamente quattro pence, spesso gli individui dovevano decidere se bere un altro bicchiere e restare la notte all’ addiaccio, oppure investire la misera cifra sul riparo al sicuro nella bara. Per le donne c’era anche una terza, pericolosa, opzione: bere e poi prostituirsi per trovare un riparo.

Purtroppo quasi tutte le vittime di Jack lo Squartatore appartenevano a quest’ultima categoria, quella delle donne dal bicchiere facile, senza un rifugio per la notte. Il Ten Bells Pub, un antico pub della metà del Settecento che sorge di fronte all’Old Spitalfied Market, non a caso è una delle tappe del tour, dove si fermarono almeno due delle vittime di Jack lo Squartatore, Annie Chapman e Mary Kelly prima di essere assassinate.

Altre tappe del macabro itinerario sono Buck’s Row, dove venne rinvenuta, il 31 agosto 1888, la prima vittima: Mary Ann Nichols, il numero 29 di Hanbory Street, dove l’8 settembre 1888 fu scoperto il corpo della seconda vittima, Anne Chapman, ed infine l’area a ridosso di Commercial Street che ospita lo storico Old Spitalfields Market, triste scenario dell’ultimo efferato assassinio, quello di Mary Jane Kelly.

Sotto, un video di Jack the Ripper Tour mostra Buck’s Row:

La fisionomia dell’East End londinese ha subìto profonde trasformazioni nel Novecento. Soprattutto nel periodo che intercorre tra gli anni Novanta ed il 2012, anno della celebrazione dei Giochi Olimpici a Londra, luoghi come Brick Lane hanno iniziato a svilupparsi come centri di cultura, anche grazie alla prossimità della London Metropolitan University, che ha portato molti studenti a vivere nell’area per la comodità e la vicinanza al centro.

Sotto, la Brick Lane di Londra, fotografia di Oxyman condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

 
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Oggi l’East End è un quartiere alla moda, popolato di negozi, locali e bar tra i più famosi di tutta Londra, colorato ritrovo di intellettuali, di artisti e di tanti turisti che è lontano anni luce dal degrado conosciuto in epoca vittoriana.

Eppure scoprire il lato oscuro di Londra sulle orme di uno dei più noti criminali della storia può essere anche un modo per comprendere meglio la capitale inglese, il cui passato deve forse parte del suo fascino alle sue contraddizioni. Il tour è allora forse un modo alternativo di esplorare l’East End, meta di immigrazione, oggi come nell’Ottocento, viva e vibrante con i suoi ristoranti etnici e con le sue contaminazioni culturali.

Sotto, un video con tutte le location ieri e oggi divise per vittime:

Giovanna Potenza
Giovanna Potenza

Giovanna Potenza è una dottoressa di ricerca specializzata in Bioetica. Ha due lauree con lode, è autrice della monografia “Bioetica di inizio vita in Gran Bretagna” (Edizioni Accademiche Italiane, 2018) e ha vinto numerosi premi di narrativa. È uno spirito curioso del mondo che ama viaggiare e scrivere e che legge avidamente libri che riguardino il Rinascimento, l’Età Vittoriana, l’Arte e l’Antiquariato. Ha una casa ricca di oggetti antichi e di collezioni insolite, tra cui quella di fums up e di bambole d’epoca “Armand Marseille”.