Mentre era Ministro della Propaganda, durante la dittatura nazista in Germania, Joseph Goebbels commissionò il film La tragedia del Titanic, conosciuto anche più semplicemente come Titanic. Realizzato nel 1943, il film doveva essere un mezzo di propaganda del regime, e fu girato in parte a Berlino dalla Tobias Production.

Goebbels voleva mostrare la superiorità del cinema tedesco, ma il suo intento principale era quello di dimostrare che la responsabilità dell’affondamento del transatlantico doveva essere imputata al capitalismo britannico e americano: un eroico quanto immaginario ufficiale tedesco, membro dell’equipaggio del Titanic, doveva dimostrare il coraggio e l’altruismo degli uomini tedeschi rispetto agli ufficiali britannici.

Il regista del film, Herbert Selpin, fu arrestato durante la lavorazione, per aver espresso opinioni poco lusinghiere su membri della Marina tedesca, che anziché fornire la consulenza dovuta, importunavano i membri femminili del cast. Selpin fu poi trovato impiccato in carcere, e il film fu terminato da Werner Klingler, il suo aiuto, che lo aveva denunciato alla Gestapo.

Il Titanic Nazista 3Il film, una gigantesca produzione dai costi esorbitanti (circa 180 milioni di dollari attuali), fu proiettato solo nella Parigi occupata dai tedeschi, nel dicembre del 1943, e non fu mai distribuito in Germania, per ordine dello stesso Goebbels, che temeva di indebolire il morale del suo popolo, anziché migliorarlo, con le drammatiche scene di paura e morte. Alla fine della II° Guerra Mondiale la trasmissione del film fu proibita in molti paesi occidentali, ma paradossalmente ebbe grande successo in Unione Sovietica, per la forte impronta anti-capitalistica. Solo nel 2005 il film è stato completamente restaurato ed è uscito in DVD, una edizione speciale della Kino Video.

Il Titanic Nazista 2Goebbels era convinto che il cinema fosse un ottimo mezzo di propaganda del regime, così fu entusiasta della sceneggiatura del Titanic, dove gli americani e gli inglesi erano la personificazione del male assoluto, avidi capitalisti che anteponevano il profitto alla sicurezza della vita umana, in contrapposizione con l’eroico ufficiale tedesco, e i coraggiosi passeggeri teutonici di terza classe. Il ministro decise che questo film era ciò di cui la Germania aveva bisogno per promuovere lo sforzo bellico.

Il Titanic Nazista 1L’antefatto del film mostra il cattivo comportamento del presidente e del consiglio di amministrazione della White Star Line che, per evitare il fallimento, decidono di vendere le loro azioni, per poi riacquistarle a basso costo, immediatamente prima della notizia che il Titanic può battere ogni record di velocità, cosa che farà immediatamente rialzare il valore dei titoli. Questa colpevole avidità porterà all’ineluttabile appuntamento con un iceberg, nonostante il senso di responsabilità del primo ufficiale tedesco, Herr Petersen, che supplica il Comandante di rallentare.

L’eroico marinaio salverà poi decine di passeggeri, tra cui una ragazza inglese lasciata a morire in cabina dalla spregevole madre, e poi testimonierà contro i vertici della Compagnia di Navigazione, ma inutilmente, perché i cattivi capitalisti scaricheranno ogni responsabilità sulle spalle del defunto comandante. Durante lo svolgimento della tragedia, viene messo in contrapposizione anche il comportamento codardo dei passeggeri di prima classe, con quello coraggioso dei viaggiatori tedeschi di terza classe. L’epilogo del film afferma: “la morte di 1.500 persone rimane non-vendicata, a testimonianza perenne della ricerca senza fine della Gran Bretagna per il profitto.”

Il Titanic Nazista 4La maggior parte del film fu girato nel porto polacco di Gdynia, sul Mar Baltico, all’epoca occupato dai tedeschi, a bordo della SS Cap Arcona, una nave passeggeri che alla fine ebbe un destino analogo a quello del Titanic: fu affondata un paio di giorni prima della fine della seconda guerra mondiale dalla Royal Air Force, il 3 maggio 1945, con una perdita di vite umane tre volte superiore a quella del vero Titanic. La Cap Arcona era piena di prigionieri ebrei che i nazisti avevano di proposito fatto imbarcare, nella speranza che la nave fosse bombardata dagli inglesi. I pochi sopravvissuti che riuscirono a raggiungere terra, vennero uccisi da soldati delle SS e della Wehrmacht, mentre la maggior parte delle vittime rimase dentro la nave fino al 1950, anno in cui iniziò il suo smantellamento.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.