Le origini dell’antica città di Baalbek risalgono a molte migliaia di anni fa (2900-2300 aC.), quando gli abitanti del luogo adoravano il dio Baal. Nel corso dei secoli, in quello che oggi è lo stato del Libano, si avvicendarono diverse dominazioni (greci, egiziani), ma fu solo sotto l’impero romano che Baalbek, conosciuta anche come Heliopolis (Città del Sole), conobbe il suo periodo di massimo splendore: le sue colossali costruzioni rappresentano un modello di architettura romana imperiale.

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Nei due secoli successivi alla conquista della città (64 dC.), i romani costruirono tre enormi templi, dedicati a Giove-Baal, a Venere e a Bacco.

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Il santuario dedicato al dio del vino e dell’estasi, leggermente più piccolo rispetto a quello edificato in onore del re degli dei, è considerato dagli storici il tempio romano – di queste dimensioni – meglio conservato al mondo.

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Il tempio fu realizzato durante l’impero di Antonino Pio, su progetto di un architetto rimasto sconosciuto, e dedicato a Bacco, il cui culto era molto diffuso nel Vicino Oriente antico. Il perimetro era delimitato da quarantadue colonne corinzie, diciannove delle quali sono ancora in piedi, a reggere la trabeazione riccamente decorata; nella cella interna ci sono molte rappresentazioni della nascita e della vita di Bacco.

Il tempio è arrivato così ben conservato fino ai giorni nostri perché fu parte integrante delle successive fortificazioni medioevali

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La serie di terremoti che distrusse molti degli edifici di Baalbek arrecò meno danni al tempio di Bacco, che rimase protetto dalle macerie provocate dal sisma.

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I primi scavi archeologici di Baalbek furono compiuti nel 1898, da una missione tedesca. Solo nel 1943, dopo aver ottenuto l’indipendenza, il restauro e la conservazione del sito sono passate sotto l’egida del Servizio delle Antichità del Libano.

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Dal 1984, Baalbek fa parte del Patrimonio dell’umanità UNESCO

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Sotto il Google Maps del Tempio:

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.