Il Tempio di Ranakpur è un complesso religioso di fama mondiale situato a Ranakpur nel Rajasthan, in India. Questo complesso di templi fu costuito nel 15° Secolo circa, ed è uno dei punti di riferimento per i fedeli al Gianismo, antichissima religione indiana praticata ancor oggi da milioni di persone. All’interno del complesso sono presenti una serie di templi, alcuni dei quali dedicati a singoli Tirthamkara, i 24 maestri spirituali del Gianismo che si dice avessero raggiunto la conoscenza perfetta attraverso l’ascesi. Fra tutti i templi sono presenti 1444 colonne, scolpite come pezzi unici di un complesso disegno architettonico di incredibile bellezza.

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L’Ispirazione per il Tempio

Ranakpur è un villaggio situato nella valle sul lato occidentale della catena montuosa Aravalli, nel distretto Pali del Rajasthan, nella parte occidentale dell’India. Secondo la leggenda locale, nel corso del 15° secolo dopo Cristo un ricco mercante di nome di Dharma Shah (scritto anche come Dharanshah) ebbe una visione del Nalinigulma Viman, un carro celeste volante della mitologia Gianista, e fu ispirato a costruire un tempio in onore di Adinath, il fondatore della religione. A quel tempo, uno degli stati era governato da Rana Kumbha, potente monarca indiano. Dharma Shah chiese al re di poter costruire il tempio, e il sovrano concesse un pezzo di terra per la sua costruzione. Il Re consigliò inoltre il commerciante di costruire una città vicina, che venne dedicata proprio al monarca, con il nome di Ranakpur.

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Furono necessari oltre 50 anni per costruire il tempio, che si stima sia costato oltre 10 milioni di rupie. L’intero edificio fu costruito in marmo di colore chiaro, e la sua base si estende su una superficie di oltre 4.500 metri quadrati. All’interno del complesso si trovano 29 sale, 80 cupole e un tetto sostenuto dalle celebri 1444 colonne. Ciascuno dei pilastri è decorato con complessi intagli, ed ognuno di essi è diverso dagli altri.

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Il tempio più importante, il Chaumukha (che significa quattro facce) è dedicato ad Adinath. Quattro porte diverse conducono in camere separate, che a loro volta portano il devoto alla sala principale, dove si trova la statua di Adinath. Le quattro facce di Adinath hanno lo scopo di simboleggiare la ricerca delle quattro direzioni, e per estensione dell’universo. L’immagine del fondatore del Gianismo è circondata da una serie di piccoli santuari e cupole, protetta dal tetto decorato che è sostenuto dalle colonne in marmo.

Altri importanti templi del complesso sono il Tempio Parsavanath, il Tempio Neminath, e il Tempio Surya. Questi sono dedicati al Ventitreesimo Tirthamkara (il cui nome era Parsavanath), al ventiduesimo Tirthamkara (il cui nome era Neminath), e al dio del Sole. Il Tempio Parsavanath è conosciuto anche come “Patriyon Ka Mandir”, ed è noto per le sue finestre decorate di figure religiose. Nel Tempio di Surya si trova invece la statua del Dio Sole con il suo carro trainato da sette cavalli.

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Un covo per ladri e banditi

Intorno al 17° secolo una guerra devastò la regione, e le statue furono nascoste nei sotterranei del Tempio per paura che venissero profanate dagli invasori. Dopo che i sacerdoti fuggirono, i conquistatori vandalizzarono il tempio, e quello che rimase fu ulteriormente distrutto dall’incuria. Il complesso divenne quindi un covo per ladri e banditi sino agli inizi del XX Secolo, quando fu finalmente restaurato e riportato al suo antico splendore.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...