Il sogno di un parto indolore è un desiderio per moltissime donne dall’alba dei tempi. Se in passato le tecniche per alleviare il dolore erano empiriche e poco efficaci, durante il ‘900 si arrivò ad alleviare, praticamente del tutto, il dolore del parto con l’Anestesia Epidurale. Nonostante la sua efficacia e la bassissima percentuale di complicazioni, ancor oggi è una tecnica poco utilizzata (3,7% dei parti in Italia), principalmente a causa del suo costo elevato. Nel 1914, ormai un secolo fa, l’Epidurale era ancora una tecnica sconosciuta, e si stavano testando nuovi sistemi per annullare i dolori del parto.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

E’ interessante raccontare la storia del sonno crepuscolare partendo da una delle protagoniste. Dopo aver letto un articolo del 1914 circa la possibilità di un parto indolore, Charlotte Camody era partita dagli Stati Uniti alla volta della Germania, precisamente a Friburgo. Qui raggiunse l’ospedale e attese il giorno del travaglio. Una volta avuti i primi dolori, i medici le diedero una combinazione di farmaci, e un attimo dopo si ricordò di essersi svegliata 12 ore più tardi.

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Forse il bambino arriverà domani“, pensò tra sé. Dopo qualche secondo, e con i primi movimenti, si sentì diversa: “Mi sentivo più leggera, e mi misi a sedere con facilità, tutta la mia persona era cambiata“. Qualche minuto dopo, un infermiere le portò un bambino, che lei chiamò “Charlemagne”, Carlo Magno, anche se faticava a crederlo proprio.

Charlotte aveva partorito durante il “Sonno Crepuscolare”

Il suo nome tedesco è “Dämmerschlaf” ma anche “Metodo di Friburgo“, e si pensò che fosse l’alba di una nuova era di assenza dei dolori del parto. L’insensibilità al dolore veniva indotta da una iniezione di morfina e scopolamina, che portavano la donna in uno stato di veglia sonnolenta che la lasciava completamente priva della memoria del parto.

Negli Stati Uniti Charlotte Camody fu coinvolta da numerosi gruppi femminili per raccontare la sua esperienza, e nacquero addirittura delle associazioni per portare il “Twilight Sleep”, il suo nome in inglese, a diventare un diritto riconosciuto per le partorienti statunitensi.

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Il metodo fu sviluppato dal medico tedesco Carl Gauss, che iniziò le sue ricerche nel 1903 per sostituire il Cloroformio, utilizzato nell’800 per alleviare i dolori del parto. Egli non fu il primo ad utilizzare la combinazione di morfina e scopolamina, ma venne preceduto dal Dr. Schneiderlin, che ne consigliava l’uso combinato durante l’anestesia chirurgica. Gauss raggiunse i propri risultati nel 1907, quando presentò il metodo alla comunità scientifica, e da allora la tecnica prese sempre maggior slancio sino ad arrivare, qualche anno dopo, ad esser considerata una soluzione praticabile.

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Nel 1915 il New York Times pubblicò un articolo sul “sonno crepuscolare” che parlava del libro di Hanna Rion, “The Truth About The Twilight Sleep“, che riportava come 69 referti medici tedeschi indicassero come “la combinazione di scopolamina e morfina è senza pericoli per il bambino“.

La realtà era purtroppo diversa dai sogni di queste donne

Inizialmente fu annunciato come “una nuova era per la donna e per mezzo di lei per tutto il genere umano“, ma il metodo di Friburgo fu rapidamente abbandonato a causa dei suoi effetti collaterali negativi. Alcune di queste complicazioni coinvolgevano la sfera emotiva, con la madre che rimuoveva interamente l’esperienza del parto, lasciandola senza memoria di uno dei momenti cruciali della propria esistenza. Una testimone affermò:

La cosa seguente che ricordai era che ero sveglia, e poi pensai – quanto tempo ancora passerà prima di avere il bambino – e mentre me lo stavo ancora domandando un infermiere entrò con un cuscino, e sopra al cuscino c’era il mio bambino. Mi dissero che era mio, e probabilmente lo era, ma non potevo di certo provarlo in un’aula di tribunale“.

Una partoriente in attesa di essere esaminata:

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Un aspetto assai più grave era che i farmaci avevano un effetto  narcotizzante anche per il bambino, ed erano causa di conseguenze depressive sul suo sistema nervoso centrale. Questo provocava difficoltà respiratorie e altre gravi conseguenze sul neonato.

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Inoltre, quello che il Sonno Crepuscolare provocava non era l’assenza del dolore, ma l’assenza del ricordo del dolore. Per i medici che seguivano le nascite, ma anche per le ostetriche e le infermiere coinvolte, il parto di una donna anestetizzata era un’esperienza orribile, perché la partoriente soffriva di dolori superiori rispetto a una donna non anestetizzata.

Semplicemente, una volta terminato il parto, non ricordava (quasi mai) assolutamente nulla dell’accaduto

Un ospedale di Riverside Drive, a Manhattan, fu sull’orlo di chiudere a causa delle proteste degli abitanti per il rumore delle partorienti, che gridavano in preda agli spasmi del dolore. Alcune donne, inoltre, conservavano i ricordi del dolore, che diventavano dei veri e propri incubi perché vissuti in una situazione di Sonno/Veglia del tutto anormale.

Sotto, una bambina nata con il Sonno Crepuscolare:

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Oltre questo, una delle più conosciute paladine del Metodo di Friburgo, Charlotte Camody, morì di parto nel 1915. La causa della morte fu emorragia, probabilmente non connessa all’anestesia, ma il decesso diede una spinta decisiva alla già calante popolarità del Sonno Crepuscolare. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale mise poi in cattiva luce qualsiasi invenzione proveniente dalla Germania, decretando la rapida fine di una tecnica controversa.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...