I tatuaggi sono una pratica di personalizzazione, ormai sdoganata, che è oggi trasversale a qualsiasi livello della società. Come ogni moda, anche il tatuaggio ha delle correnti, generi diversi fra loro come i tribali, i giapponesi, lettering etc, mentre il genere “old school” comprende moltissimi simboli marinareschi, tornati oggi in voga grazie alla passione per il genere vintage. Questo filone in particolare include tutta una serie di simboli e significati codificati dai primi marinai che si dipinsero la pelle, un codice preciso che aveva un significato prima di tutto sociale e professionale, oltre che come vezzo estetico.

Nel XVIII secolo il Capitano James Cook descrisse i tatuaggi che osservava sulle popolazioni indigene che incontrò durante il suo viaggio in Polinesia. Alcuni membri dell’equipaggio di Cook tornarono in patria con la pelle tatuata dal loro viaggio nell’isola del Pacifico. Da allora, la moda di tatuarsi simboli marinareschi dilagò, poiché si credeva che i tatuaggi avessero funzione di portafortuna, scongiurando sfide imprevedibili e pericoli del mare. Nel 1909, la marina statunitense iniziò a rifiutare i candidati marinai che avevano tatuaggi osceni, e i richiedenti non furono accettati sino a quando non modificarono i simboli, con un esercito di tatuatori che affollarono le città di mare.

Di seguito, una serie, non esaustiva, di esempi che mostrano il significato nascosto dei tatuaggi marinareschi.

La stella nautica: proteggeva il marinaio dal rischio di perdersi in viaggio. Era un portafortuna che assicurava il portatore nel ritrovare la via di casa.

Fotografia di Tina CC BY-2.0

Un arpione: simboleggiava la protezione contro pericolose creature marine.

Una nave completamente armata: significava che il marinaio aveva attraversato le acque di Capo Horn, considerato un incubo da tutti i marinai e uno dei viaggi più pericolosi.

Le Rondini: ogni tatuaggio di rondine rappresenta 5.000 miglia nautiche percorse.

L’Ancora: Rappresenta un marinaio che ha attraversato l’Oceano Atlantico.

Una tartaruga marina: l’immagine dell’animale certificava l’esperienza del marinaio, che poteva farsela tatuare una volta che avesse attraversato l’equatore.

Un nodo: simboleggiava la professione stessa di marinaio.

Una danzatrice Hula: rappresentavano un periodo trascorso alle Hawaii. Nonostante sia considerato “old School”, è un tipo di tatuaggio diventato di moda soltanto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando diversi marinai erano di stanza nelle isole del Pacifico.

Un Maiale e un gallo: durante la seconda guerra mondiale, i maiali e i galli erano tenuti in casse di legno sulle navi come provviste. In caso di naufragio le casse di legno galleggiavano, e spesso gli animali rappresentavano gli unici sopravvissuti. Il maiale e il gallo, di solito tatuati sui piedi di un marinaio, avevano il compito di portare fortuna.

“Hold Fast”: solitamente tatuato sulle nocche di un marinaio, è destinato a portare fortuna durante il tempo burrascoso.

La Rosa dei venti: simile al significato della stella marina, una rosa dei venti doveva portare fortuna al marinaio, rappresentando l’idea del suo ritorno a casa sano e salvo.

Un dragone: l’animale leggendario significava l’esser stato in Estremo Oriente, anche solo nei porti.

Cannoni incrociati: rappresentava il servizio militare in marina.

Ancore incrociate: questo tatuaggio tra il pollice e l’indice indica che un marinaio ha servito da nostromo. Considerati marinai esperti, gestivano l’equipaggio per quanto riguarda compiti e attrezzature.

Il Re Nettuno: veniva tatuato quando si attraversava l’equatore, similmente alla tartaruga.

Molti dei disegni dei tatuaggi rimasti famosi al giorno d’oggi si devono all’artista Norman Keith Collins, alias “Sailor Jerry”, un marinaio tatuatore che viveva alle Hawaii la cui vita è stata raccontata nel film-documentario “Hori Smoku”, di cui sotto trovate il trailer:

Categorie: Arte e Design

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...