Cinquant’anni fa, a partire da quello che sarebbe diventato il celeberrimo maggio del 68, le piazze di tutto il mondo si incendiavano di cori di protesta che assumevano via via, a seconda dei Paesi, caratteristiche diverse. Una protesta globale, come mai se n’erano viste fino ad allora. Il Sessantotto era partito alcuni anni prima, in realtà, quando i campus universitari degli Stati Uniti d’America si erano infiammati nella protesta contro la guerra in Vietnam. Da lì in poi i movimenti cambiarono pelle in corso, rivendicando via via diritti differenti.

L’epicentro simbolico trova nel Maggio Francese il suo emblema e forse anche il punto più alto: le barricate davanti alla Sorbona, lo sciopero che per settimane paralizza il Paese, le rivendicazioni di studenti e classe operaia diventano il simbolo di un’intera stagione. Ma il Sessantotto non fu solo quello, come ben sappiamo anche noi in Italia, allorché fu proprio l’intervento operaio a imprimere una svolta che ancora una volta era partita dalle aule universitarie.

E come dimenticare la Primavera di Praga, che ha ispirato libri e canzoni che tuttora ricordiamo?

Per fare il punto della situazione a mezzo secolo da quei fatti, il modo migliore è dare un’occhiata all’infografica realizzata per l’occasione da Stampaprint, (https://www.stampaprint.net/it/), azienda leader nel web to print. L’immagine fa il punto di ciò che è stato, mettendo insieme i fatti principali e le ragioni di una lotta di cui ancora oggi, magari senza nemmeno rendercene conto, sentiamo l’eco.

Categorie: Storia

Antonio Pinza

Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.