Katharina Zammit Schmidt era nata a Berlino nel 1882. Di famiglia modesta, aveva iniziato a lavorare come parrucchiera, ma grazie ad amicizie facoltose riuscì nel 1922 ad aprire la sua prima pensione (in realtà una casa per appuntamenti) nella Budapesterstrasse. Gli affari andavano bene, la clientela era buona, e Katharina decise di trasferirsi nella più prestigiosa Kurfuerstendamm. Qui però, in pieno centro, mancava la necessaria discrezione, e nel 1933 si spostò in una via laterale, al numero 11 della Giesebrechtstrasse, al terzo piano di un palazzo borghese dove venne inaugurata la “Pension Schmidt”.

Katharina, detta Kitty, dal 1934 aveva cominciato a trasferire al i suoi ricavi in un conto aperto a Londra, in attesa di fuggire dalla Germania. Veniva costantemente controllata dal SD, ovvero il servizio di sicurezza delle SS, che la teneva d’occhio per via degli scambi di telegrammi con un suo vecchio cliente ebreo Sam Levin, che ora abitava in Inghilterra, e quando nel giugno 1939 iniziò il suo viaggio verso l’Olanda venne bloccata ed arrestata.

Katharina Zammit (Kitty Schmidt), a sinistra, con sua figlia, nel 1922

Riportata a Berlino, venne ricevuta personalmente da Walter Schellenberg, Ufficiale delle SS che seguiva il SD, che le fece una proposta alla quale non era possibile dire no:

Collaborare o finire in un campo di concentramento

Già da tempo Reinhard Heydrich, Obergruppenfuehrer delle SS, pensava di sfruttare la prostituzione per spiare ospiti stranieri e anche personalità tedesche per controllare la loro fedeltà al nazismo ed insieme a Schellenberg posero le basi di quello che sarebbe diventato il famoso “Salon Kitty”.

Ovviamente Kitty accetto di collaborare. La sua pensione venne completamente ristrutturata, arredata lussuosamente e vennero inseriti microfoni in ogni stanza. In cantina venne creato un ufficio di ascolto, gestito dalle SS per la registrazione di ogni incontro.

Vennero selezionate 20 ragazze fra prostitute d’alto bordo, ninfomani, donne anche altolocate fedelissime e pronte a prestare la loro opera al Terzo Reich

Non era una scelta facile, le ragazze dovevano essere belle e raffinate, conoscere le lingue, saper intrattenere gli ospiti e soprattutto dovevano essere di riprovata fede nazista. Vennero istruite per evitare gravidanze e malattie veneree, furono addestrate a riconoscere le uniformi e i gradi dei militari e a perfezionare le loro abilità.

Kitty poteva continuare la sua attività con le normali ragazze, ma a chi si fosse presentato con la parola d’ordine “Vengo da Rothenburg” mostrare il catalogo delle 20 ragazze speciali. Queste dovevano intrattenere gli ospiti, funzionari di partito o diplomatici stranieri, cercando di farli parlare per carpire le loro idee sul regime o segnalare eventuali deviazioni o perversioni sessuali che avrebbero consentito, all’occorrenza, di ricattarli.

Dopo ogni incontro le ragazze dovevano fare rapporto, gli incontri venivano comunque registrati come prova e per un doppio controllo su ospiti e collaboratrici.

Reinhard Heydrich:

La clientela non mancava. Fra i frequentatori assidui c’erano Galeazzo Ciano, che si espresse in termini molto poco lusinghieri su Hitler, Reinhard Heydrich (per lui i microfoni venivano spenti ma risultò essere piuttosto violento con le ragazze), Joachim von Ribbentrop ministro degli esteri, Joseph Goebbels ministro della propaganda che preferiva guardare incontri saffici (per lui venne fatta un’eccezione, queste ‘perversioni’ non erano ammesse ma, nel suo caso, non ebbero conseguenze), Sepp Dietrich, generale delle SS, al quale pare si debba la frase più simpatica:

Dai, forza ragazza, non sono venuto qui per parlare

Nel luglio 1942 il palazzo fu distrutto durante un bombardamento degli inglesi. Solo il piano terra aveva resistito e Kitty si organizzo lì ma il controllo del SD finì, forse anche per la morte di Heydrich, e quindi Kitty ritornò alla sua abituale attività dietro giuramento di non fare mai parola con nessuno di quanto accaduto. La donna morì nel 1954.

Epilogo:

Il palazzo, completamente restaurato, ospita uffici ed abitazioni private. Pare che ancora ci sia qualche turista che suona il campanello del terzo piano per vedere il Salon Kitty.

Giesebrechtstrasse 11, Berlino, nell’Aprile 2013. Fotografia di Fridolin freudenfett (Peter Kuley) condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Le 25.000 registrazioni sparirono. Se siano state distrutte, dalle SS o dai russi dopo l’occupazione di Berlino, resta un mistero. Chissà, magari un giorno salteranno fuori da qualche luogo nascosto…

Per completezza:

Galeazzo Ciano fu fucilato in gennaio 1944 a Verona per il suo tradimento al fascismo. Reinhard Heydrich morì a Praga in un attentato nel giugno 1942. Walter Schellenberg fu condannato a Norimberga a 6 anni di carcere grazie ai suoi tentativi di pace con gli americani e alle sue testimonianze contro gli altri imputati, morì nel 1952 a Torino. Joachim von Ribbentrop fu impiccato a Norimberga nell’ottobre 1946. Joseph Goebbels si suicidò con la moglie, dopo aver ucciso i loro 6 figli dai 12 ai 5 anni di età, nel maggio 1945 a Berlino. Sepp Dietrich si arrese agli americani, condannato a 25 anni, tornò in libertà nel 1957 e morì nel 1966

Dalla vicenda fu tratto il film ‘Salon Kitty’ del 1976 di Tinto Brass:

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.