L’ipocausto fu un sistema di riscaldamento ad aria calda impiegato ampiamente dai romani ed inventato dai Greci. Il nome deriva prima da ὑπόκαυστονὑπό e καίω, che significano in greco “sotto” e “brucio”, e poi dal romano hypocaustum, che ha dato il nome definitivo. Sotto al pavimento delle domus romane, ma sopratutto alle terme, veniva lasciato un ampio spazio vuoto destinato a far circolare aria calda, arroventata da un forno dedicato.

Il primo esempio documentato dell’ipocausto è nelle terme di Cladeo, a Olimpia, ma furono certamente i romani che, appreso il sistema dai greci, lo resero uno standard per ville ed edifici pubblici di tutto l’impero. Esempi di ipocausto si trovano ovunque in tutta Europa, principalmente dove il clima rendeva quantomai necessario un riscaldamento artificiale. Dal Belgio alla Spagna, sino alla Francia e a Israele e più a nord in Britannia, gli edifici come i bagni pubblici e le terme sfruttavano (quasi) tutti il sistema ad ipocausto, sistema che rimase in uso almeno sino all’epoca medioevale.

Sotto, ipocausto dei bagni pubblici nell’Antica Dion:

Lo spazio vuoto sotto al pavimento veniva reso calpestabile da piccoli pilastri in mattoni, mentre nelle forme più evolute, l’ipocausto poteva coinvolgere anche le pareti degli edifici, con dei tubi (tubuli) che prendevano l’aria dal’intercapedine del pavimento e la facevano scorrere nelle pareti.

Sotto, i Tubuli:

Le temperature raggiunte dalle stanze non dovevano esser superiori ai 30°C, ma il comfort interno, rispetto ai poco efficaci camini o stufe successivi, fu uno standard qualitativo che non venne replicato se non nel XX secolo.

Schema di funzionamento:

Il braciere scaldava anche l’acqua della piscina, che era così calda durante tutto l’anno:

Sotto, ipocausto nei bagni pubblici di Bath, in Inghilterra:

Sotto, l’ipocausto al museo di Tongeren in Belgio:

Ipocausto di una villa Romana a Caen, in Francia:

Pavimento in mosaico ed ipocausto della villa Romana di Palencia, in Spagna:

L’ipocausto dei bagni pubblici di Scythopolis, odierna Beth-She’an, in Israele:

Sotto, ipocausto nell’antica città di Kourion, a Cipro:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...