Il rifugio del Club Andino Boliviano era un tempo l’unica stazione sciistica della Bolivia. Grazie ai suoi 5375 metri di altitudine ospitava il comprensorio e il ristorante più alti del globo, un piccolo orgoglio nazionale del paese sudamericano. La stazione venne aperta durante gli anni ’30, e i ricchi e i borghesi del paese si appassionarono presto allo sport dello sci.

Alcuni sciatori sulle piste del Chacaltaya. Fotografia di Bernard Gagnon condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Per circa 7/8 mesi l’anno la stazione funzionava a pieno ritmo, con sciatori provenienti da tutta la Bolivia che ne affollavano gli impianti. Il ghiacciaio di Chacaltaya era in grado di assicurare freddo e temperature bassissime, e di mantenere la neve che cadeva dal cielo intatta. Poi, all’inizio degli anni ’80, il ghiacciaio iniziò a ritirarsi a causa del riscaldamento globale, e nel giro di 30 anni scomparve del tutto.

Sotto, lo schema che mostra l’area interessata dal ghiacciaio Chacaltaya. La linea rossa indica gli anni ’40, mentre già negli anni ’80 si notò una decisa riduzione in termini di volume. Nel 2010 il ghiacciaio era quasi completamente scomparso.

Sotto, quattro immagini mostrano la progressiva fusione dei ghiacci, dal 1940 al 2005:

Sotto, il resort oggi. Fotografia di Ville Miettinen condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

L’altitudine del rifugio era di 5.375 metri circa, più alto del North Base Camp del Monte Everest, e fino a quando ha funzionato ha mantenuto il primato come stazione sciistica più alta del mondo. Il ristorante del “Refugio”, l’edificio in rosso e bianco accanto, è ancora riconosciuto dal Guinness dei Primati come il ristorante più alto del mondo.

Fotografia di Joan Simon condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

Negli anni ’90, gli scienziati dell’Università Mayor di San Andre, in particolare il professor Edson Ramirez, iniziarono a fare delle previsioni catastrofistiche per il complesso sciistico. Dicevano che “Entro il 2015 il ghiacciaio Chacaltaya sarebbe sparito“. Purtroppo si è scoperto che le loro previsioni erano fin troppo ottimistiche.

Nel 2009 un ghiacciaio antico 18.000 anni era completamente sparito

Fotografia di José Fernandes Jr. condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

Con il ghiaccio e la neve fusi, gli sciatori hanno naturalmente smesso di salire in vetta. Il resort fu chiuso e gli impianti di risalita si spensero definitivamente. Da allora il rifugio guarda sotto di sé come un testimone dei cambiamenti climatici del XX e XXI secolo.

Ma il comprensorio non è stato totalmente abbandonato

Sotto, fotografia di Mauriki condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Oggi ci sono ancora due fratelli, Adolfo e Samuel Mendoza, che abitano al “Refugio”, un edificio vicino al resort principale dove i turisti possono ancora trovare un pasto caldo (da qui il riconoscimento ancora attuale del monte Chacaltaya come sede del ristorante più alto del mondo).

Sotto, fotografia di Mauriki condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Nonostante la presenza dei due Mendoza, ormai sono in pochissimi ad arrampicarsi sulle cime della montagna vicino La Paz. La neve cade di tanto in tanto, a volte sarebbe addirittura sufficiente per una breve discesa con gli sci, ma i curiosi raggiungono la vetta soltanto per ammirare lo splendido panorama e magari curiosare nei pressi del rifugio abbandonato.

Sotto, la stazione sciistica nel 2005, quando era presente ancora neve a sufficienza per lo sci. Fotografia di Ixitixel condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Sotto, un video mostra il Chacaltaya e il suo resort:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...