Il 6 aprile di 125 anni fa la vita di uno stravagante, pungente e geniale scrittore irlandese, un uomo che aveva fatto dell’estetica la sua religione, cambia completamente. E’ una strada senza ritorno, che porterà alla rovina Oscar Wilde. Si conclude infatti il processo che vede lo scrittore nelle vesti di querelante, contro il Marchese di Queensberry, da lui accusato di diffamazione, al quale ne seguono altri due, dove Wilde è invece l’imputato, accusato di “gross public indecency”, ovvero di omosessualità.

Oscar Wilde nel 1882

Quei processi calamitano l’attenzione dell’opinione pubblica dell’epoca, per quel lato pruriginoso della vicenda, per il coinvolgimento di personaggi noti dell’alta società londinese, e per il compiacimento di poter dimostrare quell’indignazione, tipicamente vittoriana, che aveva tanto il sapore di un’ostentata superiorità morale.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Oscar Wilde è già noto per il suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray (che suscita parecchie polemiche e riceve accuse di immoralità) e per le sue opere teatrali divertenti e spiritose, che contengono però sempre un velo di sarcasmo: Il ventaglio di Lady Windermere, Una donna senza importanza e l’ultimo successo, L’importanza di chiamarsi Ernesto, che aveva debuttato con grande successo nel febbraio di quell’anno.

Oscar Wilde nel 1882

Oscar Wilde (1854-1900) nasce e cresce in Irlanda in una famiglia altolocata di Dublino: il padre, medico e oculista personale della regina Vittoria, rovinerà la sua reputazione per la sua eccessiva propensione verso le donne (subisce un processo per aver stuprato una ragazza, che risarcirà con una somma di denaro), mentre invece la madre, donna dal carattere ribelle e arguto, appassionata di letteratura e poetessa lei stessa, è più affine al figlio per interessi e per qualche vezzo estetico. Gli studi classici sono il pane per il giovane Oscar,  che si laurea brillantemente al Trinity College di Dublino, e poi a Oxford.

Wilde ai tempi del viaggio in Grecia, in costume del luogo

Wilde si trasferisce a Londra, scrive un libro di poesie che viene pubblicato nel 1881, e che lo porta negli Stati Uniti per una serie di conferenze. Quel suo stile stravagante nel vestire e la sua passione per l’estetica gli fruttano parecchie critiche e derisioni, ma lui intanto è tornato a Londra, dove condivide la casa con Frank Miles, pittore e ritrattista ben conosciuto nella capitale.

Vignetta satirica che ritrae Oscar Wilde a San Francisco

Le accuse di immoralità, per i contenuti velatamente erotici delle sue poesie – Wilde non le contrasta e risponde con frasi argute e spiazzanti, un tantino snob – iniziano a piovergli addosso, tanto che il padre di Miles ordina al figlio di interrompere qualsiasi rapporto con il poeta.

Poi Wilde, nel 1884, si sposa con Constance Lloyd. La ragazza attrae Oscar per la sua passione letteraria, ma è comunque un matrimonio d’interesse (dal quale nasceranno due figli), perché lo scrittore, che conduce una vita assai dispendiosa, è sempre a corto di quattrini e perseguitato dai creditori.

Constance Lloyd

Poi ci sono gli anni della direzione a un giornale femminile, il Woman’s World Magazine, punteggiati nel frattempo da numerose amicizie maschili, e un intermezzo parigino durante il quale lo scrittore si attira grandi simpatie e altrettante antipatie, per quel suo modo caustico di esprimere giudizi.

Intanto la vita di Wilde comincia a destare scandalo a Londra: non vive con la moglie ma in albergo, dove ha modo di incontrare (non sempre a scopo sessuale) tanti giovani amici e ammiratori. Lo scrittore viola, senza nascondersi più di tanto, il Criminal Law Amendment Act del 1895, una legge che prevedeva la reclusione fino a due anni per il reato di omosessualità maschile, cosa che preoccupa sia la moglie sia i suoi amici più fidati.

Lo scrittore subisce almeno un ricatto, da parte di uno degli amanti occasionali, e rischia la denuncia da parte del padre di un altro, che poi desiste perché sarebbe stato condannato anche il figlio.

Nel 1891 Wilde aveva incontrato un giovane nobile, Lord Alfred Douglas, detto Bosie, che diventa presto il suo amante stabile, nonostante entrambi abbiano altri incontri. La relazione va avanti per quattro anni, fino a quando il padre del ragazzo, Marchese di Queensberry, si stufa della scandalosa liaison, e tenta in tutti i modi di allontanare il figlio da Wilde.

Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas al tempo della loro relazione


Già a inizio del 1884, il marchese aveva intimato al figlio di interrompere ogni contatto con lo scrittore, minacciando di rinnegarlo e soprattutto, di smettere di mantenerlo. La minaccia non sortisce alcun effetto, tanto che Queensberry pensa a qualche gesto più eclatante. Vuole presentarsi alla prima di L’importanza di essere sincero, per accusare pubblicamente Wilde del suo scandaloso comportamento. Visto che non ci riesce, ripiega sull’Albermarle Club, dove sono soci sia Wilde sia la moglie. Lascia per lo scrittore il suo biglietto da visita, dove scrive “Oscar Wilde: posing somdomite”, dove è evidente l’errore ortografico della parola inglese sodomite, che non ha bisogno di traduzione.

Alfred Douglas nel 1903:

L’omosessualità di Wilde è a Londra un segreto che praticamente tutti conoscono, ma quel biglietto di Queensberry risulta talmente offensivo che Wilde decide di citarlo in giudizio per diffamazione.

Inizia così una china dalla quale lo scrittore non riuscirà più a risalire

Wilde si ostina ad affermare, con i suoi avvocati, che le accuse di omosessualità sono “assolutamente false e prive di fondamento”, ma intanto, prima del processo si prende una vacanza con Douglas nel sud della Francia.

Caricatura di Oscar Wilde su Vanity Fair – 1884


Il 3 aprile 1895 inizia il procedimento “Wilde contro Queensberry”.

Sir Edward Clarke, avvocato di Wilde, anticipa le mosse del querelato e presenta una lettera del poeta inviata a Douglas, dove poteva trasparire il loro rapporto amoroso. Ma Clark dà una lettura diversa: Wilde è un poeta e quelle parole sono “l’espressione di un vero sentimento poetico” e non certo la dimostrazione di una relazione “ripugnante”.
Gli avvocati di Queensberry, dal canto loro portano, a sostegno della loro tesi, alcuni stralci delle poesie di Wilde, e gli fanno domande imbarazzanti sulle sue precedenti relazioni con diversi ragazzi. Wilde, che qualche critico letterario definisce ancora più abile nel parlare che nello scrivere (!!), risponde alle domande con battute impertinenti, che alla fine lo rendono inviso alla giuria.

A una precisa domanda, ovvero se avesse baciato un ragazzo di 16 anni, tale Walter Graiger, Wilde risponde: “Oh caro, no. Era un ragazzo particolarmente semplice. Purtroppo era estremamente brutto. L’ho compatito per questo.”

Insomma le cose si mettono male per Wilde, soprattutto quando gli avvocati di Queensberry annunciano che chiameranno a testimoniare alcuni ragazzi che avevano fatto sesso con Wilde, la “grossolana indecenza” punibile con il carcere. A quel punto Clarke consiglia di ritirare l’accusa di diffamazione verso Queensberry, e il processo finisce con un verdetto di “non colpevolezza”.

Contestualmente, il tribunale fa arrestare Wilde con l’accusa di sodomia, a seguito delle dichiarazioni di quei giovani testimoni non ascoltati, prontamente inoltrate dall’avvocato di Queensberry.

Il 26 aprile inizia il primo processo, “La Corona contro Wilde”

Lo scrittore continua a dichiararsi non colpevole, mentre l’accusa chiede spiegazione di un verso composto da Douglas: “Cos’è l’amore che non osa pronunciare il suo nome?”

Ebbene, quello è, secondo Wilde, l’aspetto più puro dell’amore:

“L’Amore che non osa pronunciare il proprio nome in questo secolo, è la forte affezione di un uomo più maturo per uno più giovane, come quella che ci fu tra Davide e Gionatan, come quella che Platone rese il vero fondamento della propria filosofia, e come quella che voi trovate nei sonetti di Michelangelo e Shakespeare. È quella profonda affezione spirituale che è tanto pura quanto perfetta. (…) Non c’è niente di innaturale in questo. (…) Che sia così, il mondo non lo capisce.”

La giuria non si esprime sulla colpevolezza o innocenza di Wilde: dopo tre ore di discussioni arrivano alla conclusione che non possono emettere un verdetto. Il poeta viene rilasciato, su cauzione, ma già il 20 maggio viene richiamato in giudizio: la Corona preme perché si arrivi a una conclusione, che difatti giunge presto:

Colpevole per la maggioranza dei membri della giuria

Wilde è condannato al massimo della pena prevista, due anni ai lavori forzati. La vita e la reputazione di Wilde sono distrutte. La moglie (che non divorzia) e i figli cambiano cognome, per prendere le distanze da quello scandalo. Quando Wilde esce di prigione, nel 1897, se ne va in Francia, si arrabatta come può, riceve qualche soldo dalla moglie e riprende la relazione con Douglas.

Wilde a Napoli con Douglas il 20 settembre del 1897

Si sposta a Napoli, Capri e Taormina (una felice Arcadia dove gli omosessuali sono tollerati), ma quando la sua storia d’amore con Douglas giunge definitivamente al capolinea, nel 1898, perché sua moglie e la madre del ragazzo tagliano i cordoni della borsa proprio per dividerli, Wilde si ferma a Parigi, dove vive in povertà assoluta, dormendo in squallidi alberghi e qualche volta ospite di amici, costretto a chiedere l’elemosina a tutti gli inglesi che gli capita di incontrare, pur di mangiare qualcosa.

Oscar Wilde nel 1889

Il poeta che ormai scrive poco, fa in tempo a comporre la sua ultima opera, La Ballata del carcere di Reading, mentre intorno a lui aleggia la morte: se ne va la moglie, a 39 anni, e anche Douglas, a 32 anni, e il fratello Willie.

Il 30 novembre del 1900 Oscar Wilde muore di meningite. Ha 46 anni.

Poco tempo prima aveva confidato a un’amica:

“Ho scritto quando non conoscevo la vita. Ora che so il senso della vita, non ho più niente da scrivere. La vita non può essere scritta: la vita può essere soltanto vissuta”.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.