Il canale di Øresund separa la Svezia dalla Danimarca, e il ponte che collega le due nazioni è un capolavoro di ingegneria e architettura che ha pochi eguali al mondo. Le due città collegate sono quella di Copenhagen, in Danimarca, e Malmö, in Svezia, che sono finalmente unite per un tratto di pochi chilometri di mare. Il ponte è lungo 7.845 metri, l’isola artificiale che collega il ponte al tunnel altri 4 chilometri e il tunnel vero e proprio, il più lungo al mondo attraversato da una ferrovia, altri 4 chilometri.

Fotografia via Wikipedia:

Al livello superiore del ponte si trova l’autostrada per i veicoli a motore, mentre nella parte inferiore è posizionata la linea ferroviaria. Dentro al tunnel le diverse carreggiate si affiancano le une alle altre e corrono parallele sotto al mare, insieme alle gallerie di emergenza previste all’interno del tunnel.

Fotografia di Marcus Bengtsson via Wikipedia:

L’isola artificiale che collega il ponte e la galleria si chiama Peberholm, ed ha subito un impatto inaspettatamente positivo per la flora e la fauna locali. A tutti gli animali è stato permesso di sviluppare il nuovo habitat liberamente, e l’isola è diventata un luogo privilegiato per i biologi per osservare gli uccelli e il raro rospo verde.

La responsabilità della manutenzione del ponte è divisa fra i due paesi, e i pedaggi, decisamente elevati, consentono di mantenere la struttura completamente operativa. Per costruire il ponte sono stati necessari 3 miliardi di Euro, ma il suo completamento consente a oltre 3,5 milioni di persone di spostarsi da uno stato all’altro come uniti da un istmo naturale, e abbrevia le distanze fra due popoli divisi dalla natura ma uniti da un capolavoro di architettura.

Fotografia via Wikipedia:

Sotto: lo speciale del National Geographic sul ponte:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...