Si chiamano “giardini verticali” e sono installazioni di piante su edifici urbani, oasi verdi spesso circondate da grigio cemento. Il Santalaia è un condominio che si trova a Bogotà, in Colombia, ed è interamente ricoperto da un giardino verticale con 115.000 piante che si sviluppano su oltre 3.000 metri quadrati di superficie.

Prima di spiegare i dettagli tecnici dell’installazione, è importante parlare del suo risultato ecologico: il giardino produce ossigeno per oltre 3.000 persone l’anno, filtra 2.000 tonnellate di gas nocivi, assorbe 400 chilogrammi di polveri sottili e 774 chilogrammi di metalli pesanti. Numeri (ovviamente approssimati) che ci consentono di comprendere quanto beneficio potremmo trarre, in tutte le città del mondo, da installazioni di questo tipo.

Il giardino verticale del Santalaia non solo aiuta l’ambiente a rigenerarsi, ma impedisce al calore di penetrare all’interno delle pareti degli appartamenti, funzionando come uno scudo termico contro le oscillazioni della temperatura.

L’installazione è stata completata durante il 2015, dopo 8 mesi di progetto e 8 mesi di costruzione. L’opera porta la firma dell’azienda Paiasajismo Urbano di Ignacio Solano, un biologo spagnolo specializzato nella realizzazione di orti verticali su edifici esistenti, per i quali ha brevettato un sistema di costruzione denominato “F+P”.

Il sistema di Solano prevede la costruzione di una serie di pilastri indipendenti attorno all’edificio, che vanno quindi a coprire, come una coperta verde, il palazzo esistente. Dopo il successo ed il riconoscimento dei giardini verticali progettati da Stefano Boeri, dopo Milano anche a Losanna e a Nanchino, l’architettura dei giardini verticali conoscerà senza dubbio una diffusione crescente nelle città del futuro.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...