Il Paradosso di Fermi: la Vita nell’Universo spiegata in Video e per Punti

Il paradosso di Fermi è un interrogativo, a metà fra filosofia e scienza, che pone una domanda che fa riflettere sulle probabilità che esistano altre forme di vita nell’universo. La soluzione a questo interrogativo non è ancora stata trovata, anche se diversi scienziati hanno formulato diverse soluzioni plausibili. I presupposti non sono di difficile comprensione se si ha un minimo di dimestichezza con i numeri, e ognuno di noi può dare la propria interpretazione alla possibilità di vita nello spazio. E’ bene ricordare e precisare che questo paradosso non è un’affermazione scientifica, né fu mai pubblicata su riviste accademiche. E’ una semplice domanda che riesce però, con la forza della statistica, a rendere più chiaro il concetto di probabilità di vita nello spazio.

Un po’ di dati preliminari:

  • L’universo osservabile dall’uomo è ampio 90.000.000.000 (novanta miliardi) di anni luce
  • Esistono al minimo 100.000.000.000 (cento miliardi) di galassie ognuna contenente dalle 100.000.000.000 alle 1.000.000.000.000 di stelle
  • Con ogni probabilità quindi esistono miliardi di pianeti abitabili nella galassia
  • Anche se esistessero altre forme di vita nelle altre galassie sarà, oggi e (probabilmente) per sempre, impossibile raggiungerle. Muovendosi alla velocità della luce sarebbero comunque necessari miliardi di anni per mettersi in contatto con loro.

Questi numeri rischiano di creare confusione statistica, quindi guardiamo più in piccolo, alla nostra galassia:

  • La Via Lattea, la nostra galassia, ha fra i 200.000.000.000 e i 400.000.000.000 (quattrocento miliardi) di stelle.
  • Nella via Lattea ci sono almeno 20 miliardi di stelle con caratteristiche simili al nostro sole.
  • Un quinto di loro, quindi circa 4 miliardi, ha un pianeta simile alla terra nella propria orbita.
  • Se solo lo 0,1 % avesse la vita, i pianeti con delle forme viventi nella galassia sarebbero circa 4 milioni.
  • Quando nacque 13 miliardi di anni fa la Via Lattea era troppo “movimentata” per ospitare la vita. Dopo circa 1/2 miliardi di anni si crearono le condizioni per ospitare la vita su alcuni pianeti della galassia.
  • La Terra ha solo 4 miliardi di anni, quindi potrebbero esser esistite forme di vita in altri pianeti ed esser già estinte da miliardi di anni.

La domanda che sorge spontanea a fronte di questi numeri venne pronunciata da Enrico Fermi alla mensa di Los Alamos con un gruppo di scienziati con cui stava discutendo:

Dove sono tutti quanti?

Visti i dati sopra, che sono soltanto la stima che ha l’uomo dell’universo e della natura a noi circostante, viene spontaneo chiederselo, perché con tutti i miliardi di miliardi di pianeti abitabili qualcuno avrebbe potuto palesarsi o conquistarci o mandare dei segnali radio o di qualsiasi altro tipo. Le soluzioni sono più filosofiche che scientifiche, e se chiedessimo a 1.000 differenti scienziati otterremmo 1.000 differenti interpretazioni.

Il dato però inconfutabile è che il tempo cui noi facciamo riferimento è troppo limitato e che, anche se esistessero altre forme di vita, la comunicazione sarebbe semplicemente impossibile, o quantomeno decisamente improbabile.

Dai dati del paradosso di Fermi è facile ipotizzare che non siamo le uniche forme di vita nell’universo, ma è anche facile capire che, probabilmente, la nostra civiltà avrà a disposizione troppo poco tempo per comunicare con altre prima di auto-distruggersi. O ancora, anche se fossero esistite 100, 1.000, o 1.000.000 di civiltà prima di noi queste potrebbero già essere estinte, perché il loro tempo sarebbe stato limitato. In ogni caso, finché il limite di velocità rimarrà quello della luce (limite peraltro ancora non raggiunto) per noi sarà impossibile raggiungere altre galassie o anche solo pianeti di stelle della nostra galassia (il primo è a 2 milioni di anni luce) e quindi sapere se esiste o è esistita un’altra civiltà in qualche posto dell’Universo.

Anche se non siamo soli, probabilmente non sapremo mai di essere in compagnia..

Paradosso di Fermi, secondo Video:

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...