Siamo a Valeggio sul Mincio, un bellissimo borgo situato a Borghetto in provincia di Verona, un luogo romantico che cela la leggenda di una dolcissima storia d’amore, raccontata per narrare la storia del famosissimo tortellino di Valeggio.

Fotografia di copertina: ©Anna Maria Fabbri, Marco Trovò via Flickr, condivisa in licenza CC BY-NC-ND 2.0

“E’ la fine del ‘300 e Gian Galeazzo Visconti, conosciuto anche come il Conte di Virtù, arriva fino al fiume Mincio, dove si ferma con le sue truppe per organizzare un piano militare contro i nemici. Durate la serata, tra le varie storie scambiate attorno al fuoco, il buffone Gonnella racconta ai militari la famosa leggenda riguardante le bellissime ninfe che popolano il vicino fiume e che, per colpa di una maledizione, una volta fuori dall’acqua assumono le sembianze di streghe orribili. Con l’arrivo della notte, le ninfe escono dall’acqua e iniziano a ballare fra i soldati addormentati, ignare del fatto che Malco, il capitano, sia ancora sveglio. Quando si accorgono della sua presenza cercano di fuggire, ma nel farlo una di loro perde il mantello, lasciando sorpreso lo stesso capitano con la sua bellezza. Nella notte i due si trovano innamorati e con l’arrivare dell’alba, prima di far ritorno nel fondo del fiume, Silvia lascia a Malco un fazzoletto annodato come pegno d’amore. I due si promettono e si giurano così amore eterno.

Fotografia sotto: Ivan Zanotti, fonte Flickr, Licenza CC BY-NC-ND 2.0

Il giorno seguente, durante un ricevimento ufficiale organizzato del Conte di Virtù, si esibiscono nella danza alcune bellissime ragazze, tra le quali il capitano Malco riconosce Silvia, che per amore dello stesso aveva trovato il coraggio di affrontare il mondo umano. Gli sguardi dolci e complici dei due non rimangono inosservati da Isabella, dama di corte e cugina del Conte, da sempre innamorata del capitano, che denuncia la ragazza come strega al Conte stesso.

La festa viene interrotta e viene ordinato di arrestare Silvia, ma Malco si oppone facendo in modo che la sua amata riesca a scappare e ritornare nel fiume, luogo per lei sicuro. Questo gesto costa a Malco la libertà e viene così rinchiuso in una cella dove Isabella lo raggiunge per farsi perdonare del suo gesto dettato dalla gelosia. Nello stesso momento in cui Isabella si trova in compagnia di Malco arriva Silvia, riemersa dalle acque per salvare il proprio amato. Silvia propone quindi a Malco di lasciare la vita terrena e rifugiarsi con lei nelle acque del fiume dove vivono le ninfe. Malco non ha dubbi e segue nel fiume la ragazza. Nel frattempo il Conte, avvertito dalle guardie, cerca di raggiungerli e fermarli, ma arriva alla riva del fiume giusto in tempo per vederli allontanarsi, e trovare per terra un fazzoletto di seta dorata annodato dai due amanti, un ricordo terreno che testimonia il loro amore eterno”.

Si racconta che le donne di quel tempo, durante i giorni di festa, usassero ricordare questa storia d’amore tirando la pasta sottile come un velo, arricchendola di un ripieno delicato e annodandola come il fazzoletto d’oro lasciato sulla riva dei due amati. Nasceva così il tortellino di Vialeggio, conosciuto anche con il nome di “Nodo d’Amore”.

Sotto, Tortellini di Valeggio, fotografia di Massimo Telò via Wikipedia:

Attualmente risultano solo 12 i ristoranti che hanno aderito all’associazione Ristoratori e che ne hanno depositato la ricetta ufficiale e segreta. Gli stessi ristoratori si occupano ogni anno, da 24 anni, di organizzare una spettacolare cena a tema apparecchiando una lunghissima tavola lunga per tutto il ponte visconteo di Vialeggio, dove viene servito il Nodo d’Amore. I partecipanti della cena, oltre a fruire dello spettacolo con tanti personaggi vestiti con i costumi dell’epoca, vengono anche omaggiati di un piatto decorato e raffigurante scene inerenti alla leggenda della storia d’Amore tra Malco e Silvia.

Sotto, un video di presentazione della serata:

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Anna Maria Fabbri

Anna Maria Fabbri

Il mio è un viaggio eno-gastronomico, che mi ha portato a dividere la tavola con estranei di tutta Italia, un guanto di sfida nei confronti del mio rapporto con il cibo. E’ nato così "To the Roots", esperienza che nasce dalla condivisione della tavola ma che va molto oltre. In questi anni ho mangiato molte più storie di quanti piatti abbia effettivamente assaggiato. Incontrarsi a tavola è diventato così lo spunto per condividere poi tutt’altro.