L’Acropoli, Monastiraki, la Plaka. Il centro di Atene è un museo a cielo aperto, dove gli edifici e le rovine delle diverse epoche della città si intrecciano in un mosaico culturale unico al mondo. In pochi minuti di cammino si passa dall’epoca classica con le meraviglie dell’Acropoli all’antica agorà greca, poi al foro romano e alla sua splendida torre dei venti, allo spazio della biblioteca Adriana o, più defilato, al magnifico Kallimarmaron, inaugurato nel 560 a.C. e restaurato a più riprese sino alle Olimpiadi del 2004.

Uno dei molti Kuroi presente nell’ala arcaica del museo. Le statue si rifacevano ai canoni estetici dell’Antico Egitto:

Fra queste meraviglie, origine di grande emozione per tutti gli appassionati di storia e archeologia, si trovano attività commerciali che rendono la visita un’esperienza multisensoriale. Dall’olfatto, con i profumi delle Pikilies o della Moussaka, al tatto, con l’infinita proposta di souvenir locali, all’udito, con la musica tradizionale greca che pervade (praticamente) tutta la zona, e inevitabilmente al gusto, che porta il visitatore a provare il cibo greco (origine di quella che si può definire la cucina mediterranea), proposto nelle taverne del centro a prezzi che, differentemente da tante capitali europee, rimangono simili a quelli proposti in zone meno turistiche.

Alcuni ritratti del Fayyum, decorazioni funebri di epoca romana presenti nell’ala dedicata all’Egitto del Museo ateniese:

Inebriati da tanti stimoli molti visitatori, che visitano la capitale magari soltanto come una tappa di passaggio per raggiungere un’altra destinazione turistica, perdono spesso la visita al Museo nazionale di Archeologia di Atene, uno “scrigno” di tesori unico al mondo che si trova a soli due chilometri dal centro.

La macchina di Anticitera, considerato il primo calcolatore meccanico mai costruito, rinvenuta al largo dell’isola omonima e risalente al I secolo a.C. di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato: La “Macchina di Anticitera”: il 1° Calcolatore della Storia risale all’Antica Grecia.

Il museo conserva i reperti rinvenuti nella capitale ma anche moltissime altre opere provenienti da tutta la Grecia, un compendio di manufatti che parte dalla civiltà cicladica e giunge sino all’epoca romana. Il museo è talmente grande che si può pensare di dedicargli la visita di un intero giorno, durante il quale si osserveranno alcuni fra i reperti più celebri che leghiamo visivamente alla Grecia.

Testa di Fileta di Coo, poeta e filosofo antico:

Come la cosiddetta maschera di “Agamennone” o la macchina di Anticitera, il cronide di Capo Artemisio, i Kuroi arcaici, i vasi con le scene degli Eroi mitologici, dipinti murali rinvenuti a Micene ma anche statue, vasi, gioielli, piccolissimi sigilli e ornamenti funebri di ogni tipo ed epoca.

L’esposizione museale si articola su due livelli. Alcune fra le opere che si possono ammirare sono:

Il cronide di Capo artemisio. Si tratta della statua di Poseidone o Zeus? Gli studiosi non sono ancora riusciti a dare una risposta certa (e non è detto che questa possa giungere), ma la statua in bronzo è un capolavoro dell’arte della scultura dell’epoca classica. La sua altezza è di 2,09 metri, ed è una delle pochissime statue originali in bronzo conservate dell’epoca del V secolo a.C..

 
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La maschera d’oro di Agamennone. Nonostante sia dimostrato che la maschera funebre non appartenga al famoso re protagonista dell’Iliade, l’emozione che suscita il manufatto è straordinaria. La teoria di Schliemann che la trovò è certamente errata perché il re proprietario della maschera morì circa 3 secoli prima di Agamennone (nel XVI secolo a.C.).

Maschera funebre di periodo Miceneo:

Corredo funebre di periodo Miceneo:

Maschera funebre di periodo Miceneo:

Maschera funebre di periodo Miceneo:

Corredo funebre di periodo Miceneo:

Il fantino di Capo Artemisio. La magnifica statua in bronzo del II secolo a.C. (140 a.C.), in pieno periodo ellinstico, fu scoperta insieme alla statua di Poseidone nelle coste di fronte a capo Artemisio:

L’adolescente di Antykithira è la statua di un giovane ragazzo, anch’essa causa di grande dibattito fra gli esperti di storia dell’arte. Nella mano destra il giovane tiene un oggetto sferico, andato perduto, che ha portato alcuni ad affermare che si tratti del dio Pan che ha in mano una mela, mentre altri sostengono che si tratti di Perseo che tiene la testa di Medusa.

L’Efebo di Maratona è la statua di un giovane ragazzo che prende il nome dal golfo di Maratona, dove fu scoperta nel 1925. L’iscrizione alla base afferma che il giovane era un pugile. Opera di Prassitele o di uno dei suoi allievi (IV secolo a.C.) – a parte la mano sinistra che si ritiene sia una riparazione successiva – questa statua è considerata un capolavoro dell’arte greca.

La mostra di Thera porta nelle stanze dei palazzi nobili di Santorini. Le opere più importanti sono gli affreschi murali, che forniscono importanti informazioni sulla vita nel Mar Egeo durante il periodo dell’età del bronzo. Le opere sono state scoperte a Thera (nell’isola di Santorini) e costituiscono i primi esempi di pittura di grandi dimensioni in Europa.

 
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Sotto, una scena ritrae due giovanissimi pugili, uno dei quali indossa dei guantoni. Accanto la figura di due animali (antilopi):

La “stanza della Primavera” dall’interno di uno dei palazzi di Thera:

Affresco della signora di Micene, circa XIII secolo avanti Cristo:

Dipinto di arte Micenea coevo alla Signora di Micene:

Sotto, Ercole uccide il Re dell’Egitto Busiride, reo di catturare tutti gli stranieri che passavano dal suo regno e sacrificarli su un altare di Zeus. Busiride uccideva i viandanti perché un indovino proveniente da Cipro gli aveva detto che la sterilità diffusa della regione sarebbe passata se avesse ucciso per un anno tutti gli stranieri. Busiride sacrificò per primo l’indovino, cipriota, e poi proseguì con tutti gli altri, fino a quando dal suo regno non passò Ercole che mise fine al massacro.

In un’altra versione della leggenda, Busiride si divertiva a uccidere solo uno straniero all’anno, fino a quando non scelse Ercole, figlio di Zeus, che lo uccise.

 
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Riferimenti e consigli per la visita:

Il museo Archeologico nazionale di Atene (Εθνικό Αρχαιολογικό Μουσείο) si visita in diverse ore se non un giorno intero, per cui non è sufficiente una visita rapida come a molti altri musei delle città greche (Olimpia, Sparta, Messene e altre). Il biglietto singolo costa 10 euro, ma è possibile cumularlo con altre istituzioni culturali (il Museo del Partenone, sotto l’Acropoli, la visita all’Acropoli e agli altri monumenti della zona centrale di Atene). All’interno l’ambiente è condizionato (una rivoluzione attuata non da troppi anni) ed è presente il bar dove fare una pausa pranzo.

Sotto, il Google Maps del museo:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...