Sayhuite è un sito archeologico che si trova a circa 47 chilometri di distanza dalla città di Abancay, nella regione di Apurímac, in Perù. Il complesso è considerato un centro di culto religioso della civiltà Inca, dedicato in particolar modo al culto dell’acqua.

Il Monolite di Sayhuite è la principale attrazione dell’area. Si tratta di una roccia di enormi dimensioni (2 metri per 4) con scolpite sopra una serie di figure geometriche e zoomorfe come rettili e felini. Trovato sulla cima di una collina chiamata Concacha, la pietra è stata scolpita come a voler raffigurare un modello di topografia idraulica con terrazze, stagni, fiumi, tunnel e canali di irrigazione.

Monolite di Sayhuite 2

Una funzione misteriosa

Il Dottor Arlan Andrews dell’Università del New Mexico ha formulato un’ipotesi che ha convinto una grande parte della comunità scientifica internazionale, ovvero che il monolite fosse una specie di modello utilizzato dagli Inca per mostrare agli antichi studenti di ingegneria (o comunque a chi si occupasse di opere idrauliche) i principi fisici del moto dei fluidi. La roccia fu più volte modificata con nuovi materiali, aggiunta di percorsi e modifiche, anche sostanziali, all’originale.

Monolite di Sayhuite 3

La religione

Sayhuite era però un luogo di culto religioso, dedicato con ogni probabilità al culto dell’acqua, e al suo interno si svolgevano riti e cerimonie religiose. Il Monolite potrebbe anche essere, più semplicemente, una raffigurazione dei sistemi di irrigazione della civiltà Inca.

Monolite di Sayhuite 7

Il monolite è parte della cultura materiale del popolo Inca e, anche se non è chiara la sua funzione, aiuta i ricercatori a comprendere meglio l’antico popolo sudamericano. Comprendere la natura di Sayhuite e le funzioni del sito consente agli archeologi di fare parallelismi con le società dell’epoca presenti in tutto il mondo, trovando legami importanti fra civiltà anche lontanissime fra loro, come fra gli Inca e gli Europei oppure con i popoli Orientali.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...