Una credenza comune vuole che nel Medioevo sia gli intellettuali sia la gente comune ritenessero la Terra come piatta. Al contrario, gli studiosi dell’epoca erano assolutamente coscienti della sfericità della Terra, che venne scoperta molti millenni prima e venne assurto a concetto acquisito. Nonostante non si abbia la certezza sullo scopritore della sfericità della Terra (potrebbe esser stato Parmenide nel V Secolo a.C., ma anche altri), la prima persona che dimostrò scientificamente la sfericità della terra fu Eratostene di Cirene nel III Secolo a.C., che spiegò non solo la sfericità del nostro pianeta, ma ne calcolò con buona approssimazione la circonferenza.

In copertina: Miniatura del 1500 dall’opera di Giovanni Sacrobosco Tractatus de Sphaera, il più influente testo di astronomia del XIII secolo e una: Mappa orbis terrae del XV secolo.

L’idea di terra piatta poteva essere diffusa fra le persone comuni, le quali comunque non hanno lasciato testimonianze a riprova di tale teoria, ma era certamente scartata dalla comunità di intellettuali.

L’equivoco, sovente definito come “Mito della Terra Piatta“, venne reso popolare alla fine del XIX secolo dai positivisti, in una disputa ideologica fra creazionisti ed evoluzionisti. Probabilmente fu un insulto coniato dagli evoluzionisti per deridere l’atteggiamento tradizionalista dei colleghi scienziati, che si rifiutavano di accettare le teorie dell’evoluzione.

Un mito che è altrettanto comune è la rappresentazione della terra come piatta da parte degli artisti medievali, e molti pittori famosissimi raffigurarono il pianeta come un disco sferico stilizzato, come ad esempio Hyeronimus Bosch (1450-1516), che dipinse una Terra sferica nel centro di un vasto spazio sul lato esterno del suo famoso “Giardino delle Delizie”.

Sotto, il quadro di Bosch:

Dante stesso, nella Divina Commedia, definisce la Terra come una sfera, mentre Tommaso d’Aquino (1225-1274) scrisse nel suo Summa theologiae:

Le scienze si distinguono per il diverso metodo che esse usano. L’astronomo ed il fisico possono entrambi provare la stessa tesi – che la terra, per esempio, è sferica: l’astronomo lo dimostra con l’ausilio della matematica, il fisico lo prova attraverso la natura della materia“.

Sotto, il quadro del 1400 di John Gower che raffigura la terra sferica:

Il mito della terra piatta entrò nell’immaginario comune a causa del libro del 1828 di Washington Irving “La vita ed i viaggi di Cristoforo Colombo”, che introdusse la teoria secondo la quale il famoso esploratore italiano avrebbe incontrato difficoltà nel farsi finanziare le spedizioni perché le persone dell’epoca erano convinte che la terra fosse piatta. In realtà molti aristocratici rifiutarono di finanziare Colombo proprio perché erano consapevoli della lunghezza della circonferenza terrestre, e pensavano che la tecnologia dell’epoca fosse insufficiente a circumnavigare il globo per raggiungere le Indie. Non sapendo che nel mezzo c’era il continente Americano non avrebbero avuto assolutamente torto!

Sotto, la mappa di Colombo, 1490 circa:

Quando Colombo ricalcolò la circonferenza terrestre, utilizzò le stime storiche dell’antico matematico Greco Tolomeo. Consultando gli scritti di Tolomeo, Colombo non seppe che il matematico utilizzava il miglio arabo (circa 2 Km) e non il miglio italiano (1852 metri), e il risultato fu circa del 25% inferiore alla reale circonferenza terrestre. Se avesse usato le dimensioni reali, forse gli aristocratici avrebbero opposto ancor maggiore resistenza ai finanziamenti.

Sopra, la Xilografia Flammarion, eseguita in uno stile del XVI secolo, ed utilizzata come prova fittizia nell’opera “L’Atmosphère: Météorologie Populaire” di Camille Flammarion del 1888. La Xilografia fu con ogni probabilità commissionata ad hoc dall’autore, una prova costruita per alimentare il mito della Terra piatta.

Oggi la comunità di studiosi e storici ritiene una realtà provata e certa che la “Terra Piatta” sia sostanzialmente una bufala nata durante l’800.

Fonte: Wikipedia

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...