Spettrale e solitario come il deserto del Thar che lo circonda, il villaggio abbandonato di Kuldhara, in India, non è inquietante solo per le leggende che lo circondano, ma anche per gli scheletri fangosi delle case, lasciate da tutti i suoi abitanti in una sola notte, all’inizio dell’800.

Kuldhara fu fondata nel 13° secolo, a poca distanza dalla città di Jaisalmer, nel Rajasthan, dai Bramini Paliwal, e divenne con il tempo un florido insediamento composto da 84 villaggi. La popolazione si dedicava all’agricoltura, nonostante l’aridità del territorio, perché usava l’acqua del fiume stagionale Kakni e di alcuni pozzi, ma anche al commercio e ad altre attività che fecero espandere il villaggio originario. Poi, una notte del 1825, gli abitanti del villaggio semplicemente scomparvero, lasciandosi alle spalle tutta la loro vita precedente.

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Per quale motivo una comunità prospera decise di scomparire durante la notte?

Un’ipotesi suggerisce che l’approvvigionamento idrico si fosse praticamente esaurito, al punto da indurre gli abitanti a cercare un luogo più adatto alla vita e all’economia della comunità. Questa teoria non spiega però l’abbandono improvviso e furtivo, con il favore delle tenebre.

Fonte immagine: Pradeep717 via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

Una spiegazione simile teorizza che forse i pozzi furono avvelenati con carcasse di animali da misteriosi invasori, che durante la festa religiosa del Raksha Bandhan avrebbero ucciso molti Paliwal. Poi, per indurli ad abbandonare il villaggio, avrebbero contaminato l’acqua, senza la quale era impossibile la sopravvivenza.

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La teoria più accreditata, forse perché vede protagonisti una giovane ragazza innocente e un potente e prevaricatore ministro dello stato, parla di una fuga necessaria ad evitare l’oppressione del governatore locale, spietato ed ingiusto: il Diwan di Jaisalmer, di nome Salim Singh, vessava gli abitanti del villaggio con la richiesta di gravose imposte, finché posò gli occhi sulla figlia di un capo villaggio, chiedendola in sposa. Diede agli abitanti di Kuldhara un solo giorno per decidere, minacciando di aumentare ulteriormente le tasse se il matrimonio fosse stato rifiutato.

In segno di fedeltà e rispetto al padre della ragazza, tutta la comunità decise di lasciare il villaggio prima della scadenza delle 24 ore, durante la notte, scomparendo per sempre, e abbandonando tutto quello per cui avevano lavorato nel corso dei sei secoli precedenti.

La leggenda racconta che, prima di andarsene, gli abitanti abbiano lanciato una maledizione, che avrebbe impedito a chiunque di abitare a Kuldhara, perché chi avesse sfidato l’anatema sarebbe morto. Mai nessuno osò smentire questa leggenda, e Kuldhara divenne una città fantasma, anche nel senso letterale del termine: le rovine hanno la fama di essere un luogo infestato, e sono un punto di riferimento per chi si occupa di attività paranormali.

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Uno studio del 2017, pubblicato su Current Science, suggerisce che Kuldhara e altri villaggi vicini (come Khabha) furono distrutti a causa di un terremoto. Secondo gli autori, le case in rovina di questi villaggi dimostrano gli effetti della devastazione di un forte sisma, con “Tetti crollati, travi cadute, archi e pilastri distrutti”. Tale estesa distruzione non può essere attribuita a “normali processi di erosione degli agenti atmosferici”.

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Sia che si tratti di cause naturali o umane, i residenti delle zone vicine non credono affatto alle storie di fantasmi, ma le alimentano per incrementare il turismo.

Sotto – Iscrizione nel Tempio:

Fonte immagine: Pradeep 717 via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

 

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.