Constanța, conosciuta anche come Tomis, è la quinta città più grande della Romania con 250.000 abitanti, la principale località balneare romena affacciata sul Mar Nero. Il suo grande Casinò in stile liberty è un pezzo di storia dell’architettura di inizio ‘900, che oggi giace completamente abbandonato. Progettato da Daniel Renard e Petre Antonescu, l’edificio fu costruito all’inizio del XX secolo e aprì i battenti nel 1910. Per decenni fu il punto di riferimento del gioco d’azzardo romeno e non solo, con avventori che venivano da tutta Europa a tentare la fortuna in una località che offriva diversi tipi di divertimento.

Sotto, fotografia di Djphazer condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Durante la Seconda Guerra Mondiale il casinò venne utilizzato come ospedale, e a fine conflitto fu convertito in un ristorante di lusso. Negli anni ’80 subì alcuni interventi di ristrutturazione, ma dagli anni ’90 fu completamente trascurato, finendo definitivamente abbandonato, con i costi di ristrutturazione che diventarono proibitivi anche per gli imprenditori più volenterosi.

Primo Casinò Constanta con il faro genovese

Il governo romeno non ha in nessun modo preservato l’antica struttura, che dal 2011 è ufficialmente in vendita, e che in questi cinque anni non ha però trovato il favore di nessuna offerta. Il Casinò rappresenta un patrimonio storico per la città di Costanza e per la Romania, ed è auspicabile che il governo Romeno intervenga per ripristinare questo antico, e splendido, edificio storico.

Articolo scritto in collaborazione con www.casinomondo.it.

Il secondo Casino fra il 1893 e il 1910:

La vista del balcone sul Mar Nero:

Durante alcune fasi di costruzione:

Cartolina del terzo casino:

Il casino:

Fotografia storica del casino:

Guida del 1924:

Le scale interne.

Una cartolina del Casino con cammello:

Il Casinò dopo l’occupazione sovietica del 1944:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...