Durante l’epoca vittoriana l’isteria femminile veniva trattata come una vera e propria patologia, e non furono poche le donne che vennero internate in istituti psichiatrici con la diagnosi di “isteriche”.

Il maschilismo imperante dell’epoca riduceva molti disturbi psicologici a “isteria”, e il rimedio era spesso quello di massaggi vaginali che avrebbero dovuto risolvere i problemi psicologici grazie al piacere fisico. Nonostante oggi ci sembri assolutamente pazzesco come ragionamento, sino all’inizio del ‘900 non era inusuale recarsi dal “massaggiatore” per curarsi, alimentando la convinzione che i propri disturbi di carattere psicologico fossero riconducibili a disturbi della sfera sessuale.

Questo tipo di massaggi venivano pubblicizzati da manifesti e sulle pagine dei giornali, e uno di quelli giunti sino a noi è del “Dottor Swift”, un nome che non si sa se sia di fantasia o appartenga a un personaggio storico reale. La dicitura dell’annuncio è eloquente:

Il suo trattamento domiciliare, che cura il paziente nella privacy di casa propria senza farlo sapere a nessuno, sta creando un grande clamore perché cura coloro che erano senza speranza e diagnosticati incurabili

L’annuncio prosegue spiegando che cura tutti i mali, dalla schiena al ginocchio

Naturalmente la galanteria delle parole può poco dissimulare l’eloquenza dell’immagine di copertina, che spiega senza mezzi termini le finalità di sessione di massaggio del dottor Swift. Poco dopo la fine dell’epoca dei massaggi per le isteriche arrivò l’epoca della lobotomia, per i casi più gravi, e solo in epoca recente la cura di disturbi psicologici ha assunto un carattere maggiormente scientifico.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...