Pinocchio è probabilmente il libro per bambini più famoso della storia, ed è anche il libro italiano più famoso e venduto di tutto il mondo. Prima di diventare un volume unitario era un semplice romanzo a puntate, pubblicato nel 1881 sul “Giornale per bambini” edito da Ferdinando Martini.

La storia di Pinocchio è un mix fra letteratura pedagogica classica e moderna, dotata di una certa dose di disillusione simile al verismo per adulti di Giovanni Verga, contemporaneo di Collodi. Attraverso le otto puntate originali della fiaba venivano illustrate le avventure del giovane burattino e di suo padre, in modo più o meno simile a quanto è possibile leggere nel libro odierno.

Il finale della fiaba era però completamente diverso. Pinocchio infatti non finisce il proprio cammino diventando un bambino in carne ed ossa, ma muore impiccato a una quercia dal Gatto e la Volpe.

Oh babbo mio! se tu fossi qui! E non ebbe fiato per dir altro. Chiuse gli occhi, aprì la bocca, stirò le gambe e, dato un grande scrollone, rimase lì come intirizzito

Pinocchio-Impiccato

Sopra: Illustrazione di Enrico Mazzanti del 1883

I lettori del giornale, prevalentemente giovani o giovanissimi, rimasero talmente stupiti dal macabro epilogo che scrissero in massa alla redazione, chiedendo che Collodi modificasse la propria visione della storia. Anche se restìo, il grande scrittore italiano accontentò i propri fan, cambiando il finale e facendo diventare Pinocchio un bambino vero che salva Geppetto e la Fata Turchina.

All’autore furono necessari ulteriori due anni per completare l’opera, redatta a grandi linee come tutti noi oggi la conosciamo, ma il risultato fu così convincente che piacque a praticamente tutti i lettori del mondo. Il libro di Pinocchio è oggi tradotto in circa 240 lingue, ed è incalcolabile il numero di letture che sono state fatte nel corso dei decenni. La fortuna e la popolarità della storia si devono anche al classico Disney del 1940, che raggiunse la vetta, mai più eguagliata, della qualità delle animazioni dello studio fondato da Walt Disney.

Una domanda che possiamo farci è:

Se il finale fosse rimasto quello originale, avrebbe avuto lo stesso successo?

Immagine di copertina: Illustrazione di Carlo Chiostri per l’edizione del 1901.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...