Il manoscritto miniato conosciuto come “Libro di Kells” è una delle più importanti opere d’arte irlandesi della propria epoca.

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Il libro, realizzato da monaci irlandesi intorno all’800, seguendo i canoni artistici della cosiddetta arte insulare, è conosciuto anche come Grande Evangeliario di San Columba, il Santo a cui venne, erroneamente, attribuita la paternità.

Folio 32 – Cristo in Trono

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Il libro è scritto in latino su pergamena, e contiene il testo dei quattro Vangeli, oltre che note di introduzione e spiegazione; presumibilmente fu realizzato tra la fine dell’VIII secolo o l’inizio del IX: la perfezione stilistica delle decorazioni colloca il manoscritto nel tardo periodo dello stile insulare, usato nei monasteri di Irlanda, Scozia, Inghilterra, dal VI secolo fino agli inizi del IX.

Fotografia di chelsealwood condivisa con licenza Creative Commons via Flickr:

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Il testo fu probabilmente realizzato da tre diversi amanuensi, che con quest’opera raggiunsero l’apice dello stile, tanto che il Libro di Kells viene considerato uno dei tesori più belli d’Irlanda.

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I disegni, di cui dieci sono a pagina intera, impreziosiscono il testo dei Vangeli, con la lettera iniziale riccamente decorata e miniature interlineari; le pagine intere riportano i simboli degli evangelisti, immagini di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, scene narrative complesse, una Madonna col Bambino, anche se la pagina più famosa è quella conosciuta come Chi Rho, un monogramma delle prime lettere della parola Cristo in greco antico, un ritratto di Cristo in trono, e altro ancora.

Folio 34 – Monogramma Chi Rho

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Folio 7v – Madonna col bambino e angeli

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Oggi il manoscritto, rilegato in quattro volumi nel 1953, si compone di 340 fogli, di cui solo due non hanno alcuna decorazione. E’ probabile però che alcune pagine, sia iniziali sia finali, siano andate perse nel corso dei secoli, mentre alcuni piccoli frammenti delle illustrazioni andarono perduti durante una rilegatura del 18° secolo, perché furono accorciate le pagine.

Fotografia di chelsealwood condivisa con licenza Creative Commons via Flickr:

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Il manoscritto prende il nome dall’abbazia di Kells, dove venne conservato per molti secoli, durante tutto il medioevo e oltre, fino al 1654, quando fu portato a Dublino.

Folio che apre il Vangelo di Giovanni

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Dal 17° secolo è conservato al Trinity College, dove cominciò ad essere esposto al pubblico nella Old Library a partire dal 19° secolo. Ogni anno circa 500 mila persone si recano ad ammirare il prezioso testo miniato, ma è possibile farlo anche on-line, nella biblioteca digitale della Old Library.

Sotto, la Biblioteca del Trinity College di Dublino. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.