Attorno all’inizio del XIII secolo prese piede in Gran Bretagna quella forma religiosa di estraniamento dal mondo che trasformava i religiosi e le religiose in anacoreti: donne (e pochi uomini) che sceglievano di vivere da recluse (anchoress), confinate in una stanza all’interno di una chiesa. L’unico contatto con il mondo era costituito da una fenditura nel muro, attraverso la quale le “eremite” ricevano i sacramenti e il cibo, e una finestrella per poter guardare verso l’altare. Le anchoress si rifacevano ai Padri del Deserto del IV secolo: ritirarsi dal mondo per vivere una vita di solitudine e di preghiera. A differenza degli eremiti, le anchoress erano tenute a rimanere confinate nello stesso luogo per tutta la vita, tanto che dovevano sottostare, prima della clausura, ad un macabro rito religioso che somigliava molto ad un funerale: dopo sarebbero state considerate morte per il mondo esterno.

La cella di un’anacoreta nella Chiesa della Santa Trinità a Skipton

Fonte immagine: Wikipedia

La British Library conserva una ricca collezione di testi medioevali dedicati alla vita delle anchoress, tra cui il Liber Confortatorius, una delle prime guide spirituali conosciute per un’anacoreta, oggi digitalizzato e a disposizione di tutti. Il “Libro di incoraggiamento e consolazione”, che voleva essere una guida alla meditazione spirituale e alla preghiera, è una copia del XII secolo di un testo precedente.

Consultabile: Sloane MS 3103

L’opera originale fu composta intorno al 1082 da Gozzelino di San Bertino, un monaco fiammingo che visse a lungo in Gran Bretagna, e per un certo periodo fu il cappellano del convento di Wilton, dove fece da padre spirituale ad una giovane donna di nome Eva, che prese i voti e divenne suora anche grazie ai suoi insegnamenti. Gozzelino si reputava come una madre per la ragazza : “l’anima madre che ti ha dato alla luce … che ha fatto tanto e ha sofferto tanto nella speranza di una nostra reciproca presenza”. (libro I)

Intorno al 1080, Eva lasciò il convento di Wilton senza consultare né avvisare nessuno, per trasferirsi ad Angers, in Francia, dove si unì ad una piccola comunità di recluse. Gozzolino rimase sconvolto dalla partenza di Eva, e scrisse il Liber Confortatorius in forma di lettera, rivolto proprio a lei. Il lungo testo è diviso in quattro libri, e riunisce citazioni dai Salmi e racconti ispirati alle opere di Sant’Agostino e San Girolamo.

Il taglio di capelli di una donna che entra in convento

Consultabile: MS 10293

Sebbene dovesse essere una guida spirituale, il monaco non riuscì a nascondere il suo dolore personale: “ascoltami, sto parlando con te… dal mio letto da ammalato di dolore”.

Il testo può essere interpretato come una lettera di amore spirituale e personale del monaco per la sua protetta: “poiché la tua anima gemella non può e non merita di vederti in carne e ossa, ora ti cerca con lettere ansiose e lunghe lamentele… con il languido desiderio di un amore ferito che infonde Cristo nel tuo seno”.

Frate che confessa una suora

Non esistono prove che Eva abbia mai ricevuto o letto l’opera: probabilmente si trattò di un lamento, e forse un dolore, unilaterale. Perché la decisione di Eva di lasciare l’Inghilterra pare sia stata felice: una poesia commemorativa su di lei ci informa che, dopo aver lasciato Angers, la religiosa fu una figura rispettata a Vendôme, dove visse reclusa sotto la guida di un anacoreta chiamato Hervé.

Scena di una donna che abbraccia un eremita

Consultabile: Royal MS 10 E IV

Si potrebbe affermare che la consolazione che doveva dare il libro fu a beneficio solo dello scrittore: “Abbi pietà del tuo Gozzolino… che tu hai scosso nel profondo con la tua partenza… potrò essere felice un giorno di vederti nella luce benedetta, piena di gioia”.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.