Il lavoro di Wilhelm Reich con i bambini

Wilhelm Reich (1897-1957) nato in Austria e naturalizzato statunitense, fu medico, psichiatra e psicanalista. Allievo di Sigmund Freud, divenne noto per le sue ricerche sul rapporto fra autoritarismo e repressione sessuale. Non tutti sanno che raccolse tutti gli studi da lui compiuti sui danni che infliggiamo ai nostri figli ostacolando i loro impulsi naturali, scrivendo “Bambini del futuro”.

Partendo dal concetto che la strutturazione caratteriale nevrotica avviene dalla più tenera età negli ultimi anni della sua vita si concentrò sul lavoro con i bambini : se il bambino vuole esistere e sopravvivere nell’ambiente che lo circonda dovrà adeguarsi evitando le sue naturali predisposizioni all’autoregolazione.

Wilhelm Reich da bambino:

Diede così vita ad un percorso educativo che coinvolgeva i genitori di bambini piccoli, concentrando l’attenzione sulla fase pre-edipica, in modo da poter crescere figli sani e non nevrotici : i futuri abitanti del mondo.

Fino ad allora si era occupato di psicanalisi e con la sua Terapia Orgonica (che darà le fondamenta per l’attuale Psicanalisi Bioenergetica) si occupava di patologia con gli adulti. Con le sue osservazioni arrivò a definire la salute per esclusione rispetto alla malattia, si era sani semplicemente quando non si era malati : questa definizione però non bastava più.

Con tali premesse nel 1949 Reich riunì quaranta esperti medici, infermieri, assistenti sociali per occuparsi dello sviluppo sano del bambino: nacque l’Orgonic Infant Research Center , organizzazione nata esclusivamente per scopi di ricerca e non di cura, per raccogliere e sistematizzare le osservazioni nell’arco di un decennio, dal 1939 al 1949.

All’interno del Centro di Ricerca vi erano quattro sottogruppi:

– Cura parentale di madri sane in stato di gravidanza. Si occupavano di monitorare come
la vita emotiva della futura madre influenzasse la crescita fetale, anticipando di decenni gli studi della vita intrauterina nel mondo (in Italia ricordo gli studi del professor Ammaniti all’Università di Roma).

– Controllo del parto e primi giorni di vita del neonato. Partendo dal presupposto che le prime settimane di vita erano fondamentali per una futura vita sana. Avevano però un grosso limite poiché la letteratura in questo senso ancora molto limitata.

– Prevenzione della formazione di corazza caratteriale nei primi cinque o sei anni di vita con l’intento di studiare direttamente nel periodo di formazione del carattere e non supposto dai racconti degli adulti in trattamento psicanalitico.

– Studio del successivo sviluppo di questi bambini fino alla pubertà per valutare quanto l’osservazione fatta in età infantile avesse un fondamento.

Il gruppo di ricerca arrivò in questo decennio alla consapevolezza che la salute consiste non nell’assenza di malattia ma nella capacità dell’organismo di uscirne senza danni sostanziali, distanziandosi così dalla concezione idealistica di benessere inteso come assenza di malattia: “la differenza tra bambini sani e bambini malati non sta nel fatto che i primi non abbiano disturbi emotivi e i secondi sì; essa è determinata dalla capacità del bambino di non rimanere prigioniero per tutta la vita, come fanno tipicamente i bambini nevrotici”.

I bambini osservati che crescevano secondo i principi orgonomici crescevano senza fare incubi o sogni angoscianti, arrivando alla conclusione che un bambino sano è perfettamente in grado di affrontare le emozioni, il suo Io si sviluppa insieme alle emozioni e non contro di esse.

Reich e l’accumulatore orgonico (1950 circa)

E' uscito il 1° libro di Vanilla Magazine, ordinalo su Amazon:

Vittime e Carnefici: il Nazismo attraverso 63 storie di orrore ed Eroismo

Il concetto di autoregolazione che è scaturito dalla ricerca portava dall’attenzione sulla necessità di non deformare i bisogni basilari dei bambini in pulsioni asociali e innaturali e non si renderà necessaria nessuna repressione.

Nella visione di Reich l’autoregolazione viene meno man mano che si formano i primi blocchi caratteriali, un organismo è in grado di affrontare la vita se non incontra blocchi psichico-muscolari. Le forze di autoregolazione del bambino diventano sempre più deboli man mano che l’armatura si impadronisce di tutto l’organismo.

La provocazione di Reich si può sintetizzare in questo modo: quanti genitori sono disposti a crescere i propri figli partendo dal presupposto che questi siano in grado di autoregolarsi se non vengono nevrotizzati? Nella attuale società nevrotica ha senso pensare che si possa naturalmente essere sani?

Maria Pia Fraccaro

Maria Pia Fraccaro lavora come formatrice e supervisore in corsi triennali per Counselor, in corsi di aggiornamento per insegnanti ed educatori. Psicomotricista ad approccio relazionale ha poi integrato la sua formazione all’Istituto di Psicologia Somatica per proseguire la prevenzione e il sostegno in ambito familiare. Ha formato gli insegnanti di sostegno come docente a contratto all’Università della Valle d’Aosta.