Il Gran Delfino di Francia: eterno erede del Re Sole

Eclissata da quella del padre, la figura del Grande Delfino di Francia Luigi è poco nota. Leggenda o verità, alla nascita gli fu predetto che sarebbe stato “figlio di un re, nonno di un re, ma mai un re”. Fu certamente una personaggio secondario, ma la sua storia ha retroscena interessanti e merita di essere raccontata.

La breve infanzia

Maria Teresa d’Asburgo-Spagna, con il figlio Luigi, Gran Delfino, Madrid, Museo del Prado (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Luigi nacque il 1° novembre del 1661, nel Castello di Fontainebleau, da Luigi XIV e da sua moglie Maria Teresa d’Asburgo, figlia del re di Spagna. I genitori erano doppiamente cugini: il nonno materno, Filippo IV, aveva sposato la sorella del nonno paterno Luigi XIII, Elisabetta di Francia. Luigi a sua volta aveva sposato la sorella di Filippo, Anna d’Austria.

I genitori del Gran Delfino: A SINISTRA Luigi XIV, (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia); A DESTRA Maria Teresa d’Austria (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia) – collage dell’autore

Tale pratica, molto in voga ai fini di preservare le alleanze dinastiche e politiche, sul piano genetico si rivelava spesso disastrosa per le famiglie regnanti europee. La coppia reale ebbe infatti altri sei figli, ma solo Luigi, il primogenito, raggiunse la maggiore età. Per contro, suo padre ebbe la bellezza di almeno quattordici figli dalle numerose amanti. Il bambino, a cui, come da tradizione, fu dato il titolo di “Delfino”, in quanto erede al trono, per i primi sette anni di vita venne affidato alle cure della balia di corte. Soltanto il 26 marzo del 1668 ricevette il battesimo nella cappella del Castello di Saint-German-en-Laye, vicino a Parigi. Il suo padrino fu papa Clemente IX, rappresentato dal cardinale Luigi di Vendôme, mentre la madrina fu Enrichetta Maria, zia del padre e regina consorte del defunto re d’Inghilterra Carlo I, rappresentata da Anna Maria Martinozzi, nipote del cardinale Mazzarino e Principessa di Borbone-Conti, un ramo collaterale della famiglia reale.

La giovinezza

Luigi, il Gran Delfino, ritratto di François de Troy. (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Da quel momento, la sua esistenza cambiò: se prima era stato trascurato e trattato da infante, dopo la funzione religiosa fu improvvisamente catapultato nel mondo degli adulti. Il suo governante fu Charles de Sainte-Maure, duca di Montausier. Luigi ricevette un’istruzione rigida e assillante: il suo maestro era, infatti, il più grande predicatore francese dell’epoca, il vescovo di Meaux Jacques Bénigne Bossuet. Si voleva tirar su un colto principe di Francia, in modo tale che, un giorno, sarebbe diventato un sovrano capace, ma tutta questa pressione non ebbe gli effetti sperati: crebbe con l’odio per tutto ciò che gli veniva insegnato, fatta eccezione per la storia (che invece adorava), e nell’indifferenza di un padre distante e occupato con le sue numerose amanti. Giunto ai diciotto anni, Luigi era un giovanotto apatico, non eccessivamente acculturato e, soprattutto, timoroso del padre e della sua autorità.

Il re, dal canto suo, non lo coinvolgeva negli affari di stato e non era certo una persona che amava dividere il potere. Il giovane Luigi, chiamato “Gran Delfino” per la sua costituzione robusta, e non per le sue imprese o il suo acume, partecipava al Conseil d’en haut (l’”Alto Consiglio”), che deliberava su questioni importanti del regno, ma si trattava di una mera formalità, perché non aveva un ruolo politico o decisionale. Luigi era l’erede al trono e basta. Avrebbe avuto l’autorità politica soltanto dopo la scomparsa del padre. A una prima occhiata sembrava un uomo mite e scarsamente intelligente, ma era anche una persona affabile e generosa, e la sua figura era apprezzata dal popolo. In più, fu un celebre mecenate ed era famosa la sua collezione di statue, monete e medaglie antiche custodita a Versailles. Aveva per residenza il Castello di Medoun, un magnifico esempio di barocco francese che il padre aveva acquistato per lui. Vi lavorarono Jules Hardouin Mansart, uno dei più famosi architetti di Francia, e Jean Berain, apprezzatissimo decoratore di interni, e lì, in attesa del suo turno al trono, se mai fosse arrivato, Luigi passava il tempo fra balli e feste.

Il Gran Delfino cerca moglie

La maturità pose il problema del suo fidanzamento per perpetuare la dinastia a cui apparteneva, una delle più importanti d’Europa.

Problema particolarmente impellente, dato che era figlio unico

Il Re Sole, più ansioso di contrarre alleanze politiche che sistemare adeguatamente il figlio, considerò varie opzioni, come, ad esempio Anna Maria Luisa de’ Medici, ma il padre di lei, il Granduca Cosimo III, non voleva imparentarsi ancora con i Borbone, dato che il suo stesso matrimonio con una cugina di Luigi XIV, Margherita Luisa d’Orleans, era stato un disastro su tutta la linea. Probabilmente il giovane Delfino avrebbe voluto sposare la cugina Maria Luisa d’Orleans, dato che, essendo cresciuti insieme, erano, secondo i pettegolezzi dell’epoca, amanti. Per quest’ultima, tuttavia, c’erano altri progetti: sarebbe andata a Madrid, in sposa a re Carlo II, l’ultimo Asburgo di Spagna, per consolidare l’alleanza con quel paese.

Maria Anna Vittoria di Baviera, moglie del Gran Delfino, ritratto di Jean-François de Troy, 1680 ca. (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Il Gran Delfino era destinato, fin dal 1668, a sposare la poco attraente, benché colta, Maria Anna Vittoria di Baviera, figlia del duca di Baviera, sua cugina di secondo grado e più grande di lui di un anno. Per uno strano caso del destino, Anna Maria Luisa de’ Medici sposò il fratello di Maria Anna Vittoria, Giovanni Guglielmo. Una prima cerimonia, per procura, si svolse il 28 gennaio del 1680, a Monaco di Baviera, ma i due si incontrarono per la prima volta solo 2 mesi e mezzo dopo, il 7 marzo del 1680, a Châlons-sur-Marne.
Il matrimonio diede i suoi frutti e la coppia ebbe tre figli: Luigi, Filippo e Carlo, rispettivamente nati nel 1682, nel 1683 e nel 1686.

La famiglia del Gran Delfino, in un dipinto di Mignard (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Luigi va in guerra

Gli anni fra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo furono per la Francia un periodo di grandi turbolenze e, nel 1688, la Guerra della Grande Alleanza vide protagonista anche il Gran Delfino, inviato dal padre sul fronte renano a combattere contro il Sacro Romano Impero.

Guglielmo III re d’Inghilterra, ritratto di Thomas Murray, 1691 ca. Londra, National Portrait Gallery. (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Alla fine di quell’anno, lo Statholder dei Paesi Bassi Guglielmo, marito della principessa inglese Maria, sostituì il re d’Inghilterra Giacomo II Stuart, dichiarando subito guerra alla Francia. Allo schieramento avverso alla monarchia transalpina si aggiunsero presto la Danimarca, la Svezia e i Savoia. La Francia voleva intervenire per due motivi: contenere i possedimenti degli Asburgo in Germania e ridare il trono a Giacomo II, figlio di sua zia Enrichetta Maria, spodestando l’acerrimo nemico Guglielmo d’Orange.

Giacomo II re e poi pretendente al trono d’Inghilterra, ritratto di Peter Lely, 1650 – 1675, Bolton Museum and Art Gallery, Lancashire (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Luigi XIV, al momento di congedare il figlio, gli disse queste parole poco rassicuranti: “Vi concedo l’opportunità di farvi merito; andate e mostrate a tutta l’Europa, che si noti che quando morirò sarà morto il re”. Sostanzialmente, voleva dire che dopo di lui non ci sarebbe stato un altro re francese degno di quel nome.

Luigi, Gran Delfino di Francia in armatura, ritratto di Hyacinthe Rigaud (copia da un originale di Joseph Parrocel), reggia di Versailles. (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Sotto il comando di Luigi, le truppe del Re Sole conquistarono una delle teste di ponte sul fiume Reno, presso la città di Philippsburg, poi assediata con successo. Stando alle fonti, però, il merito di quella vittoria deve essere attribuito, più che al Delfino, all’esperienza dei marescialli Durfort de Duras e Vauban, oltre che al formidabile esercito al loro comando. Luigi si limitò a visitare le truppe al suo comando durante l’assedio. Aveva dimostrato coraggio, si era certamente esposto al fuoco nemico, ma non era abbastanza.

La guerra si trascinò con alterne fortune fino al 1697, quando finì con un sostanziale pareggio. La Francia non riuscì a rimettere sul trono Giacomo II, nonostante i numerosi sforzi prodigati per battere Guglielmo d’Orange in Irlanda (da allora il movimento irlandese fedele alla Corona Inglese si chiamò, appunto, Orangismo; contrapposto al Giacobitismo, che voleva riportare gli Stuart al trono), e dovette riconsegnare le terre invase ai contendenti, restando però una potenza temibile. Il Gran Delfino tornò alla vita di sempre, alla corte francese con i suoi pettegolezzi, i suoi svaghi e i suoi giochi di potere.

Il rapporto con padre, però, era rimasto lo stesso: il re continuava a ignorare il figlio e, quando, nel 1686, si sottopose a un delicato e rischioso intervento chirurgico, non si degnò nemmeno di avvisarlo. Rimasto vedovo nel 1690, cinque anni dopo, Luigi sposò la sua storica amante Marie-Émilie de Joly Choin. Le nozze furono celebrate in tutta fretta e in segreto. Luigi XIV non approvava la scelta matrimoniale del figlio e i contrasti fra loro si acuirono a tal punto da costringere l’erede al trono a ritirarsi nel Castello di Meudon, in attesa del suo turno da regnante.

La Guerra di Successione Spagnola

Carlo II, re di Spagna, ritratto di Juan Carreño de Miranda, 1677 ca., Palazzo del Comune, Siviglia (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Il 1° novembre del 1700 ci fu un altro colpo di scena: re Carlo II di Spagna, sovrano malaticcio e sempre sull’orlo della morte, perché minato da una serie di tare genetiche (lo chiamavano Carlos el Hechizado, “Carlo lo Stregato”, credendo che i malanni che aveva derivassero da una maledizione) morì a soli 39 anni e senza discendenti. Con lui si estingueva la casa degli Asburgo di Spagna e l’erede designato nel suo testamento era Luigi XIV, il marito della sorella. Ma c’era un ostacolo: gli Asburgo di Austria vantavano dei diritti più che legittimi sul regno iberico, perché la madre di Carlo II era una figlia di Ferdinando III, Imperatore del Sacro Romano Impero. E poi il re di Spagna apparteneva pur sempre alla loro stessa famiglia, gli Asburgo, che nel Cinquecento era una dinastia sola.

Sembrava naturale che il regno di Spagna dovesse andare a loro

La mossa del re di Francia fu all’apparenza distensiva: il 6 novembre del 1700, Luigi XIV rinunciò ufficialmente alla Spagna a nome suo, del Gran Delfino e del di lui primogenito. Il Re di Spagna, quindi, sarebbe stato il secondogenito di Luigi, Filippo duca di Angiò e, nelle intenzioni del Re Sole, i due regni sarebbero rimasti distinti e separati, ma alleati.

Inutile dire che nessuno si fidò di questa prospettiva, perché il nuovo re spagnolo, appena diciassettenne, sarebbe stato senza dubbio un fantoccio nelle mani del nonno. Gli austriaci si opposero fermamente al testamento dell’ultimo re di Spagna e ribadirono di avere maggior diritti dei francesi. L’opposizione si tramutò in conflitto, trovando sponda in quelle principali potenze europee che temevano un’eventuale unione di Spagna e Francia sotto la corona di Luigi XIV; unione che avrebbe dato vita a un regno troppo forte. Oltretutto la Spagna era un bottino appetibile. Anche se nel pieno di una crisi economica era la nazione più estesa del tempo: oltre alle colonie americane, possedeva l’area dell’attuale Belgio, il Ducato di Milano e il Regno di Napoli. C’erano terre per tutti… Quindi, perché non spartirsela e battere al tempo stesso il Re Sole?

Una battaglia della Guerra di Successione Spagnola, quella di Ramillies del 23 maggio 1706, fra francesi e inglesi (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Nel marzo del 1701 iniziava così la Guerra di Successione Spagnola. Ci furono dodici anni di sanguinoso conflitto, combattuto su più fronti, che misero Francia e Spagna contro Inghilterra, Portogallo, Paesi Bassi, Savoia e Austria. La pace con i trattati di Utrecht e Rastatt fu siglata soltanto nel 1713. Per Luigi XIV fu una vera e propria batosta. L’Inghilterra incamerava i possedimenti francesi in Canada e la piazzaforte strategica di Gibilterra, da cui controllava (e controlla ancora oggi) l’omonimo stretto. La Spagna restava indipendente, mantenendo le colonie americane, ma perdeva i possedimenti italiani e olandesi in favore dell’Austria. Sul trono di Madrid, unica vittoria di Luigi XIV, sarebbe salito il già designato nipote Filippo V.

Filippo V re di Spagna, figlio del Gran Delfino, ritratto di Antonio Palomino, Salamanca (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

La fine

Ma il Gran Delfino Luigi non vide né la fine delle ostilità né il figlio ascendere al trono.  Già menomato da un colpo apoplettico nel 1701, morì di vaiolo la mattina del 14 aprile 1711, all’età di quarantanove anni.

Luigi di Francia, duca di Borgogna, figlio del Gran Delfino, ritratto di Hyacinthe Rigaud reggia di Versailles. (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

Il suo primogenito, Luigi, si ammalò di morbillo e si spense l’anno successivo, a soli 29 anni. Nel 1715, alla morte del settantaseienne Luigi XIV, che aveva regnato 72 anni e 110 giorni, la corona francese andò al nipote del Gran Delfino, il futuro Luigi XV.

Luigi XV re di Francia, ritratto di Louis-Michel van Loo, 1763, Reggia di Versailles. (Immagine di pubblico dominio via Wikipedia)

La profezia fatta alla nascita si era dunque avverata: era figlio di re e sarebbe stato nonno di un re, ma non fu mai re, anche se, forse, non ebbe mai quest’ambizione. Se potessimo parlare con l’ignoto autore della preveggenza, però, dovremmo fargli notare che fu anche padre di re, perché da lui discendono gli attuali sovrani di Spagna, ultima dinastia dei Borbone a regnare su uno stato europeo.

SITOGRAFIA

https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi,_il_Gran_Delfino
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_XIV_di_Francia
https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Anna_Vittoria_di_Baviera
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_di_Borbone-Francia_(1682-1712)
https://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_V_di_Spagna
https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_successione_spagnola
https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_XV_di_Francia
https://www.britannica.com/biography/Louis-de-France
https://www.treccani.it/enciclopedia/borbone-luigi-di-delfino-di-francia/


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