Il Giardino dei Tarocchi è un parco artistico ed esoterico, un gioiello multicolore che si trova nei pressi di Pescia Fiorentina, più precisamente a Garavicchio, in provincia di Grosseto. Il luogo è un unicum italiano, realizzato a partire dal 1979 fino al 1996 dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, scultrice, pittrice e regista. Con la creazione di questo Giardino delle meraviglie l’artista ha voluto riprodurre il sogno magico e spirituale della sua vita prendendo ispirazione dal Parc Güell di Antoni Gaudí a Barcellona e dal Parco dei Mostri di Bomarzo nei pressi di Viterbo.

In copertina due fotografie di Simone Ramella condivise con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr (link alle singole foto nelle immagini seguenti).

Le spese per la costruzione del Giardino dei Tarocchi furono di ben 10 miliardi di lire, totalmente autofinanziati dall’artista

La costruzione del Giardino dei Tarocchi ha impegnato Niki de Saint Phalle per più diciassette anni, durante i quali si è affiancata a grandi nomi dell’arte contemporanea come Pierre Marie, Alan Davie, Paul Wiedmer e al marito Jean Tinguely, solo per citarne alcuni. Il Giardino si dipana su due ettari nei quali si confonde e abbellisce il paesaggio circostante. Artisticamente è popolato da 22 statue alte sino a 15 metri, create a partire da uno “scheletro” di acciaio e cemento, rivestito poi con vetri, specchi e ceramiche colorate. Le statue sono ispirate ai principali Arcani dei Tarocchi (dai quali tutto il complesso prende il nome), cariche di significati esoterici, che accompagnano il visitatore in una specie di percorso iniziatico. Niki de Saint Phalle inoltre ha inciso, sul cemento che ricopre cammino, una serie di pensieri, citazioni, frasi di speranza e di fede, appunti, numeri e memorie che aiutano il visitatore a calarsi ulteriormente in quell’atmosfera fiabesca che avvolge tutto il parco.

Sotto, fotografia di 2beiner condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di Aaron Felmeth condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di 2beiner condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Dopo aver varcato la soglia del Giardino dei Tarocchi si raggiunge la piazza centrale. Le prime statue che si presentano sono la Papessa e il Mago. Sovrapposte l’una all’altra sono i primi arcani dei tarocchi e segnano l’inizio del percorso. La Papessa, caratterizzata da un turchese acceso, è un chiaro rimando e omaggio all’Orco del Parco dei Mostri di Bomarzo. Dalla bocca spalancata della papessa sgorga dell’acqua che si raccoglie nella vasca sottostante dove al centro, l’artista Jean Tinguely ha costruito una scultura meccanica raffigurante la Ruota della Fortuna.

Sotto e in copertina, Fotografia di Simone Ramella condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di Aaron Felmeth condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Dalla piazza centrale si diramano diverse strade ognuna delle quali porta ad un percorso diverso. Una statua carica di fascino è l’Albero della Vita. Questa è stata realizzata da Niki e da Tinguely per rappresentare un albero che al posto dei rami ha delle teste di serpente, è coloratissima e cosparsa di scritte e incisioni, in particolare nel pannello chiamato “My Love”, viene raccontata una storia autobiografica. Sempre collegata all’Albero della Vita c’è la statua dell’impiccato che invece di essere appeso dalla testa è appeso per i piedi, il che potrebbe significare “osservate la realtà delle cose in modo diverso”.

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

La statua che domina il Giardino dei Tarocchi è l’Imperatrice- Sfinge. Affacciata sulla piazza, rappresenta un corpo di donna esageratamente formosa e opulenta rivestita con ceramiche coloratissime. Quel che rende l’Imperatrice-Sfinge ancor più interessante è che al suo interno l’artista ha costruito una sorta di mini appartamento, nel quale ha abitato durante il periodo di costruzione del Giardino dei Tarocchi. La statua ospita infatti una camera da letto, un soggiorno e una cucina. Le sue pareti inoltre sono interamente ricoperte da frammenti di specchi veneziani.

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Interno della Sfinge. Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Queste sono solo alcune delle sculture che potrete vedere durante la visita all’interno del Giardino dei Tarocchi. Un Giardino dove uomo e natura s’incontrano e che rappresenta uno dei luoghi più magici d’Italia. Una citazione dell’autrice è necessaria per descriverlo in modo “artistico”:

Questo giardino è stato fatto con difficoltà, con amore, con folle entusiasmo, con ossessione e, più di ogni altra cosa, con la fede. Niente e nessuno avrebbe potuto fermarmi. Come in tutte le fiabe, lungo il cammino alla ricerca del tesoro mi sono imbattuta in draghi, streghe, maghi e nell’Angelo della Temperanza

Niki de Saint Phalle

Di seguito, una galleria di fotografie con alcune delle statue del Giardino dei Tarocchi. Per organizzare una visita partendo dal sito ufficiale del parco.

Sotto, fotografia di Matteo Nobile condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di 2beiner condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

 

Sotto, fotografia di 2beiner condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di g.sighele condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di 2beiner condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di Simone Ramella condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di g.sighele condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, la Luna. Fotografia di Simone Ramella condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, fotografia di daghinho condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Sotto, il Diavolo. Fotografia di Nacho Photos condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0 via Flickr:

Caterina Licini
Caterina Licini

Mi chiamo Caterina Licini, sono di Padova ed ero una ballerina classica professionista. Dopo anni di lavoro nel mondo dello spettacolo ho ricominciato a studiare laureandomi in comunicazione con specializzazione in copywriting allo IED di Milano. Sono appassionata di moto, auto e amo l’inverno. Provo una certa antipatia per gli unicorni, i fenicotteri e tutto ciò che rimanda al mondo dei cuoricini e dei marshmallow e sono affascinata da miti, leggende, occultismo ed esoterismo. Adoro l’arte ma quella contemporanea non la capisco. Concludo dicendo che preferisco fare più cose contemporaneamente. Il famoso “dolce far niente” per me non affatto dolce.