Un giovane ragazzo (poco più che un bambino) visibilmente terrorizzato e con le mani alzate al centro dell’immagine sottostante e in copertina fu solo uno del quasi mezzo milione di persone di fede ebraica che venne catturato nel ghetto di Varsavia, una prigione a cielo aperto trasformata dai nazisti in un luogo di fame, terrore e morte. A partire dal luglio del ’42 i Nazisti iniziarono a spedire circa 5.000 abitanti del Ghetto al giorno nei campi di concentramento. La popolazione, fra il 1940 e il 1942, passò da circa 380.000 persone a 50/60 mila. Di loro rimangono alcune fotografie, visibili nella galleria 28 Drammatiche Fotografie del Ghetto di Varsavia.

Gli ebrei rimasti compresero il proprio tragico destino, e formarono dei gruppi di resistenza. Il loro giovane leader, Mordecai Anielewicz, scrisse: “Abbiamo visto noi stessi il tragico destino degli ebrei. La nostra ora giunge senza alcun segno di speranza o soccorso”. Quell’ora era il 19 Aprile del ’43, quando le truppe naziste arrivarono a prendere il resto degli ebrei del ghetto di Varsavia. La scintilla per le ultime 50 mila deportazioni fu una rivolta da parte del movimento guidato da Anielewicz, l'”Organizzazione ebraica di combattimento”, che, il 19 aprile del ’43, fermò alle porte del ghetto circa 2.000 soldati Nazisti.

I partigiani scarsamente armati tentarono di resistere, ma furono ovviamente sconfitti dai carri armati e dai lanciafiamme tedeschi. Quando la rivolta si concluse, il 16 Maggio, i 56.000 sopravvissuti vennero uccisi sommariamente o spediti nei campi di concentramento. Il Maggiore Jürgen Stroop, delle SS, fu così orgoglioso del proprio lavoro di sgombero del ghetto che realizzò il rapporto Stroop, dal titolo: “Il ghetto di Varsavia non esiste più“, un album rilegato in pelle di 75 pagine di idiozie vanagloriose, registri di uccisioni contro persone indifese o semi-indifese e 49 fotografie strazianti come quelle di copertina.

Il rapporto fu anche causa della sua rovina, dopo essergli stata di aiuto nella promozione a Comandante delle SS e della polizia in Grecia, perché utilizzata nei processi di Norimberga per i crimini nazisti. Stroop venne impiccato nei pressi del Ghetto da lui stesso distrutto il 6 Marzo del 1952.

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Rapporto Jürgen Stroop#1:

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Sotto, l’immagine di copertina come nel Rapporto Stroop:

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Sotto, Jurgen Stroop:

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...