Il futuro immaginario nel Giappone del XX secolo: robot, viaggi spaziali e guerre sottomarine

Immaginate un mondo in cui i robot allevano bambini ed adolescenti, o dove incredibili guerre sono combattute sott’acqua, contro gigantesche stelle marine. Un tocco di nostalgia, un tocco di Giulio Verne e tonalità di colore super sature contraddistinguono le immagini retro-futuriste di moltissimi illustratori giapponesi. Nel secolo scorso, principalmente negli anni compresi tra il 1930 e il 1960, molti scrittori, registi ed artisti hanno rappresentato, con parole ed immagini, un futuro immaginario.

Nel secondo dopoguerra un ottimismo collettivo, generato dal boom economico, pervadeva Europa e Stati Uniti, ma non il Giappone, che era attraversato da profondi cambiamenti sociali e culturali. Le illustrazioni di questa serie, pubblicate in riviste dell’epoca, rivelano la visione che i giapponesi di allora avevano del futuro, fantasiosa ma un po’ preoccupante. Nessuna di queste raffigurazioni si è tramutata in realtà, e non si può fare a meno di sorridere per le improbabili innovazioni tecnologiche, mai realizzate.

Il retro-futurismo giapponese 09Treni con propulsione ad elica (1936). Si possono forse considerare i precursori dell’Alta Velocità.

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Aereo a razzo (1964): aerei a razzo-propulsione e senza ali, viaggiano attraverso una sorta di tunnel aperto.

Il retro-futurismo giapponese 06Dischi volanti esplorano l’Artico (1957)

Il retro-futurismo giapponese 05Da nave in fiamme escono sommergibili di salvataggio (1936).

Il retro-futurismo giapponese 13Queste immagini sono basate su una concept car di un inventore tedesco (1936).

Il retro-futurismo giapponese 15Il temibile carro armato appare tanto potente quanto complesso. Nella parte anteriore sembra esserci un’arma laser (data sconosciuta).

Il retro-futurismo giapponese 08Camion-dinosauro: trasporta merci e persone senza ostacolare il traffico cittadino (1949).

Il retro-futurismo giapponese 12L’immagine, del 1969, potrebbe essere stata di ispirazione a Roger Waters per l’album dei Pink Floyd The Wall . Probabilmente nessuno, tranne l’artista che lo ha eseguito, sa dare una spiegazione sul significato del disegno.

Il retro-futurismo giapponese 14Battaglia con armi al laser tra umani e una gigantesca stella marina (data sconosciuta).

Il retro-futurismo giapponese 11Per molti decenni, nell’immaginario mondo del futuro, si intraprendevano molti viaggi nello spazio. Queste raffigurazioni sembrano mostrare dei portali, utilizzati per missioni nello spazio profondo, con possibili invasioni di altri pianeti (anno sconosciuto).

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Anche se le armi usate in questa battaglia sembrano molto avanzate, l’edificio e gli esseri umani sembrano appartenere ad una civiltà perduta (anno sconosciuto).

Il retro-futurismo giapponese 04Forse l’immagine più inquietante di tutte è questa rappresentazione di un robot ‘tata’. Un automa multi-braccia si prende cura dei bambini, dai neonati agli adolescenti, consentendo ai genitori del futuro di impegnarsi in altre attività “produttive”. E’ difficile immaginare un’epoca in cui i genitori potevano pensare di lasciare i loro figli alle cure di una macchina, anche se per certi versi il concetto può essere più realistico di quanto pensiamo. (Data sconosciuta)

Il retro-futurismo giapponese 16Un sottomarino robotizzato soccorre un sommergibile in difficoltà (1969).

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“L’ascesa della Scuola computerizzata”, illustrazione di Shigeru Komatsuzaki del 1969,  per la  rivista Shōnen Sunday. L’aula del futuro, in cui tutti gli studenti hanno le loro postazioni computer, e l’insegnante è una immagine proiettata, è dotata di Robot controllori, che si aggirano nella classe per mantenere la disciplina.

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Robot che costruiscono altri robot (1969).

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.