Il festival di luci più grande del mondo: Vivid Sydney Festival

Tra i festival più famosi a livello mondiale sta sempre più prendendo piede il Vivid Sydney Festival, un appuntamento annuale che si svolge a Sidney, attraendo visitatori da tutta l’Australia e dalla regione pacifica e sud-est asiatica, che trasforma la città in un palcoscenico di performance artistiche e in un centro di ispirazione creativa su larga scala fornendo un innovativo intrattenimento dal vivo.

E’ un evento unico nel suo genere, il più brillante di tutti i festival conosciuti visto che si tratta principalmente di una festa di luci, riflessi e scintillii sfavillanti che riempiono l’atmosfera di colore a cominciare dall’imbrunire. Numerose sono le gallerie all’aperto di installazioni luminose, di proiezioni di immagini e di giochi d’acqua, accompagnate da programmi di musica all’avanguardia e da alcuni dei più importanti forum creativi del mondo, dove è possibile approfondire l’arte audiovisiva, ma non solo quella, e partecipare ai dibattiti incontrando i maggiori esponenti di questo campo a livello mondiale.

I creativi del mondo – dagli esperti del settore, agli aspiranti professionisti, ai semplici curiosi – sono così invitati a Sydney ogni anno per assistere alla trasformazione della città in una tela mozzafiato di espressione creativa, in un paese delle meraviglie.

Per 18 giorni consecutivi tra fine maggio e inizio giugno (quest’anno dal 23 maggio fino al 9 giugno) è possibile assistere a più di 200 eventi, incluse circa 50 installazioni luminose gratuite, in tutta la città. Uno spettacolo a cielo aperto che vede la metropoli, soprattutto i suoi edifici simbolo e le attrazioni principali del Central Business District (CBD), o più semplicemente The City, illuminati con uno spettacolo abbagliante di luci colorate. L’Opera House è il cuore della manifestazione, le immagini delle sue inconfondibili vele illuminate sono, a ogni edizione, trasmesse a milioni di persone in tutto il mondo. Nel celebre teatro oltre a mostre e dibattiti, si esibiscono anche musicisti australiani e internazionali nello show Vivid LIVE, un programma di concerti solitamente diretto da un artista internazionale e di grande fama: tra i direttori creativi del Vivid LIVE che si sono alternati figurano artisti avant-garde come Laurie Anderson e Lou Reed. Altri eventi si svolgono anche a The Rocks, Macquarie Street, Hyde Park e Darling Harbour.

La particolare pianta su cui si sviluppa il centro di Sydney che si snoda su un labirinto di insenature e baie intervallate da canali, fa sì che i monumenti e i palazzi illuminati siano visibili a distanza e che si formi uno spettacolare girotondo di luci che si riflettono in ogni dove, dall’Opera House, all’Harbour Bridge, al Museo di Arte Contemporanea.

Quest’anno il festival è arrivato alla sua sesta edizione con migliaia di visitatori: per rendere l’idea della risonanza e del successo dell’evento basti pensare che dalla prima edizione del 2009 in cui già si erano contati 200000 visitatori, lo scorso anno se ne sono stimati circa 800000 e per questo motivo il festival è stato allargato a nuove aree della città, come ad esempio al Darling Harbour dove va in scena dall’anno scorso il Vivid Aquatique al Water Theatre, uno spettacolo di spruzzi d’acqua e giochi di luci a tempo di musica sull’acqua. Sono numeri da primato, al pari di altre manifestazioni simili a livello mondiale: sportive, come l’Olimpiadi estive che all’ultima edizione hanno totalizzato 1.2 milioni di visitatori; artistiche, come la Biennale di Venezia che negli ultimi anni ha quasi raggiunto 500000 visitatori spalmati però in più mesi di esibizione; e di costume, come il Carnevale di Rio de Janeiro che richiama 500000 visitatori stranieri, senza contare i brasiliani.

La fortuna del festival è anche da attribuirsi al periodo congeniale in cui si svolge per il clima piacevole nel periodo di passaggio dall’estate all’autunno che già di per sé attira turisti da tutto il mondo e per l’aria limpida e cristallina che caratterizza le miti serate autunnali favorendo la visibilità nitida delle luci notturne. La manifestazione in questo periodo, unendosi alle bellezze già esistenti della città, crea un evento davvero magico ed imperdibile.

La Opera House presenta una serie di video tridimensionali proiettati sulle sue vele, accompagnati da musica, forniti da una sessantina di produzioni diverse; tra queste aziende di video design negli anni ha partecipato anche la Spinifex Group, azienda che lavorò alla cerimonia d’apertura dei giochi olimpici estivi di Londra del 2012. Le tematiche sviluppate quest’anno sono state il progresso e l’evoluzione: le immagini trasportavano lo spettatore in un viaggio nel tempo dalla nascita della civiltà e dell’architettura fino alle ultime invenzioni tecnologiche e scoperte scientifiche.

All’interno dell’Opera House si svolge il Vivid LIVE, un programma di performance esclusive che quest’anno ha visto ospitare sul palcoscenico, tra i tanti, il gruppo indie-rock statunitense The Pixies, la leggenda della disco music elettronica Giorgio Moroder e l’Orchestra da Camera Australiana che, in collaborazione con gli artisti electro-pop The Presets, hanno incantato il pubblico per più di due ore con 230 canzoni attraversando secoli di storia della musica.

Di fronte al canale a lato del teatro, il quartiere Circular Quay, caratterizzato da lunghe aree pedonali, parchi e ristoranti, la Customs House presenta l’installazione “Play Me”: una serie di motivi proiettati sulla facciata frontale del palazzo in pietra arenaria che possono cambiare in tempo reale in reazione al suono di “strumenti” suonati dai visitatori. Il progetto, ideato e realizzato dal gruppo Danny Rose, utilizza una tecnologia d’avanguardia: l’improvvisato musicista prima sceglie la “scultura” musicale che vuole suonare da un touch screen e in seguito si posiziona su una piattaforma dove idealmente inizia a “giocare” con lo “strumento” scelto, mentre i movimenti delle sue mani vengono captati da sensori e riprodotti in variazioni della musica e delle immagini proiettate.

Sempre al Circular Quay, a meno di un chilometro dall’Opera House, il Museo di Arte Contemporanea (MCA) in pietra arenaria viene illuminato da una successione di immagini astratte, disegni isometrici, motivi old-school, quest’anno sviluppati dall’artista Jess Johnson. La sua successione di proiezioni, intitolata Gamma World, è della durata di 8 minuti e si ripete in loop per tutta la serata. Di giorno è possibile visitare il museo che contiene sui suoi due piani mostre che quest’anno toccano i regni della fantasia e del surreale (l’anno scorso della cosmologia e della fantascienza con grande successo), attingendo soprattutto agli elementi aria e acqua. Al suo esterno i visitatori possono sedersi o passeggiare fino all’Harbour Bridge sempre godendo delle luci del festival in tutta la zona.

A est rispetto al Circular Quay, nel quartiere chiamato Walsh Bay, ci si può intrattenere con l’installazione Cellular Tessellation, un impianto architettonico interattivo che trasforma la vostra esperienza urbana di pedone rispondendo ai vostri movimenti, creando uno spazio sempre mutevole grazie ai particolari giochi di luce. L’impatto è sia spaziale che estetico: l’architettura si sviluppa su un percorso che comprende anche gallerie e si può essere ‘dentro’ lo spazio del padiglione, così come si può anche sperimentare il progetto visivo dall’esterno. Mentre ci si sposta attraverso e intorno alla struttura, è possibile “manipolare” gli effetti di luce: l’opera d’arte ‘legge’ la vicinanza alle pareti e il numero di abitanti all’interno, e alimenta questa informazione allo spettatore regolando l’emissione di luce dei tasselli in base alla distanza da esso; interagendo allungando ad esempio un braccio a un tassello, questo cambierà l’intensità e il colore delle luminarie. Inoltre, più la struttura è affollata al suo interno e più si anima. Il progetto è ideato e sviluppato dallo studio di architettura e laboratorio di ricerca di Chris Knapp, Jonathan Nelson e Michael Parsons.

Nello stesso quartiere è possibile anche passeggiare per le vie attraversando sottopassaggi ricoperti da proiezioni floreali.

A meno di un chilometro a sud dal Museo di Arte Contemporanea, una delle nuove zone allestite per contenere le attrazioni del Vivid quest’anno è Martin Place, ancora compresa nel CBD.

L’installazione “e/MERGEnce” è una scultura alta 1.6 m a forma di testa sulla quale una webcam può mappare e proiettare il viso del pubblico attorno.

Sempre a Martin Place si può osservare “The Urban Tree Project” dove il grattacielo MLC è stato trasformato in un albero vivente.

Andando più verso sud, un’altra zona della città particolarmente coinvolgente è il quartiere Darling Harbour che ospita il Vivid Aquatique: uno spettacolo acquatico di fontane fluo alte anche più di 20 metri che si stagliano sull’acqua, seguendo il ritmo della musica in sottofondo, sulle quali vengono anche proiettate immagini ad effetto. Il primo Vivid Aquatique si è tenuto l’anno scorso ed era dedicato alle fontane di Versailles, quest’anno invece, tra i vari effetti scenografici, si è studiata una combinazione per riprodurre l’immagine di una ballerina impegnata nella rappresentazione del Lago dei Cigni. Lo show si tiene al Water Theatre, un’arena che dà direttamente sull’acqua, che durante lo spettacolo funge da specchio creando dei riflessi veramente suggestivi.

Sempre al quartiere Darling Harbour, il tetto del Museo Marittimo Nazionale Australiano di notte si illumina in una celebrazione del mondo sottomarino. Durante le ore diurne è possibile visitare all’interno due mostre ispirate al mondo subacqueo e alla vita marina, in particolare alla maestosa creatura degli abissi, la balena. Nella mostre sono inserite anche delle incredibili fotografie a grandezza naturale di balene immortalate dallo statunitense Bryant Green – l’unico fotografo al mondo che produce tale lavoro.

Ancora più a sud, il Modulations Carriageworks ha aderito al programma Vivid per la prima volta quest’anno con una festa di tre giorni di spettacoli musicali alternati a mostre d’arte, a sfilate di moda e a conferenze di approfondimento con interventi di professionisti del settore musicale. Tra esibizioni dal vivo di dj e band emergenti, si è esibito anche il duo inglese elettro-pop Pet Shop Boys nell’unica performance australiana del loro tour mondiale.

Spostandosi invece attraverso l’Harbour Bridge sul canale di fronte all’Opera House, lasciandosi alle spalle il CBD, si arriva alle installazioni statiche dell’artista Amanda Parer che consistono in enormi conigli bianchi gonfiabili di 7 m illuminati dall’interno. I conigli si trovano esattamente dove i primi conigli sbarcarono in Australia nel 1788, per sensibilizzare sui danni che la loro proliferazione ha causato sull’ecosistema, essendo degli animali parassiti per quelle zone ed essendo il loro numero ormai fuori controllo.

Nella stessa zona del porto il Luna Park si accende di luce e colori e sul canale anche i traghetti e le navi da crociera si rivestono di lampadine, neon e luci a led multicolori. Inoltre, anche l’illuminazione dell’Harbour Bridge può essere controllata dai visitatori per mezzo di un dispositivo simile a quello utilizzato nel Play Me.

Durante l’ultimo fine settimana del Vivid inizia, infine, il Sydney Film Festival, uno dei più longevi festival cinematografici di tutto il mondo. L’evento, che si protenderà per 12 giorni, proietterà 190 lungometraggi, documentari, cortometraggi, restauri e animazioni provenienti da oltre 50 paesi in tutto il mondo, inclusa l’Australia, in varie sedi in tutta la città, anche all’aperto e in alcuni casi gratuitamente.

Non dimenticate, per una fantastica vista panoramica della città dall’alto, di salire fino al 36esimo piano dell’hotel Shangri-La al Blu Bar, un must di Sydney.

La Mappa del festival

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.