Birka, sull’isola lacustre di Björkö, è probabilmente il più antico insediamento vichingo della Svezia, risalente all’VIII secolo. Era un importante porto, dove gli scambi commerciali con tutta la Scandinavia e con il mondo orientale rappresentavano la principale attività economica, ma incidevano anche nel tessuto sociale: Birka era un luogo che oggi definiremmo multietnico, circostanza confermata dal ritrovamento dell’unico manufatto islamico in Nord-Europa: l’Anello di Birka.

Poi, attorno al X secolo, la città improvvisamente scomparve, tanto che si perse, nel corso dei secoli, anche la memoria di dove fosse situata. Rimase nascosta sino al XIX secolo, quanto un entomologo, Hjalmar Stolpe, arrivò a  Björkö per studiare dei fossili di insetti. La grande quantità di ambra trovata sull’isola fece capire allo studioso che il luogo anticamente dovesse essere un frequentato snodo commerciale. Gli scavi archeologici che seguirono, molti dei quali condotti dallo stesso Stolpe, portarono alla luce, tra l’altro, circa 3.000 sepolture, una delle quali di particolare importanza perché si trattava evidentemente della tomba di un importante guerriero.

Così appariva la tomba del guerriero. L’illustrazione di Eval Hansen si basa sui resoconti originali di Hjalmar Stope, che condusse gli scavi.

Fonte immagine: Stockholms Universitet condivisa con licenza Creative Commons.

A fianco dello scheletro del defunto furono ritrovati una spada, un’ascia, una lancia, una freccia, un coltello e uno scudo. Insieme al guerriero si trovavano anche le ossa di due cavalli (una cavalla e uno stallone). Ancora più significativa la presenza di un gioco da tavolo di strategia bellica, come ad indicare la competenza del morto in quel campo.

Il disegno è una ricostruzione di come potesse essere originariamente la tomba:

Fonte immagine: Stockholms Universitet / Illustrazione Porhallur Prainsson (@Neil Price) condivisa con licenza Creative Commons.

Gli archeologi dell’epoca diedero per scontato che si trattasse della tomba di un uomo, perché mai nessuno aveva preso in considerazione l’idea che esistessero donne vichinghe guerriere, se non le mitologiche valchirie, che non erano comunque delle combattenti, ma avevano la facoltà di decidere sulla vita o la morte dei guerrieri durante le battaglie.

Uno studio recente ha ribaltato completamente questa convinzione: in un articolo pubblicato nell’American Journal of Physical Anthropology, viene spiegato che lo scheletro trovato nella tomba è in realtà appartenente ad una donna. Già un’indagine compiuta negli anni ’70 aveva identificato i resti come appartenenti ad un individuo di sesso femminile, ma nessuno studioso volle tenerla in considerazione, perché mai in precedenza storici e archeologi si erano imbattuti in una guerriera vichinga.

Hervor, la mitica donna guerriera del ciclo della Spada Magica Tyrfing:

Fonte immagine: Wikipedia / pubblico dominio

La dottoressa Anna Kjellström, osteologa dell’Università di Stoccolma, ha cominciato a nutrire delle forti perplessità sull’attribuzione del sesso dello scheletro già dall’esame visivo: gli zigomi larghi e sottili, e le ossa del bacino, sembravano indicare che fosse quello di una donna. L’esame del Dna ha poi tolto ogni dubbio: non è stato trovato nessun cromosoma Y.

L’importante guerriero di Birka era certamente una donna

Una foto delle tombe vichinghe a Birka – Anno 1925

Fonte immagine: Wikimedia Commons / Pubblico dominio

La scoperta non è poi così sorprendente. Come riportano nel loro articolo gli studiosi, ci sono fonti scritte che parlano di donne guerriere vichinghe, che tuttavia “sono state generalmente ritenute fenomeni mitologici”, quasi delle curiosità sui Vichinghi, da tutti gli storici. Quando in altre tombe femminili erano state rinvenute delle armi, gli archeologi hanno sempre attribuito la loro presenza ad un significato simbolico, che magari “rifletteva lo status o il ruolo della famiglia piuttosto che dell’individuo”.

Agli studiosi dei decenni passati non sorse però nessun dubbio quando le armi erano poste dentro tombe maschili: si trattava chiaramente di guerrieri. La tomba di Birka dimostra che, seppur come minoranza, anche le donne vichinghe erano delle abili guerriere, e che godevano certamente del rispetto dei loro contemporanei.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.