Il Drammatico Enigma dei Sodder: che fine fecero i 5 Bambini?

Il 24 Dicembre del 1945 i Sodder stavano passando una tranquilla serata in famiglia. La madre andò a letto, lasciando giocare cinque dei dieci figli (uno era impegnato con il servizio militare) nel salotto, con la promessa di mettere tutto in ordine al termine della serata. La donna ricevette una telefonata agghiacciante verso la mezzanotte, durante la quale qualcuno cercava un uomo dal nome incomprensibile.

La conversazione si interruppe bruscamente con una risata stridula, sinistro presagio dei fatti che accaddero in seguito

Jennie, la madre, si svegliò poco prima della mezzanotte, e notò che stranamente i bambini non avevano spento la luce né chiuso le imposte, ma non fece caso alla circostanza. Chiuse le finestre e le tende, spense la luce e notò Jennie, di 8 anni, che dormiva su un sofà della cucina, e tornò a letto. All’una di notte un frastuono dal tetto, simile a un botto, svegliò la donna, ma visto che poi non accadde nulla la signora tornò a dormire. Verso l’una e mezza di notte un incendio divampò all’interno della casa, e i due genitori con quattro dei loro figli riuscirono a uscire dall’edificio in fiamme.

George Sodder insieme ai figli più grandi, John e George Jr, si arrampicarono sulla casa nel tentativo di trarre in salvo i fratelli rimasti bloccati all’interno. Il padre riuscì a rompere il vetro di un lucernario, ferendosi gravemente, ma dall’interno dell’edificio non vi fu risposta. Le figlie e la madre tentarono prima di usare il telefono per contattare i pompieri, senza successo, e poi corsero dai vicini, ma ogni tentativo andò a vuoto.

Marion, Sylvia, John e George Jr erano in salvo, mentre per Martha (12 anni), Jennie (8 anni), Betty (5 anni), Louis (9 anni) e Maurice (14 anni) non ci fu nulla da fare.

George Sodder tentò anche di prendere una scala per andare a salvare i cinque figli, ma non la trovò nel suo posto usuale.

Qualcuno l’aveva rimossa

Il primo piano dell’edificio era ormai completamente inaccessibile a causa delle fiamme, e i due genitori, in compagnia di quattro dei loro figli, non poterono che osservare le fiamme che distruggevano l’edificio e bruciavano i cinque piccoli fratelli rimasti intrappolati all’interno.

Oppure no?

Il mattino seguente i pompieri cercarono all’interno della casa distrutta, per dare degna sepoltura ai piccoli innocenti. Con enorme sorpresa dei genitori non venne trovato alcun cadavere nell’abitazione, nemmeno resti di ossa o qualsiasi altra cosa che facesse pensare che, al momento dell’incendio, qualcuno si trovasse all’interno dell’edificio.

La mancanza dei resti dei bambini diede il via alle indagini, che accertarono diversi fatti che fecero pensare a un rapimento.

  • Il filo del telefono dell’abitazione risultò tranciato a 60 metri dalla casa
  • La scala che cercava George Sodder venne trovata sul declivio di una strada, a grande distanza dall’abitazione
  • Il cortocircuito elettrico, causa presunta dell’incendio, non spense le luci di Natale dell’abitazione
  • Le autorità certificarono l’assenza dei resti dei cadaveri

Nonostante queste circostanze suggerissero la dolosità dell’incendio e il rapimento dei bambini, le indagini vennero ufficialmente chiuse e i cinque piccoli Sodder dichiarati morti il 30 Dicembre del 1945.

Il coroner locale convocò un’inchiesta che alla fine attribuì a “cavi difettosi” la causa dell’incendio

Il caso fu archiviato. Curiosamente, fra i giurati che definirono le conclusioni, uno aveva recentemente minacciato George Sodder per le sue dichiarazioni antifasciste, specificamente “Anti-Mussoliniane”, promettendogli che la sua casa sarebbe stata bruciata e i suoi figli “distrutti” come punizione.

I genitori non si diedero pace per tutta la loro vita. La famiglia ingaggiò un detective privato, C.C. Tinsley, per indagare sulla sparizione dei figli, ma questi morì in seguito in circostanze misteriose. George Sodder non si diede mai per vinto, tentando in ogni modo di scoprire il destino dei propri figli. Giunse a contattare il direttore dell’FBI, J. Edgar Hoover, che gli rispose che si sarebbe occupato del caso soltanto se le autorità locali avessero richiesto l’intervento federale, ma sia la Polizia sia i Vigili del Fuoco rifiutarono di farlo. Il sito della casa venne scavato più volte alla ricerca di tracce umane, ma sempre senza successo. Vennero trovate alcune vertebre, ma un professore dello Smithsonian certificò che appartenevano ad un individuo di almeno 16/17 anni, troppo grande anche per Maurice, che raggiungeva a malapena i 14 anni.

22 anni dopo l’incidente, nel 1967, i Sodder ricevettero una fotografia per posta, senza l’indirizzo del mittente, con una foto di un ragazzo, presunto Louis, che era incredibilmente somigliante a quella del figlio omonimo.

Sul retro della fotografia c’era scritto:

Louis Sodder
I love brother Frankie
Ilil boys
A90132 or 35

Una teoria, ritenuta più probabile sia dai figli sopravvissuti sia da chi si interessò al caso, vuole i bambini rapiti da un’organizzazione di stampo mafioso collegata con la Sicilia (il CAP della fotografia di Louis era 90132 – Palermo), ipotesi corroborata dal fatto che i Sodder stessi fossero di origine italiana (il cognome originario era Soddu). Il rapimento fu forse a scopo estorsivo, ma qualcosa andò storto e nessuno chiese mai un riscatto.

I coniugi Sodder e i loro figli non si diedero mai pace, ma a nulla servì il loro tormento, dato che i bambini non furono mai ritrovati. Gli adulti morirono senza mai sapere cosa accadde ai ragazzi, George Sodder nel 1969 e Jennie nel 1989. Il caso rimane uno dei misteri irrisolti più inquietanti e famosi al mondo.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...