Il Dodecaedro Romano: un oggetto misterioso rinvenuto lungo tutto il Territorio dell’Impero

Il dodecaedro romano è un oggetto in pietra o in bronzo che è stato ritrovato in diverse zone corrispondenti ai confini dell’Impero Romano. Risale a un periodo che va dal II al III secolo dopo Cristo, ed è un piccolo manufatto che rappresenta un mistero per tutti gli storici e gli archeologi, che non sono ancora riusciti a spiegare la sua funzione.

L’ultima notizia in ordine di tempo è datata estatte 2023: nelle campagne del Lincolnshire, in Inghilterra, un gruppo di archeologi dilettanti ha rinvenuto un dodecaedro perfettamente conservato. Autori della scoperta sono gli appassionati del Norton Disney History and Archaeology Group, in un terreno situato a circa 50 km a sud-est di Sheffield. La sorpresa è arrivata la scorsa estate, nel penultimo giorno di lavori, quando in una delle trincee esplorate dagli studiosi è emerso il dodecaedro, che è finito esposto al Newark Museum.

Dalle analisi è emerso che il dodecaedro è stato realizzato utilizzando diversi metalli, con una composizione di circa il 75% di rame, il 7% di stagno e il restante 18% di piombo. Ciò che lo rende particolare è il suo straordinario stato di conservazione, un caso unico quando si tratta di dodecaedri, che spesso sono ridotti in frammenti.

Il dodecadro è una figura assai complessa, fatta di dodici facce pentagonali. Il manufatto aveva delle piccole sfere sui vertici che hanno una funzione sconosciuta. Gli oggetti rinvenuti hanno dimensioni che vanno da 4 agli 11 centimetri, quindi molto simili e regolari nella loro produzione, e sono stati trovati dall’Olanda al Belgio, dalla Francia alla Germania, dalla Svizzera all’Austria, e in genere nella parte più settentrionale dell’allora immenso Impero Romano. In totale sono 117 i dodecaedri che sono giunti sino ai giorni nostri, alcuni di pregevolissima fattura mentre altri meno rifiniti.

Nonostante sembri incredibile, non esistono fonti letterarie che menzionino il dodecaedro e lo scopo della sua costruzione. La circostanza è curiosa, perché quello che potremmo definire un “gadget” universalmente conosciuto non viene descritto in nessun testo dell’epoca.

Le ipotesi

Le ipotesi riguardo il suo utilizzo sono diverse, e vedono il dodecaedro utilizzato come:

  • Un oggetto per tessere, in cui le piccole sfere costituivano degli appigli per il filo
  • Un oggetto di culto, in cui i fori consentivano di ospitare delle statuine votive
  • Una figura che consentisse di determinare gli equinozi di primavera e autunno, in base ai quali i contadini determinavano il periodo migliore per la semina
  • Il dodecaedro poteva inoltre essere un oggetto di misurazione ingegneristica, ad esempio per determinare la corretta sezione dei tubi dell’acqua
  • Un particolare dado a 12 facce
  • Uno strumento di misurazione per il campo di battaglia

La teoria più antica è che si tratti di un manufatto per qualche tipo di cerimonia religiosa, teoria supportata dai ritrovamenti archeologici, che vedono la maggior parte dei dodecaedri rinvenuti in siti gallo-romani, in particolare anche all’interno della tomba di una donna. Alcuni dodecaedri in oro sono stati scoperti anche in tesori del sud-est asiatico, confermando l’ipotesi che, in antichità, questa forma era associata ad un oggetto prezioso.

Altri studiosi ipotizzano che i dodecaedri possano risalire a culture antecedenti a quella romana, e che la datazione al tempo degli Imperatori sia solo da attribuire ai siti di ritrovamento.

L’ultima ipotesi, datata 2015, è stata fatta dalla ricercatrice Amelia Carolina Sparavigna, del Politecnico di Torino, che ha spiegato come il dodecaedro potrebbe esser stato un oggetto per misurare le distanze, precisamente un telemetro, utilizzato sui campi di battaglia.

Per misurare la distanza sarebbe stato sufficiente posizionare l’occhio di fronte a una coppia di fori e conoscere la dimensione di un determinato oggetto, ad esempio le insegne di una legione. Grazie all’allineamento dei fori si sarebbe potuto determinare, con un buon grado di approssimazione, la distanza dell’oggetto.

Nonostante la bontà delle ipotesi, però, queste rimangono solo supposizioni, e finché non si troverà un documento scritto che illustri la funzione dei dodecaedri non si sarà, probabilmente, in grado di determinare con certezza il suo utilizzo.

Per comprendere bene il funzionamento del Dodecaedro come telemetro è possibile consultare l’articolo: “Un dodecaedro romano come strumento per misurar distanze”, articolo di Amelia Carolina Sparavigna pubblicato su Researchgate.


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