Tutte le persone al mondo che hanno ricevuto una formazione scolastica conoscono probabilmente il Diario di Anna Frank. Questo storico libro rappresenta la tragica voce di una ragazza tedesca, di origini ebree che, insieme alla sua famiglia, fu deportata in un campo di concentramento nazista, dopo aver trascorso due anni nascosta in un “Alloggio Segreto” in Olanda.

L’internamento nel lager fu fatale per Anna, come per altri milioni di persone, colpevoli soltanto di essere ebrei. Ma c’è un altro diario, meno conosciuto, scritto durante l’assedio tedesco in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche se non è così dettagliato come quello di Anna Frank, il diario di Tanya Savicheva non è meno potente nella sua vivida descrizione dei fatti.

Esso serve a ricordare la disperazione provata dai civili nelle zone assediate durante l’operazione barbarossa, l’invasione della Russia da parte dei tedeschi

L’8 settembre 1941, l’esercito tedesco assediò la città sovietica di San Pietroburgo, in quello che presto sarebbe stato chiamato l’assedio di Leningrado. I tedeschi rimasero fino al 1944, costringendo gli abitanti in una condizione di schiavitù.

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Tanya Savicheva aveva appena 11 anni quando i tedeschi assediarono Leningrado.

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Le condizioni di vita degli abitanti di Leningrado erano drammatiche. La sorella di Tanya, Zhenya, fu la prima della famiglia Savicheva a morire. Dopo aver lavorato per due turni ogni giorno in una fabbrica di mine, Zhenya fu costretta a donare il sangue. Il suo corpo indebolito non fu in grado di sopportare tanta fatica, e presto perì.

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Tanya teneva un proprio diario personale, che però bruciò per poter accendere il fuoco durante l’inverno. Tuttavia, si rifiutò di bruciare il diario della sorella Zhenya, dove successivamente registrò la morte dei membri della sua famiglia, tutti deceduti nel giro di sei mesi.

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I resti del diario forniscono un resoconto agghiacciante e cupo di quello che Tanya sperimentò durante la guerra. E’ difficile immaginare la sofferenza patita da questa bambina, ma la sua voce solitaria dà un esempio spaventosamente breve di ciò a cui ha assistito:

  1. Zhenya è morta il 28 dicembre 1941 alle 12.30
  2. La nonna è morta il 25 gennaio 1942 alle 15
  3. Leka è morto il 17 marzo 1942 alle 5
  4. Zio Vasya è morto il 13 aprile 1942 alle 2
  5. Zio Lesha è morto il 10 maggio 1942 alle 16
  6. La mamma è morta il 13 maggio 1942 alle 7.30
  7. I Savichev sono morti
  8. Tutti sono morti
  9. Tanya è rimasta sola

Tutta la famiglia di Tanya morì a causa delle condizioni terribili che i russi furono costretti a subire durante l’assedio di Leningrado. Circa 1.042.000 civili morirono nel corso di questi tre anni.

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Tanya fu salvata nel 1942, e trasferita in un orfanotrofio nel villaggio di Krasny Bor, insieme ad altri 140 bambini. Tutti sopravvissero, ad eccezione di Tanya, che morì di tubercolosi intestinale il 1° luglio 1944, nell’ospedale della città di Shatki. Nel dopoguerra, in Unione Sovietica, Tanya e il suo diario divennero un simbolo delle vittime dell’assedio di Leningrado. Nel maggio 1972 un monumento è stato costruito in suo onore a Shatki, che è stato successivamente ampliato, diventando un complesso memoriale.

Sotto, Parte del complesso memoriale “Fiore della vita” dedicato ai bambini dell’Assedio di Leningrado, con alcune pagine del diario della Savicheva. Fotografia condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.