10 anni fa il mondo finanziario ha tremato per il crack della Bernard Madoff Investment Securities: Bernard Madoff, nato a New York nel 1938, era ormai da una quarantina d’anni uno stimatissimo agente di borsa, consulente finanziario, e probabilmente anche il più grande truffatore della storia degli Stati Uniti.

Bernard Madoff

Nel dicembre del 2008, Madoff fu arrestato con l’accusa di aver ordito una gigantesca truffa ai danni degli investitori (tra i quali c’erano diversi divi di Hollywood, ma anche svariate banche di tutto il mondo), che complessivamente hanno perso all’incirca 60 milioni di dollari. In realtà, il disonesto Madoff non aveva inventato nulla di nuovo, aveva semplicemente adottato lo “schema di Ponzi”, elevato all’ennesima potenza.

Lo schema di Ponzi fonda molto del suo successo sull’avidità dell’investitore, allettato dalla promessa di interessi “fuori mercato”, che nessun serio consulente finanziario potrebbe mai garantire. Gli interessi sul capitale depositato vengono pagati non con soldi provenienti da un’attività finanziaria/produttiva, ma solo con le quote versate dai nuovi investitori, in una catena che è destinata a rompersi quando qualcuno vuole rientrare del proprio capitale.

Charles Ponzi nel 1920


Carlo Ponzi (1882-1949), partito dall’Italia nel 1903, non si inventò nulla di nuovo, nemmeno lui, perché questo tipo di truffa era già stata usata, ma mai su così vasta scala: nel 1920 riuscì a raccogliere, nel giro di pochi mesi, la stratosferica cifra di 15 milioni di dollari.

Prima di Ponzi e di Madoff c’era stata Sarah Howe, un’intraprendente signora vissuta negli Stati Uniti, che potrebbe essere nata in un anno imprecisato tra il 1820 e il 1827, forse a Providence. Potrebbe anche essersi sposata, molto giovane, con un uomo che, secondo le leggi dell’epoca, non poteva essere suo marito perché di una razza diversa. Del secondo marito si sa solo che la rese vedova molto presto, mentre del terzo si hanno notizie più certe: era un certo Florimund L. Howe, con il quale andò a vivere a Boston. In città si fece conoscere per la sua attività di cartomante, ma anche per qualche piccola frode, tanto che nel 1875 trascorse qualche mese in carcere. Fu nell’aprile del 1879 che la donna fece il salto di qualità: creò un’istituzione finanziaria, la Ladies Deposit Company, che si rivolgeva esclusivamente a donne nubili.

Clienti della “Ladies Deposit Company”

Le signore che depositavano i loro risparmi li avrebbero visti crescere molto velocemente, grazie a un tasso d’interesse dell’otto per cento al mese, garantito da un fantomatico fondo controllato da un’altrettanto fantomatica associazione caritatevole di quaccheri. Sarah Howe, senza fare nessun tipo di pubblicità ma basandosi solo sul passaparola, spacciò la sua come un’istituzione benefica, un sicuro rifugio finanziario per donne sole e non abbienti, che non dovevano avere una casa di proprietà. Ogni nuova “cliente” doveva essere presentata da una donna che già aveva aderito a questa sorta di “sorellanza”, che annoverava anche ricche signore di Boston, disposte a fare beneficienza aprendo un deposito a nome di donne bisognose nell’area di Boston.

Sarah Howe riuscì a convincere oltre 1200 signore, che lasciarono nelle casse della Ladies Deposit Company una cifra incredibile per l’epoca:

Mezzo milione di dollari

Probabilmente, la selezione operata da Sarah nell’accettare nuove clienti appariva come una garanzia di onestà, mentre la sua figura materna (aveva circa 53 anni all’epoca) era indubbiamente più rassicurante di quella stereotipata del banchiere mangia-soldi.

Per non trovarsi in difficoltà, la furba Sarah aveva posto una regola ben precisa: le investitrici potevano ritirare solo la somma corrispondente agli interessi, lascando il capitale in deposito. Le donne non avrebbero così certamente speso i loro soldi in frivolezze, mentre Howe poteva usare i nuovi depositi per pagare gli interessi di quelli vecchi, con sufficiente tranquillità. Tutto poteva proseguire senza problemi, finché ci fossero state donne pronte a mettersi in fila per aderire al deposito delle signore.

Qualcuno però iniziò a sospettare di quei tassi d’interesse così alti, e il quotidiano Boston Daily Advertiser iniziò a indagare sulla poco trasparente Ladies Deposit Company. L’inchiesta giornalistica che ne venne fuori riuscì a scatenare il panico tra le affezionate clienti, e condusse alla fine dello schema: Howe riuscì a risarcire all’incirca 80.000 dollari, ma non le rimasero nemmeno i 500 dollari necessari a pagare la sua cauzione.

Dopo aver scontato circa tre anni di carcere, nel 1884 fu rilasciata. Il tempo trascorso in prigione probabilmente le servì per riflettere sugli errori commessi in precedenza, e si fece più furba. Ripropose una schema simile, offrendo un interesse del sette percento, di nuovo a Boston e poi a Chicago. Ormai però i giornalisti la scoprivano con facilità, e nel 1888, tornata a Boston, fu arrestata. Ormai, anche le vittime di Howe non riscuotevano più molta simpatia, tanto che il New York Times, con un po’ di prosopopea, affermò che gli uomini non si sarebbero mai fatti truffare da un sistema così poco chiaro (Charles Ponzi e Bernie Madoff poi smentiranno ampiamente), ma il giornalista probabilmente non sapeva che un certo numero di uomini, sperando in facili guadagni, aveva affidato i propri risparmi a signore che facevano da prestanome.

Uscita di prigione nel 1889, Sarah Howe tornò a fare la cartomante, a 25 centesimi per ogni “consulenza”. Morì nel 1892, povera e sola… come successe poi a Charles Ponzi, che visse i suoi ultimi anni in miseria a Rio de Janeiro. Madoff invece, ancor oggi in vita, morirà quasi certamente in carcere, visto che deve scontare una condanna a 150 anni.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.