Pochi personaggi della storia sono avvolti da un’aurea di mistero come il Conte di Saint Germain, e alcuni enigmatici aneddoti legati alla sua figura hanno dato il via a una serie di speculazioni leggendarie.

Mettere a fuoco le vicende anagrafiche di questo personaggio risulta alquanto difficile. Secondo alcune ricostruzioni il Conte sarebbe stato il figlio illegittimo del principe di Transilvania Francesco II Rákóczi e della Principessa Violante Beatrice di Baviera. I presunti natali nobili potrebbero spiegare l’estesa cultura del Conte di Saint Germain che pare sia stato educato in gioventù dallo zio Gian Gastone de Medici, cognato della principessa Violante e ultimo erede della storica famiglia medicea.

Attorno al 1743 a Londra si affermò un compositore italiano noto con il nome di Conte di Saint Germain che debuttò al teatro di Haymarket con l’aria “Per pietà bel idol mio”. Di questa eventuale parentesi inglese del Conte restano alcuni interessanti resoconti dello scrittore e nobile inglese Horace Walpole, che descrive il personaggio come un abile e geniale musicista estremamente riservato e tanto ricco da smuovere la curiosità del Principe del Galles.

Dal 1746 il Conte scompare per 12 anni. Questo buco temporale ha dato adito alle più diverse speculazioni da mistici viaggi in oriente tra Tibet e Cina a presunte formazioni esoteriche con gli Illuminati in Baviera.

Si torna a parlare di lui in Francia quando riesce a guadagnarsi il rispetto del re di Francia Luigi XV diventandone cortigiano grazie all’intercessione della marchesa di Pompadour che pare fosse anche una delle sue amanti.

Luigi XV fece allestire a Trianon, nei pressi di Versailles, un laboratorio di esperimenti alchemici nel quale il Conte di Saint Germain ebbe modo di dedicarsi alle scienze occulte, mentre tra un esperimento e l’altro (pare fosse in grado di materializzare oro e purificare diamanti) ebbe modo di frequentare anche le logge massoniche parigine.

Giacomo Casanova ha tramandato ai posteri alcuni bizzarri vis a vis “francesi” con il Conte. L’autore veneziano, celebre per essere un infaticabile corteggiatore di donne e anche uno dei più famosi giocatori di carte della sua epoca (Casanova eccelleva nel Faro, gioco di carte precursore del moderno poker), nel suo “Soliloquio di un pensatore” racconta del primo incontro con “il nero Saint-Germain” che avvenne negli appartamenti parigini della Marchesa d’Urfé nel 1759. L’occasione fu un convivio dove l’enigmatico individuo riuscì subito a colpire Casanova per la sua favella “anziché mangiare parlò dal principio alla fine del pranzo”.

Elogiando le doti del conte di Saint Germain “parlava correntemente tutte le lingue ed era un valente musicista e un grande alchimista” Casanova non poté fare a meno di sottolinearne lo charme “Piacevole d’aspetto, sapeva conquistare le donne” e la sfrontatezza “Sosteneva con una grande faccia di bronzo di avere trecento anni, di possedere la medicina universale, di essere in grado di fare tutto quel che voleva con la natura, di essere capace di fondere i diamanti e di poterne ricavare uno enorme e di acqua purissima da una dozzina di normali senza alcuna diminuzione di peso”.

Nonostante alcuni atteggiamenti sopra le righe Casanova seppe comunque apprezzare il carisma del personaggio: “Nonostante le sue fanfaronate, le sue sparate e le sue evidenti bugie, non riuscii a trovarlo sfacciato, ma nemmeno rispettabile. Lo trovai sbalorditivo, mio malgrado, perché a sbalordirmi riuscì”.

Nel 1766 dopo la Francia il Conte si mise sotto la protezione dell’illuminato re prussiano Federico II, mentre nel 1767 lo si ritrova impegnato a stupire la corte di Carlo Alessandro di Brandeburgo-Ansbach. Successivamente il Conte si trasferirà al palazzo di Gottorf ospite del langravio dell’Assia-Kassel Carlo. Qui, il 27 febbraio del 1784, il Conte avrebbe chiuso la sua parentesi terrena alla veneranda età di 93 anni. Il mito del personaggio sarebbe ad ogni modo fiorito nei secoli successivi grazie anche alla diffusione della Santissima Trinosofia (opera alchemica a lui attribuita) mentre il nome del Conte di Saint Germain è riapparso in più occasioni nel corso del tempo incrementando elucubrazioni sulla sua presunta immortalità, sogno degli alchimisti e di tutti quegli avventurieri che cercano fama terrena e gloria imperitura.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.