Fra il 1920 e il 1930 Los Angeles, Philadelphia, Boston, Seattle e innumerevoli altre grandi città degli Stati Uniti, avevano dei tentacolari sistemi ferroviari percorsi dai tram elettrici. Fra il 1936 e il 1950 quelle linee vennero sistematicamente distrutte, senza alcuna apparente ragione. Dal ’36 due aziende, Pacific City Lines e National City Lines, comprarono sistematicamente 100 ditte che operavano i trasporti sulle linee ferroviarie di quelle città, riuscendo a smantellare le infrastrutture esistenti e i treni esistenti.

Complotto General Motors 1Le due aziende di trasporti erano controllate da General Motors, Standard Oil, Phillips Petroleum e Firestone, interessate soltanto a far sparire dalla faccia degli Stati Uniti tutti i sistemi di trasporto su rotaia. Una volta che ottennero il monopolio, i binari vennero smantellati, e gli statunitensi costretti a comprare delle automobili, inquinare con la benzina e comprare pneumatici Firestone.

Il complotto per uccidere il tram a trazione elettrica è conosciuto come cospirazione General Motors

La storia completa non divenne di dominio pubblico fino al ’46, quando un tenente in pensione, Edwin J. Quimby, non denunciò la cospirazione e riuscì a portarla sino in senato sotto l’amministrazione Truman. Nel corso del dibattimento la General Motors venne descritta come in “una condizione economica sovrana”, affermando che l’azienda ebbe un ruolo cruciale nello spostamento del trasporto ferroviario ad autobus e vetture.

Complotto General Motors 4Cinque aziende, tra cui GM e le aziende di cui sopra, furono condannate per aver cospirato per monopolizzare la vendita di autobus e prodotti correlati alle aziende di trasporto locali controllate dalla NCL; ma furono assolte dall’accusa di aver cospirato per monopolizzare la proprietà di queste aziende. General Motors fu multata di 5.000 dollari e il tesoriere dell’azienda stessa H.C. Grossman fu di 1 dollaro.

Complotto General Motors 8Il danno ormai era fatto, e le città e le periferie americane si erano completamente convertite alla cultura dell’automobile.

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Le aziende non solo rottamarono i tram, ma distrussero anche le linee ferroviarie, in modo che il trasporto ecologico e a basso costo fosse solo un lontano ricordo del sogno americano.

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Oggi la teoria del complotto è completamente accettata e riportata su testi di storia (cito Wikipedia, ma potrebbero essere molti altri). Il coinvolgimento di numerose amministrazioni comunali, di politici di rilievo e di ricchissimi imprenditori fa capire quanto l’economia di massa possa influenzare il potere organizzativo di un così grande esercito di cospiratori.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...