Siamo alla fine della prima guerra mondiale. La Germania, sconfitta, cerca di risorgere dalle macerie di città completamente distrutte, materialmente e moralmente. E’ in queste circostanze che inizia a circolare il volantino pubblico della nuova scuola Bauhaus con l’intento di raggruppare l’Accademia di Belle Arti e le scuole di Artigianato artistico. Proprio da questa fusione nascono all’interno della scuola numerosi laboratori: dall’architettura (meno sviluppata di altre discipline), al teatro, all’arte figurativa (scultura e pittura), con lo scopo di creare “opere d’arte unitarie”.

Cosa c’è di più unitario che creare interi nuovi quartieri?

Fotografia del Bundesarchiv condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La scuola doveva assomigliare alle “comunità di costruttori di cattedrali” con tutto il sapere annesso: dalla tecnica artistica, manuale e progettuale per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo comune, ossia, costruire attraverso l’edilizia (dagli esterni, agli interni, agli oggetti di arredo) come strumento per la metamorfosi dell’intera vita. La Bauhaus mette insieme allievi e maestri come nelle migliori scuole rinascimentali, per riorganizzare e far incastrare l’arte con il mondo esterno di una società in rinascita. Bauhaus costruisce nuovi edifici (infatti il significato della parola Bauhaus significa “casa del costruire”) dalle fondamenta, alimentando mostre e critica.

Fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

Vennero create diverse sedi, ma furono chiuse nel corso del tempo in quanto le scuole private dovevano essere controllare dal partito nazista, infatti, verso gli ultimi anni della scuola, il cambiamento industriale e il fermento sociale in unione alla destra che iniziava la scalata al governo tedesco fecero sì che il Bauhaus perdesse sempre più interesse da parte dei critici che nelle arti figurative, andando lentamente a spegnersi e a porre fine all’esperienza berlinese nell’anno 1932, quando la Gestapo occupò l’ultima sede a Berlino.

La sede del Bauhaus a Dessau di Walter Gropius, 1925. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

L’edificio, denominato semplicemente “Complesso Bauhaus a Dessau”, si presenta senza decori, minimalista, simbolo di una società improntata sul contenuto e non sui fronzoli. Il complesso è stato concepito con volumi ben definiti in forme geometriche semplici e nette. Il suo aspetto è estremamente funzionale: le colate di cemento armato intrappolano le intelaiature in ferro a sostegno delle grandi vetrate (con richiamo alle grandi vetrate delle cattedrali gotiche) per le aule ed i laboratori. Da luogo di ritrovo e avanguardia artistica e culturale il complesso si trasformò in una fortezza per la polizia segreta nazista.

Fotografia di Charlotte Nordhal condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Fotografia del Bundesarchiv condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Fotografia di Janine Pohl condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia: