Il Cigno d’Argento: l’Automa del XVIII Secolo che è un Gioiello della Meccanica

Il Cigno d’Argento è un automa del XVIII Secolo, conservato al museo Bowes interno al Castello Barnard, in Inghilterra. Fu acquistato dal fondatore del museo, John Bowes, da un gioielliere parigino nel 1872. Il cigno è a grandezza naturale e viene azionato da un dispositivo ad orologeria che fa muovere l’automa e aziona un carillon. L’animale meccanico si trova in un torrente realizzato con canne in vetro e circondato da foglie d’argento, insieme ad alcuni pesci e rane, sempre in argento, che nuotano nella corrente.

Quando viene azionato, le bacchette elicoidali di vetro ruotano, dando l’illusione che l’acqua scorra realmente sotto gli animali. Il cigno gira la testa da un lato all’altro e poi la abbassa, addentando un piccolo pesciolino d’argento. La testa del cigno torna poi in posizione verticale e la performance, della durata di 32 secondi, termina. Per aiutare la conservazione del meccanismo, i tecnici del museo hanno programmato il dispositivo in modo che si azioni soltanto una volta al giorno, alle 14.00.

Fotografia di Andrew Curtis condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Il Cigno d’Argento fu progettato e costruito da John Joseph Merlin (1735-1803), in collaborazione con l’inventore londinese James Cox (1723-1800) nel 1773. L’automa fu descritto in un documento del Parlamento Inglese nel 1773, che lo misurava con un diametro di 3 piedi (91 centimetri) e con un’altezza di 18 piedi, circa 5,49 metri. La descrizione fa intuire che alcune parti dell’automa potrebbero essere andate perse, ed è stato ipotizzato come, in origine, ci fosse una cascata dietro al cigno, rubata mentre era itinerante in un tour europeo.

Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

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Il cigno fu venduto diverse volte, e fu certamente esposto all’EXPO di Parigi del 1867, da un gioielliere di nome Harry Emanuel. Fu lì che John Bowes e sua moglie Joséphine Chevalier lo videro per la prima volta. Nel 1872 lo acquistarono dall’uomo per 200 sterline. Il romanziere americano Mark Twain fu assai impressionato dall’automa, descritto in un capitolo del suo libro “The Innocents Abroad, or The New Pilgrims’ Progress”:

Guardai il Cigno d’Argento, che aveva una viva grazia nei movimenti e una vivida intelligenza nei propri occhi, lo guardai nuotare con indifferenza come fosse nato in una palude, invece che in una gioielleria. Lo guardai cogliere un pesce d’Argento da sotto l’acqua, rialzare la testa e compiere quegli elaborati movimenti fatti dai cigni per inghiottire i pesci…

Nel 2008 il cigno è stato interamente restaurato dagli specialisti Matthew Read e Ken Robinson, che lo hanno smontato e ne hanno pulito i complessi meccanismi di funzionamento. I risultati del restauro, oltre ad aver ripristinato il perfetto funzionamento dell’automa, hanno anche suggerito che il cigno fosse, un tempo, più ricco di ornamenti e pesci, andati perduti durante gli anni.

Il Cigno d’Argento viene azionato una volta al giorno al Castello Barnard, visibile anche nel video sottostante:

Sotto, un alto video ne mostra il movimento dall’alto:


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