“Wendy: sono a casa” – “Sono il Lupo Cattivo”, con queste parole Jack Nicholson è entrato nell’immaginario di milioni di cinefili come il pazzo per eccellenza, portato alla follia dalle oscure presenza dell’Hotel Stanley. Il film Shining, diretto da Stanley Kubrick e capolavoro horror del ‘900, fa uso di diverse tecniche di prospettiva, montaggio e ripresa impiegate dal regista per rendere la pellicola un’opera d’arte praticamente perfetta.

Fra le tante ispirazioni che hanno aiutato Kubrick a realizzare il film, una in particolare è similissima alla famigerata scena della porta sfondata da Jack Torrance. Il lungometraggio che per primo utilizzò questa sequenza si chiama “The Phantom Carriage”, pellicola svedese del 1921 tradotta in italiano con “Il Carretto Fantasma”, diretto e interpretato da Victor Sjöström, il quale in una scena sfonda una porta per raggiungere la moglie nascosta all’interno con le proprie figlie.

Kubrick naturalmente non copiò il film svedese, ma la scena gli è stata sicuramente d’ispirazione per realizzare la propria. Il modo in cui il protagonista rompe prima una parte della porta, l’altezza dei colpi e la successiva apertura della serratura coincidono, mentre sono diverse le reazioni delle madri, naturalmente molto più contenuta nel film muto rispetto a quella isterica di Shelley Duvall.

Il Carretto Fantasma ha una storia completamente differente rispetto a Shining, e fa un creativo uso di flashback ed effetti speciali (sovrapposizione e doppia esposizione) particolarmente innovativi per la propria epoca.

Il film è basato su un romanzo della vincitrice del premio Nobel Selma Lagerlöf, e ha come protagonista un uomo alcolizzato costretto in punto di morte a riflettere sul proprio comportamento egoista avuto in vita. L’intreccio della trama, complesso e articolato, è sviluppato su una leggenda scandinava secondo cui le anime dei defunti sono prelevate da un macabro carretto fantasma, condotto da un carrettiere che può lasciare il proprio ruolo quando un uomo perisce in un peccato mortale alla scoccare della mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno.

Considerato un capolavoro del cinema muto, una piccola parte della pellicola rivive nelle immagini di Shining di Kubrick, girato circa 60 anni dopo.

Di seguito la comparazione fra le scene dei film:

Sotto, tutta la scena di circa 3 minuti del film Shining:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...